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Il senatore anti-Kyoto D'Alì vince un premio per l'ambiente: è un "ambientalista gold"

Pubblicato: 13 nov 2010 da Peppe Croce

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Il senatore Antonio D’Alì ha vinto il Premio Ambiente Special 2010. Il senatore anti-Kyoto, nonché presidente della Commissione Ambiente al Senato, Antonio D’Alì è stato a capo del drappello di nove membri della camera alta che hanno chiesto al governo di dichiarare decaduto il Pacchetto Clima dell’Unione Europea, il famoso 20-20-20 (mozione approvata con 137 voti favorevoli, 112 contrari e un astenuto).

Poi ha caldeggiato la riforma del sistema di leggi che governano le aree protette marine e terrestri, chiedendo la possibilità di entrare con lo yatch nelle riserve marine.

Infine si è battuto contro le trivellazioni petrolifere off shore nel Canale di Sicilia.

Probabilmente quest’ultima battaglia di D’Alì (e solo questa) gli fruttato il Premio Ambiente Special 2010. Non sapete cos’è il Premio Ambiente Special? Gli organizzatori lo descrivono in questo modo:

Premio Ambiente special 2010, l’internazionale d’arte e cultura giunta quest’anno alla 34aedizione e che annovera nel suo albo d’Oro nomi come Umberto Veronesi, J. Luc Montagnier, Jas Gawronsky. La manifestazione intende sensibilizzare e approfondire il tema del ri-uso delle risorse materiali, fisiche, morali e artistiche nel recupero di valori e stili di vita sani e compatibili con l’ambiente.

Lasciando stare il “riuso delle risorse morali”, che non si capisce bene cosa sia, è interessante notare che tra i premiati del passato ci sia anche Umberto Veronesi (che il premio sia stato precursore alla sua nomina a presidente dell’Agenzia Nucleare?). Per il resto, che dire… tra gli altri vincitori di quest’anno ci sono anche l’editore, designer e collezionista d’arte Franco Maria Ricci, il giornalista Andrea Pamparana e la scrittrice Enrica Bonaccorti e “molti altri noti personaggi del panorama politico, artistico e culturale italiano”.

Insomma, ecologisti di tutto il mondo datevi da fare: se non avete almeno un Premio Ambiente Special nella vetrinetta del salotto, che campate a fa’…

Via | Comunicato stampa
Foto | Cine Blog

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3 commenti

Commenti dei lettori

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  • giuseppe pregadio

    13 nov 2010 - 13:03 - #1
    -1 punto
    Up Down

    se i primi a dubitare dell’effetto serra sono gli stessi dell’iIPCC, chi siamo noi per avere certezze su ciò?

  • Profilo di marconzo73

    marconzo73

    13 nov 2010 - 17:15 - #2
    2 punti
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    Gli affari illeciti che ruotarono attorno alla Louis Vuitton Acts, la fase preparatoria della Coppa America, che si svolse a Trapani nel 2005, e le “relazioni pericolose” dell’allora sottosegretario all’Interno Antonio D’Alì (Pdl), ex presidente della Provincia e capo della commissione Territorio Ambiente del Senato, sono al centro di un reportage, di Lirio Abbate, su luci e ombre delle grandi opere pubblicato dal settimanale L’Espresso, da oggi in edicola.

    L’esponente politico, rivela il settimanale, da due anni è indagato per concorso in associazione mafiosa dai pm di Palermo. Nel servizio si ricostruisce quello che il settimanale definisce il cosiddetto “metodo Bertolaso”, “inventato proprio da D’Alì che propose al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di decretare la manifestazione come ‘Grande Evento’, nominando il capo della Protezione civile commissario delegato”. Un sistema che permetteva di affidare i contratti senza gara. Un’operazione poi replicata per i lavori del G8 de La Maddalena e per la ricostruzione post terremoto a l’Aquila.
    Un affare da 100 milioni di euro, quello della Coppa America, che non sarebbe sfuggito ai boss. Un imprenditore, Antonino Birrittella, arrestato per mafia e adesso collaboratore di giustizia, secondo il settimanale, ha raccontato ai magistrati che le imprese vicine ai clan avevano saputo già in anticipo chi si sarebbe aggiudicato i cantieri dell’America’s Cup. Per questo motivo Birrittella sostiene che per prepararsi all’evento aveva iniziato ad acquistare i mezzi meccanici necessari per essere pronto a cominciare, già alcuni mesi prima dell’aggiudicazione dei lavori. La previsione, sostiene il pentito, fu rispettata.
    Nel reportage si parla anche dei legami tra il senatore, impegnato nel controllo dell’operazione pulizia condotta in Campania da Bertolaso come commissario dei rifiuti, e Bertolaso. E il filo che lega i due si allunga anche sulla tragedia dell’Abruzzo. Il parlamentare indagato per mafia è anche il relatore del disegno di legge per gli interventi urgenti in favore della popolazione colpita dal terremoto nell’aprile 2009.
    Un premio per la faccia a culo gli serve.

  • Profilo di tassinarimauro

    tassinarimauro

    15 nov 2010 - 14:43 - #3
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