Qualche mese fa su Ecoblog si parlò del fatto che nel Parlamento Europeo si stasse discutendo sulla possibilità di gettare le basi per sviluppare il Carbon Capture and Storage (CCS) ovvero lo stoccaggio della CO2, una tecnica che al momento esiste soltanto allo stadio di prototipo e che lascia molto perplessi gli stessi esperti del settore. Ebbene, in questi giorni dalla sede di Bruxelles, arrivano segnali che ci indicano come gli intenti dell’UE si siano trasformati in realtà.
E’ stato infatti approvato un maxi finanziamento di circa 4 miliardi di euro, di cui una buona parte verrà concesso agli Stati membri per progetti volti a favorire il passaggio alla fase commerciale delle tecnologie di cattura e stoccaggio delle emissioni. Secondo il provvedimento, la copertura finanziaria necessaria sarà garantita dalla cosiddetta “New Entrant Reserve 300″, il fondo costituito attraverso la vendita di 300 milioni di crediti CO2 provenienti dalla riserva dei nuovi entranti nel meccanismo europeo di scambio delle emissioni (Ets).
Proprio un anno fa riportammo notizia del fatto che anche in Italia l’allora Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola avesse illustrato un piano d’azione per individuare siti utili per la cattura e lo stoccaggio della CO2. I progetti per poter concorrere al finanziamento dovranno dimostrare di essere in grado di catturare una quantità di emissioni equivalenti ad un impianto di capacità pari a 250 MW de avere un’efficienza di almeno l’85%.
Via | Ecodallecitta.it
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splinter83
02 feb 2011 - 11:22 - #1- c’e’ sempre qualcosa di buono in tutte le direttive europee per l’ambiente. l’europa e’ molto piu’ rigida dell’italia sulle problematiche ambientali. dato che il finanziamento e’ europeo il progetto merita un pizzico di fiducia gia’ ad occhi chiusi (mi riferisco allo stoccaggio).
splinter83
02 feb 2011 - 11:24 - #2- la danimarca sfrutta l’energia solare piu’ di noi. non ci vuole un mappamondo per capire dove ci sia piu’ sole. e parliamo ancora di carbone? dovremmo vergognarci!
splinter83
02 feb 2011 - 11:27 - #3- ogni cittadino italiano ha un’impronta ecologica molto piu’ grande di quella che il nostro pianeta ci permette di sfruttare.
di questo passo il collasso e’ inevitabile.. si possono percorrere tante strade ma alla fine la realta’ e’ una sola: di questo passo non possiamo che arrivare al punto di non ritorno. carbone e petrolio sono solo veleno ma purtroppo di questo veleno non se ne puo’ fare a meno.
forse il nucleare… ma non dimentichiamoci che anche il nucleare produce degli scarti, delle scorie… pericolosissime per la salute umana… la vera energia verde quando verra’ sfruttata al 100%?
quanti anni ancora di avvelenamento del pianeta dovranno passare prima di prendere coscienza del fatto che i nostri figli erediteranno un mondo sempre piu’ sporco e malato?