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Dal governo stretta sul fotovoltaico a terra. Assosolare: "E' grave"

Pubblicato: 01 dic 2010 da Peppe Croce

Commenti dei lettori

Dal governo stretta sul fotovoltaico a terraSembra proprio che l’ultima puntata di Report sugli incentivi alle fonti rinnovabili abbia smosso le acque: oggi, infatti, il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare un decreto di riordino degli incentivi. Decreto che ora passa alle Regioni per il parere di rito.

Il decreto, oltre a mettere un freno al giochetto dei certificati di origine per l’energia verde, modifica nuovamente il modello di business delle rinnovabili: il fotovoltaico a terra resta uguale fino a 5 MW, oltre questa potenza entra in funzione un meccanismo di aste competitive. Modello sul quale la nota ufficiale del Ministero allo Sviluppo economico non offre alcun dettaglio. Il cambiamento, afferma la stessa nota, serve per incentivare gli impianti fotovoltaici di piccola taglia.

Giusto o sbagliato che sia, va in ogni caso notato che un impianto da 5 MW non occupa meno di 15 ettari di terreno agricolo. Quindi non si capisce bene come sia stata messa questa soglia considerato anche il fatto che, sempre la nota, afferma che serve a favorire i piccoli investitori. Anche qui: un MW di fotovoltaico a terra costa 3-4 milioni di euro. Piccoli a chi?

L’impressione che più che programmazione il Ministero abbia voluto fare propaganda è più che legittima. In ogni caso chi di mestiere fa fotovoltaico l’ha presa malissimo: Assosolare, associazione di categoria afferente a Confindustria, ha affermato:

la grave limitazione posta per gli impianti fotovoltaici a terra realizzati su aree agricole, prevista dall’articolo 8 dello schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva 2009/28 sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, approvato oggi dal Consiglio dei ministri, è un pesante freno allo sviluppo del settore fotovoltaico in Italia. Una scelta in contrasto con i recenti provvedimenti come le linee guida ed il terzo Conto Energia, e che innalzerà nuovamente la valutazione “rischio Paese” per tutti gli investitori

E a chi lamenta l’occupazione del suolo agricolo e l’invasione fotovoltaica dei campi vergini della bella Italia Assosolare risponde:

se anche tutti i 3 GW del terzo Conto Energia fossero impiegati in impianti a terra, questi occuperebbero circa 6000 ettari a livello nazionale, quando da dati ISTAT la superficie totale agricola e forestale in Italia e’ di 19,6 milioni di ettari di cui 13,2 milioni sono utilizzati per l’agricoltura. Il fotovoltaico impegnerebbe quindi lo 0,045% della superficie agricola. E’ poi paradossale che lo stesso Governo che vuole tutelare l’interesse degli agricoltori ha bocciato nel terzo conto energia le serre fotovoltaiche, con le quali il fotovoltaico avrebbe potuto aiutare il mondo agricolo

Via | Ministero Sviluppo Economico, Metro
Foto | Flickr

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13 commenti

Commenti dei lettori

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  • acosimo

    01 dic 2010 - 09:29 - #1
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    bene ha fatto il governo a limitare l’uso di terreno agricolo per il fotovoltaico, avrebbe fatto meglio se avesse messo incentivi ed anche sanzioni per i proprietari di capannoni industriali/artigianali (es. dai 300 metri quadri in su) che non mettono pannelli fotovoltaici sul tetto oppure si rfiutano di affittarlo a chi li vuol mettere. Questo avrebbe dato una spinta decisiva al fotovoltaico nei posti dove si consuma energia ed avrebbe fatto raggiungere gli obiettivi del 17% di energia rinovabile senza consumare territorio.
    Per fare un esempio la Fiat ha 4 - 5 stabilimenti (Mirafiori Cassino Pomigliano Melfi Termini Imerese ecc.) che come tetti viaggiano complessivamente sui circa 600 - 700 ettari. ogni ettaro equivale a 10.000 metri quadrati. Perchè non li si copre di pannelli invece di usare altro terreno? Quando saranno “finiti” i capannoni (che sono una infinità in Italia) si può pensare ad usare altro terreno

