
Quando si parla di fotovoltaico a terra di grandi dimensioni solitamente si solleva un polverone. Questa volta, però, forse l’idea non è malvagia. Estra, società di produzione e vendita di energia elettrica e gas, sta per costruire un grosso parco fotovoltaico da 10 MW in provincia di Arezzo, a Cavriglia. Lo ha annunciato con un comunicato stampa nel quale da anche qualche dettaglio.
Della potenza abbiamo già parlato, andiamo all’estensione: circa 20 ettari, dice l’azienda. Sorge subito un dubbio: 20 ettari sono pochi per fare 10 MW. Per ogni mega, infatti, di solito si va dai tre ai cinque ettari quindi al massimo in 20 ettari “ce ne dovrebbero entrare” 6-7. Il parco, però, sorgerà in una ex miniera, una cava sostanzialmente.
A questo punto le pendenze forse riescono a far quadrare i conti, anche se i pannelli probabilmente staranno un po’ strettini. Fatto sta che l’azienda dice che ci stanno, vedremo…
Se si continua a leggere il comunicato si apprendono altri dettagli interessanti:
Il parco fotovoltaico, che avrà un’estensione di circa 20 ettari di superficie nell’ex area mineraria di Santa Barbara, è stato studiato al fine di ottenere una perfetta integrazione con la morfologia dei luoghi e conservare un gradevole effetto visivo in relazione alle aree circostanti
Dal punto di vista paesaggistico, in realtà, non ci dovrebbero essere molti problemi: le cave sono brutte, una distesa di pannelli fotovoltaici non dovrebbe peggiorare di molto la situazione. Per di più Estra promette anche un circuito ciclistico attorno al parco e visite didattiche per le scuole. Molto interessante anche il fatto che 500 KW, cioè il 5% della potenza istallata, sarà riservata all’azionariato popolare del paese.
Per la precisione il 5% di un investimento totale da 30 milioni di euro. E, onestamente, anche questi sembrano pochini rispetto ai costi medi di altri impianti. Ma è anche vero che un appalto di pannelli da 10 mega aiuta parecchio a contenere i costi. Ultimo dubbio: i pannelli solari temono la polvere, speriamo abbiano previsto un tappetino erboso per evitare l’effetto Sahara…
gbettanini
23 nov 2010 - 10:21 - #1Facendo due conti ogni singolo cittadino italiano pagherà attraverso la propria bolletta elettrica nell’arco di 20 anni 1.20 € per questo impianto di Cavriglia (AR) da 10 MWp.
Un grazie alle aziende che ci regalano questo piccolo debito per i prossimi 20 anni.
3350
23 nov 2010 - 11:35 - #2Perchè dai la colpa alle aziende? Esse sfruttano solo le opportunità che lo stato offre.
Che il fotovoltaico sia caro si sa, ma ci gioca molto anche la speculazione come per tutte le rinnovabili del resto.
Comunque se la bolletta è cara almeno lo sia per qualcosa, si pagano già voci che ormai con la produzione di energia nulla hanno a che fare.
gbettanini
23 nov 2010 - 11:48 - #3Si, vero, ma le aziende se ne vantano mediante comunicato stampa proprio perchè i cittadini non hanno la minima idea:
1) di chi paga;
2) dei reali benefici ambientali.
Nico13
09 dic 2010 - 09:41 - #4@gbettani
Ma come mai la gente inizia ad avercela così tanto con il fotovoltaico? Ma lo sai che i soldi prelevati dalla bolletta, fino a poco fa se li sono pappati tutti le assimilate? E che l’elettricità ci serve? E che se producessimo con le rinnovabili sarebbe meglio per tutti (non solo per tutte le storie sull’inquinamento, ma per la redistribuzione del potere economico ed energetico)?
Cmnque, ognuno è libero di pensare cio’ che vuole, ci mancherebbe, però tutto st’accanimento io non lo capisco, ok per il fv sui terreni agricoli, ma recuperare aree dismesse, non mi sembra una cosa così terribile.
Ultima cosa e poi non esterno più, il sistema incentivante, utilizzato da tutti gli stati industrializzati del mondo, serve per introdurre una tecnologia nel mercato. Credo sia evidente a tutti che un’alternativa ai combustibili fossili sia necessaria, io sono dell’idea che il fotovoltaico potrebbe essere una parte di questa alternativa.