
Due anni fa scoppiò lo scandalo del latte alla melammina in Cina. Da allora sono state intossicate circa 300 mila persone e ci sono state proteste enormi in mezzo mondo. Adesso è arrivata la notizia che Zhao Lianhai, padre di uno dei bambini intossicati dalla melammina, è stato condannato a due anni e mezzo di carcere.
L’uomo, arrestato nel novembre del 2009, al processo è stato ritenuto colpevole di aver organizzato un incontro con i genitori delle vittime, di aver protestato davanti a un tribunale e a una fattoria e di aver rilasciato interviste in cui accusava le autorità di essere complici delle aziende.
La melammina, per chi non lo ricordasse, è un pericoloso additivo chimico che è stato aggiunto nel latte per falsare i risultati di laboratorio sul tenore proteico. In pratica è quasi una resina che con il latte non ha nulla a che fare. I primi casi di frodi alimentari alla melammina si registrarono nel 2005 negli Stati Uniti ma fu nel 2008 che il mondo scoprì questa sostanza in seguito ad una falsificazione gigantesca messa in atto da aziende cinesi.
La melammina fu trovata anche nella carne, nello yogurt e nelle uova. Anche in Italia arrivarono partite di cibo alla melammina, creando allarme sociale e timori soprattutto per la salute dei bambini.
Via | Mondo Cina
Foto | Flickr
fingam
15 nov 2010 - 10:18 - #1W il Comunismo…
awful
15 nov 2010 - 11:04 - #2W il comunismo cinese…che crea lavoratori a basso prezzo per l’outsourcing del capitalismo americano
Peppe210991
15 nov 2010 - 14:16 - #3Una notizia di un tale arresto non si dovrebbe mai sentire nel mondo… cioè io consumatore acquisto un prodotto contaminato in seguito denuncio l’accaduto e pure mi arrestano e loro (i produttori) continuano indisturbati a produrre e ad esportare in tutto il pianeta prodotti contaminati…
Siamo arrivati al punto che non possiamo essere sicuri di ciò che mangiamo anche se sono presenti dei controlli ed etichette che certificano la qualità tutto perchè in questo schifo di mondo comanda il denaro.
Comunque voglio puntualizzare che quel caso della Cina di mettere a tacere la gente per interessi si verifica in ogni parte del mondo ogni giorno.
Hentavir
15 nov 2010 - 15:42 - #4bisogna anche dire che tra i responsabili della vendita
del latte alla melammina due sono stati condannati a morte
e fucilati, un altro all’ergastolo, altri 3 sono in prigione dove sconteranno pene
che vanno tra i 5 e i 15 anni, e diversi ufficiali, tra cui un ministro, sono
stati costretti a dare le dimissioni.
hornblower
15 nov 2010 - 16:32 - #5non mi stupisce.
quello che continua a stupirmi è la dicotomia intellettuale di chi tollera all’estero in nome di una ideologia mai abiurata quanto fatto da un partito “fratello” e, in patria, invece usa questi argomenti solo politicamente come esempi negativi degli altri.
boh1
16 nov 2010 - 02:19 - #6@5 in che senso ?
comunque queste sono le notizie che dovrebbero circolare maggiormente, perchè la cina è la nostra direzione politica, sociale o morale, la cina è la nostra ispirazione. E bisognerebbe comprendere e osservare tutti i lati della nostra musa ispiratrice, perchè fino adesso fanno tutti i cinesi ma col cu** dei cinesi, ed è troppo facile.
sandro-kensan
16 nov 2010 - 15:37 - #7Anche in Italia chi protesta troppo viene incarcerato, vedi ad esempio il G8 di Genova in cui chi andava a protestare è stato convinto a non farlo più. Non mi stupisce che chi calunnia i potenti come ha fatto questo uomo sia poi condannato.
govinda
17 nov 2010 - 12:31 - #8E’ un regime…e il colore non ne è un alibi
jappo87
20 nov 2010 - 10:09 - #9@awful
Ma lo sai di quello che stai parlando o parli giusto per dare aria alla bocca? perchè a me sembra la due…
Seconda cosa, il comunismo cinese non è più comunismo da almeno 3 decenni, non c’entra nulla col comunismo questa notizia, centra con un regime. Regime in cui non puoi vedere youtube o usare facebook, per non parlare dei siti di diritti internazionali…
-J-