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Risparmio energetico, per Adiconsum è meglio delle rinnovabili

Pubblicato: 29 ott 2010 da Peppe Croce

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Risparmio energetico, per Adiconsum �¨ meglio delle rinnovabili

In un’ottica di riduzione delle emissioni di CO2 e gas serra, e restando nella teoria senza addentrarsi troppo nella pratica, che il “negawatt” meglio di qualunque megawatt non ci vuole molto a capirlo: consumare meno e ridurre gli sprechi con una sana politica di risparmio energetico è alla base di tutto.

Da questo presupposto alla polemica nei confronti delle energie rinnovabili, però, il passo è sempre troppo breve. L’ultimo esempio di questo tipo di ragionamento deriva da Adicunsum, l’associazione di difesa dei consumatori e dell’ambiente promossa dalla Cisl, che ha pubblicato le proprie proposte per un’economia verde.

Secondo l’Adiconsum, a livello di costi, tra efficienza e rinnovabili non c’è paragone:

Per risparmiare 1 kWh/anno in efficienza energetica occorrono 1,8 euro di investimento, per produrre 1kWh/anno con pannelli fotovoltaici occorrono 5,0 euro di investimento

Numeri in realtà poco significativi perché bisogna vedere come lo risparmi, e come lo produci, quel benedetto kw/h ma il discorso nel suo complesso è corretto: risparmiare costa meno che produrre ed è una scelta sempre vincente sia per l’economia che per l’ambiente.

E, infatti, giustamente Adiconsum torna a chiedere la reintroduzione delle detrazioni fiscali del 55% per le opere sugli edifici civili. Detrazioni che, a detta del sottosegretario Stefano Saglia potrebbero tornare a breve.

Il problema, però, è che il risparmio non basta e la produzione di energia elettrica va in ogni caso incrementata. Anche su questo tema Adiconsum ha le idee chiare e ha da ridire sull’attuale sistema di incentivazione del fotovoltaico:

legare gli incentivi all’effettivo costo degli investimenti per evitare rendite ingiustificate; non concedere l’incentivo prima che sia completato l’allacciamento alla rete; no incentivi a impianti fotovoltaici in campo aperto, ma solo a quelli integrati su costruzioni

Considerato che il fotovoltaico costa e che non tutti i tetti d’Italia sono orientati esattamente verso il sole, le proposte di Adiconsum basteranno?

Via | Adiconsum
Foto | Flickr

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di gbettanini

    gbettanini

    29 ott 2010 - 16:14 - #1
    -2 punti
    Up Down

    “legare gli incentivi all’effettivo costo degli investimenti per evitare rendite ingiustificate”
    .
    Stesse cose che dicevo io più di un anno fa… ma ero sato meno vago di Adiconsum….
    Per fare le cose fatte bene bisognerebbe che ogni anno il GSE individuasse una fascia di prezzo di mercato degli impianti in funzione della taglia e della tecnologia (e.g. un impianto da 3 kWp policristallino deve costare tra 10 e 12 mila €). La tariffa incentivante viene calcolata per OGNI impianto in base al costo effettivo d’impianto (fattura) ed in base all’insolazione del sito dove è situato l’impianto… il tutto in base ad appositi (ma tutto sommato semplici) algoritmi previsti dal GSE.
    In questo modo non sarà più necessario stabilire limiti temporali per il Conto Energia che in sostanza non permettono investimenti SERI nel settore in quanto nessun imprenditore può fare investimenti se non ha un orizzonte temporale più ampio di 3 anni.
    Si possono prevedere panche maggiorazioni o penalizzazioni della tariffa nel caso si acquistino impianti ad un prezzo inferiore o superiore alla fascia di prezzo indicata dal GSE.

  • Profilo di gbettanini

    gbettanini

    29 ott 2010 - 16:26 - #2
    0 punti
    Up Down

    “Per produrre 1kWh/anno con pannelli fotovoltaici: occorrono 5,0 euro di investimento” dice Adiconsum… che non capisco cosa voglia dire…
    .
    Nel 2010 la spesa media per installazione sarà di 3,5 €/Wp. Ogni Wp produrrà mediamente 1,3 kWh/anno quindi per produrre 1 kWh/anno per 25 anni si devono spendere circa 2,7 €.
    .
    La questione VERA è che per ogni Wp installato (e che costa 3,5 €) dalle bollette degli italiani nell’arco di 20 anni verranno prelevati circa 7 €.
    .
    E’ di questo che dovrebbe preoccuparsi Adiconsum… ed è per questo che il sistema di incentivazione va cambiato al più presto. I grandi impianti vengono costruiti con soldi di finanziarie (spesso estere) che riescono da ottenere rendimenti sicuri intorno al 10% annuo a danno del reddito disponibile di noi cittadini ed in cambio di vantaggi occupazionali ed ambientali molto modesti.

  • Profilo di 3350

    3350

    30 ott 2010 - 16:26 - #3
    0 punti
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    Concordo pienamente sull’ultimo punto.
    Ribadisco che il fotovoltaico, che produce solo quando c’è il sole, andrebbe solo sui tetti.

  • Profilo di nello1

    nello1

    30 ott 2010 - 21:58 - #4
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    Risparmio, risparmio sono politiche efficaci ma il pasto energetico che si va via via consumando è il popolo, le persone, le abitudini, che nella nostra società dà il consenso di consumare di più.
    Il popolo che consuma di più è anche incentivato ( vedi l’esempio delle auto ) energia a basso prezzo di notte ed anche.
    Come si evince il consumo in totale del popolo arriviamo orientativamente del 40 % 45 % del consumo della bolletta totale, che non accenna a diminuire, anzi aumenta di giorno di punto.
    Che abbiamo politiche in contrasto con il progresso, non decide, un imposta sulle scelte future.
    Eppure le scelte sono dell’ordine in ordine nei confini nostri, possiamo volendo applicare anche situazioni di comodo: incentivare costruzione popolari che riducono l’impatto ambientale, le green tower ( ecograttacieli ) è un’incentivo a delle costruzioni efficienti, con capacità di appartamenti, box, palestre, negozi, centro commerciali, ecc. ecc.
    Le torri sono: dei record assoluti di altezza del Burj Khalifa di Dubai che si è spinto oltre gli 800 m. un mondo dell’architettura hi tech estrema e si prepara a vivere altri obbiettivi.
    L’Italia come al solito rimane a guardare è sempre meno interessata dal fenomeno.L’unica eccezione è a San Pietroburgo in Russia dove la Okhta Tower for Gazprom svetterà a 400 m. ma la strada e ancora lunga e rovinosa ( un certa cultura politica che abbiamo dalle nostre parti ) visto che pur essendo stato approvato il progetto, il cantiere è ancora lontano dall’essere aperto. Si parla da 20 anni di una torre da 300 m. circa a londra chiamata Shard con uffici, hotel e appartamenti, ma per ora nulla di fatto.
    Si preferisce distruggere terreni fertili per un mercato di pochi fortunati ( sempre gli stessi elefanti ), con il loro potere economico, la loro sopraffazione del popolo sottostante dei diritti civili e sociali, non interessa a molti che sulla terra abbiamo popolazioni che soffrono ancora la fame ed i paesi ricchi stanno li a guardare, come si consuma il più grande genocidio dell’umanità.