Campania, la mappa delle discariche dei Casalesi: ci interrano i rifiuti del Nord

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La mappa delle discariche abusive gestite dal clan de Casalesi

Quella che vedete in alto è la mappa delle discariche abusive di proprietà del clan dei Casalesi. Spiega Buongiorno Caserta (pag.3 del 6-11) da qui al 2064 il disastro ambientale sarà inevitabile a Scafarea, Taverna del Re, Giugliano, Parete, Villaricca, Qualiano, Villa Literno. I Casalesi però non ci pensano e i rifiuti hanno iniziato a portarli anche in Lazio e Molise. Ne riferisce un dossier della DIA di Napoli che ha individuato quelli che è più corretto chiamare sversatoi che non discariche.

I rifiuti, di ogni genere (è bene sottolinearlo) arrivano dal Nord. La magistratura con l’inchiesta “Terra promessa due” ha sequestrato otto di questi siti tra Napoli e Caserta; ci sono 17 indagati per i reati di disastro ambientale, con l’aggravante dell’associazione mafiosa. Ha detto il procuratore Giovanni Lepore:

Ci sono anche rifiuti ospedalieri e cimiteriali nei nuovi siti sequestrati.

Ma come ci è finita la Campania in questa brutta storia?

Spiega Carlo Pascarella su Buongiorno Caserta:

Inizialmente la Campania doveva solo essere un luogo di transizione, sopratutto verso la Somalia. In seguito, di fronte alle difficoltà del trasporto internazionale dei rifiuti tossiconocivi è diventata anche luogo di stoccaggio.

Il resto per la camorra è stato uno scherzo. Controlla il territorio grazie all’edilizia abusiva; conosce cave e possiede terreni. E il passaggio è stato: primo guadagno con lo scavo abusivo in terreni pianeggianti; secondo guadagno con il riempimento di rifiuti; terzo guadagno con la costruzione di case sulle fosse piene di rifiuti. Il tutto è avvenuto pagando mazzette a politici e imprenditori. Il ciclo durerà finché ci saranno le discariche. Anzi il paradosso è che sono proprio le discariche ad alimentare la presenza dei clan e dei loro illeciti guadagni sul traffico di rifiuti.

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