  • Profilo di solarcharger

    solarcharger

    01 dic 2010 - 10:59 - #2
    3 punti
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    Sono un progettista solare PV da oltre 10 anni e sono sempre stato CONTRO gli impianti a terra salvo eccezioni come discariche , cave e simili.
    Occupare terreno agricolo solo per far quattrini a spese di tutti non mi sembra giusto , ancora una volta la lobby di ASSOSOLARE non riesce ad essere obbiettiva , fare promozione della cultura solare non vuol dire rovinare l’ambiente. Brava REPORT che ha messo in luce queste magagne, se il governo rimedierà a questi inconvenienti , bene avrà fatto una cosa giusta ( una delle pochissime )

  • giuseppe pregadio

    01 dic 2010 - 12:57 - #3
    1 punto
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    in germania hanno appena azzerato gli incentivi ai nuovi impianti costruiti in terreni ad uso agricolo……..

  • marcolinux

    01 dic 2010 - 17:00 - #4
    1 punto
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    Va bene stare sulla notizia, però…
    Innanzitutto la puntata di Report non c’entra niente con quanto discusso in CdM: si tratta del recepimento di una direttiva Europea che è da fare subito e stava scadendo il tempo utile.
    Secondo ad oggi nessuno sa con certezza quale sia la bozza licenziata dal CdM: ad esempio su due siti diversi e ugualmente autorevoli (QualEnergia e NextVille) ci sono due versioni diverse e la differenza sta proprio nella frase sul fotovoltaico a terra.
    Terzo: se abbiamo l’obiettivo del 17% delle rinnovabili imposto da piani nazionale ed europei possiamo solo sperare in qualche campo a terra per arrivarci, non basta certo puntare solo sui capannoni e le coperture in genere
    Quarto: parliamo dei numeri veri! Qualcuno sa quanto territorio stiamo “devastando” con il solare? 10%? 1%? o forse è lo 0,qualcosa%? Le nuove Linee Guida per le rinnovabili pongono seri e condivisibili limiti ai campi a terra, rendendoli possibili solo in contesti non sensibili.
    (quinto: se possibile citare le fonti… cosa vuol dire che in germania hanno azzerato gli incentivi per gli impianti a terra?!)

    Scusate i toni un pò secchi, sono molto sensibile sull’argomento perchè purtroppo siamo sempre divisi tra pro e contro “a priori” (sul clima, sul nucleare, sulle rinnovabili…) senza avere il tempo e l’accortezza di contestualizzare ed andare a fondo nei problemi.
    A presto e complimenti per il sito, che seguo da… sempre, praticamente!

  • giuseppe pregadio

    01 dic 2010 - 18:09 - #5
    0 punti
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    @marcolinux

    http://de.wikipedia.org/wiki/Erneuerbare-Energien-Gesetz#Photovoltaikanlagen

    è in tedesco ma ci sono le fonti. da noi gli incentivi sono molto più alti di quelli tedeschi e molto più omogenei, e tenderanno a scendere con maggiore lentezza rispetto a quelli tedeschi.

  • marcolinux

    01 dic 2010 - 19:24 - #6
    0 punti
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    @giuseppe: grazie. è vero da giugno 2010 non ci sono più incentivi su aree agricole (sono le “Ackerflächen”) e hanno fatto - come giusto - una finestra per il collegamento dei progetti in essere…

    in effetti sono stato molto impulsivo nel commento, ho visto poi che le percentuali sono già presenti nell’articolo… rimane, come in quasi tutte le cose, che non si possa dire “a priori” che va bene o male… le crociate non fanno per me :-D
    ciao, grazie ancora per il link!

