Sustain/ability, intervista a John Thackara: "In Italia lo sviluppo sostenibile è possibile"

John ThackaraJohn Thackara è la guest star del Festival Sustain/ability. Gli ho chiesto un intervista a proposito di quello che potrebbe e dovrebbe essere lo sviluppo sostenibile in Italia. Se è innanzitutto possibile parlarne nel nostro Paese. Il chi è lo trovate qui. Ha pubblicato In The bubble che è edito da Allemandi in Italia. Ebbene ho parlato con lui appunto di sviluppo sostenibile ma riferito all'Italia e gli ho chiesto se secondo lui gli italiani sono pronti alla sostenibilità.

R.: Inizio sempre con la questione economica che non è differente dagli altri paesi. L'economia , la natura dell'economia e in generale il prodotto è il successo. Ma l'economia uccide il Pianeta.

D.: Che possibilità per l'Italia?
R.: In Italia ci sono pochi esempi di economia alternativa; ma in Italia le connessioni familiari, sociali, molto più che nelle comunità dei paesi del Nord, sono un grande elemento per relocalizzare l'economia. Ad esempio come nel caso dei sistemi di trasporto o per la salute.

D.: I vantaggi dell'Italia?
R.: Produzione locale, istituzioni locali. E ha una storia pre industriale indipendente. Per me è una questione solo di cultura che riguarda un aspetto delle performances dell'economia e il flusso di risorse delle economia.


D.: Comunità da prendere in esempio?

R.: Tutte le piccole comunità che nel mondo cercano nuovi modi di vivere locali, leggeri e sostenibili. Ma sono molto piccole.

D.: Cosa si guadagna con la sostenibilità?

R.: Qualità della vita, la qualità del tempo della vita, e le possibilità di scegliere della propria vita. Nuove forme di lavoro e di vita.

D.:La mobilità elettrica.

E' una questione di quante persone usano una vettura. Non si tratta di dire auto elettrica sì o auto elettrica no. Il concetto una vettura/una persona deve essere abbandonato.L'auto elettrica è una tappa ma non la tappa verso la sostenibilità. Cambiare un motore a scoppio con un motore termico non risolve il problema. Bisogna dividere sempre le risorse; condividere i viaggi. Quello è sostenibilità. Cambiare il concetto di personale. Ripensare la società. Come portiamo i figli a scuola? Ripensiamo le distanze. I ragazzi vanno a scuola a piedi. Ricordarsi di quando si era giovani e usare il corpo, adottare un alimentazione e movimento condiviso.

D.: Un esempio globale di sostenibilità?

R.: Wise Earth che ha più di un milione di progetti locali. Attraverso internet. Ecco usando infrastruttore globali di comunicazione. Ci sono città che fanno esperimenti come Copenhagen e Amsterdam che condividono ad esempio i trasporti. A Londra o Parigi ci sono progetti. C'è esplosione di progetti. Un passo fondamentale sarà reintrodurre l'agricoltura sostenibile nella vita e nei sistemi di alimentazione. Altro esempio sono le città di Transizione. Ne avete tante anche in Italia. Ecco partire da li e proseguire.
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