  • Profilo di sandro-kensan

    sandro-kensan

    01 dic 2010 - 21:13 - #7
    0 punti
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    L’urbanizzazione in Italia che certo non fa scandalo in quanto quasi tutti abbiamo una casa o un appartamento occupa circa 68 mila ettari all’anno, fonte:

    http://www.blogeko.it/2009/lestensione-di-suolo-consumato-in-italia-negli-ultimi-anni-dallurbanizzazione-nuovi-calcoli/

    Si dice che: «se anche tutti i 3 GW del terzo Conto Energia fossero impiegati in impianti a terra, questi occuperebbero circa 6 mila ettari a livello nazionale»

    Non possiamo per un solo anno ridurre del 10% l’urbanizzazione e usare il suolo risparmiato per mettere a terra tutti i 3 GW del terzo conto energia? Poi possiamo continuare a urbanizzare come prima.

    Interessante che se non si urbanizzasse per un solo anno il terreno risparmiato basterebbe per 10 conti energia.

  • Profilo di tassinarimauro

    tassinarimauro

    01 dic 2010 - 23:23 - #8
    0 punti
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    Il terreno agricolo occupato da pannelli FV è solo “preso in prestito”
    Il terreno coperto ca case, strade, discariche è molto + difficile da recuperare.
    (Sono comunque contrario allo spreco di terreno agricolo)

  • PIERO IANNELLI

    02 dic 2010 - 00:52 - #9
    -1 punto
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    @TASSINARI MAURO.
    No il terreno non è preso in prestito, diventerà edificabile.

    (L’agricoltura secondo Vendola, piantare pannelli solari ed irrigarli con finanziamenti)
    La corsa al business non si limita a danneggiare l’ambiente deve colpire anche le tasche dei cittadini Gia’ dal 2010 gli incentivi per le rinnovabili circa 2,3 miliardi hanno superato i contributi del Cip6.
    Questa accelerazione farà crollare il prezzo dei certificati verdi e toccherà allo stato comprarli a prezzo protetto scaricandone sulle bollette il costo .
    Ma ancora più compromessa e drammatica sarà la condizione economica e lavorativa dei piccoli proprietari terrieri in Puglia…con un euro si possono comprare terreni di ottima qualità , istallare pannelli fotovoltaici e dopo 20 anni, terminata la concessione d’uso, trasformare le aree un tempo a destinazione agricola in territori EDIFICABILI con un innalzamento del valore di 200, 300 sino a 500 volte superiori a quello con cui si è svenduto. Senza contare poi i costi per lo smantellamento degli impianti

    http://dadietroilsipario.blogspot.com/2010/08/lagricoltura-secondo-vendola-piantare.html

    Riguardo il fotovoltaico in generale:

    Per riflettere e comprendere bastano i titoli:

    1”–”La nuova bolla spagnola? Il fotovoltaico”
    ..La risposta è semplice: la corsa della Spagna alle fonti rinnovabili, a causa dei generosi incentivi, è stata troppo veloce e, soprattutto, troppo sostenuta artificiosamente..

    2”– (“Energia pulita, quanto ci costi”: Der Spiegel e le fonti rinnovabili “a caro prezzo”)
    Germania: “..per realizzare i piani energetici rispettosi dell’ambiente, il prezzo dell’energia elettrica nei prossimi 25 anni risulterà quasi quadruplicato, poiché “alla produzione un Kwh verrà a costare 23,5 centesimi, mentre il prezzo attuale è di 6,5 centesimi”.. conseguenze ancora più DRAMMATICHE per l’OCCUPAZIONE, ..poiché già adesso molte industrie hanno nel cassetto i piani per delocalizzare gli impianti all’estero, in Paesi dove l’energia è più a buon mercato..

    3”( Germania, i costi delle energie rinnovabili fanno fuggire le imprese )

    4” ( Industrie in fuga dalla Germania per il caro bolletta )
    Ma noi stiamo peggio.. considerando una recente analisi dell’Autorità per l’energia, le piccole imprese italiane pagano una bolletta più cara delle Pmi tedesche: il costo in Italia di ogni singolo chilowattora (per questa classe di consumatori industriali) è di 28,16 centesimi di euro, contro i 23,47 della Germania e una media europea ancora più bassa, di 19,40 centesimi di euro.

    5”– Rinnovabili: Ortis, Senza Riforma Peseranno 20% Su Bollette
    ..arrivano soldi dall’Unione Europea e dal governo” ma ”il grosso sono soldi dei nostri concittadini che arrivano ogni bimestre dalle bollette”. ”Solo per quest’anno - ha ricordato - escluse le fonti assimilate, arriveremo a 3.000 milioni di euro. Stiamo caricando le bollette con qualcosa come l’8% e se non si aggiusta il meccanismo rischiamo di arrivare al 2020 al 20%”.

    Sinteticamente e correttamente:
    Rinnovabili. Brunetta: Sono ‘pippe’ a costi inaccettabili

    Questa eco-giostrina finirà con un ennesimo DISASTRO AMBIENTALE?
    Ecco cosa contengono i “VERDI” pannelli:

    Tellururo di cadmio (CdTe)
    Solfuro di cadmio (CdS)
    Arseniuro di gallio (GaAs),
    Diseleniuro di indio rame (CIS),
    Diseleniuro di indio rame gallio (CIGS)

    Pagiamo l’energia 6 cent il kW, col fotovoltaico siamo a 48 cent. a parte i certificati verdi, altro guadagno per il fotovoltaico pari a 3/4 del guadagno, che sempre noi paghiamo spalmato sulle tasse.

    Cordialmente.

    Piero Iannelli.

  • Profilo di solarcharger

    solarcharger

    02 dic 2010 - 11:18 - #10
    1 punto
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    Ho letto con interesse tutti i vari commenti, se fosse possibile , vorrei sapere che lavoro fanno i vari IANNELLI, MARCOLINUX e c perchè la teoria universitaria è cosa buona e giusta ma la pratica ???? quanti di voi hanno visitato una fabbrica di moduli solari PV ? quanti sono stati al centro internazionale di ISPRA ?
    accetto pacatamente un confronto
    ciao a tutti

  • Giannibbì

    02 dic 2010 - 11:48 - #11
    0 punti
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    Serre fotovoltaiche bocciate??? Mi dite dove trovo l’articolo?? Grazie

  • Profilo di raimondob

    raimondob

    02 dic 2010 - 15:03 - #12
    0 punti
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    Se si tratta di terreni marginali (cioè a bassa produttività) benvenga il fotovoltaico anche a terra.
    Per la cronaca in Puglia c’è un impianto fotovoltaico in funzione da luglio che si è finanziato proprio attraverso piccoli finanziatori (10000 euro a quota).
    Non cito la società, posso suggerire per vedere chi sta svolgendo questa operazione (secondo me bella dal punto di vista sia economico che ecologico)
    di inizare a leggere un articolo

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=print&sid=5953

    … e poi risalire alla fonte.

    Per inciso il terreno è di proprieà e non in affitto.
    Comunque come investimento a medio-lungo termine ha un rendimento molto superiore ai titoli di stato.
    Siete più sicuri del fatto che fra 20 anni il sole spenda sempre allo stesso modo oppure che l’Italia ci sia ancora?

    Come disse Antoni de Curtis “… Arrangiatevi!”

  • Profilo di auxiliagest

    auxiliagest

    02 dic 2010 - 18:40 - #13
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    La preoccupazione più grande di aziende piccole come la nostra è proprio la bolla finanziaria. Il problema è che bisognerebbe arrivare a passare informazioni alle persone non volte solo alla vendita, ma sopratutto a soddisfare le reali esigenze energetiche del privato. Spesso ci troviamo a fronteggiare con i clienti richieste di impianti che sono fuori dal consumo reale di una normale utenza domestica, perchè le informazioni ricevute sono a titolo prettamente speculativo. Per il conto energia purtroppo siamo divenuti un attrazione non più turistica (dapparte dei clienti esteri), ma una opportunità da non farsi scappare. Ecco il motivo per cui grosse multinazionali fanno speculazioni in giro. Il sistema è lo stesso di quando in Toscana avevamo le Mucche. Tutte quelle aziende sono state investite da una pioggia di soldi a livello europeo per chiudere i battenti rendendo ricchi pochi a discapito della comunità locale. Lo stesso avviene con gli impianti fotovoltaici. Un nonno con 10 Ettari di terreno si vede costretto a dare in gestione lo stesso per pochi spiccioli rispetto ai guadagni delle aziende o privati che investono.