Logo Blogo

Salerno: non più auto elettrica ma veicolo ibrido solare

Pubblicato: 07 dic 2010 da Marina

Commenti dei lettori

Auto elettrica solare

Domani 8 dicembre alle 12,30, al Motorshow di Bologna sarà presentato dall’Università di Salerno il veicolo che vedete in alto. E’ un prototipo di ibrido elettrico solare o Mild-Solar-Hybrid. Il progetto consiste in un kit da montare su veicoli termici, denominato Hy solar kit, è sotto brevetto, che recita:

Si prevede l’inserimento di ruote motorizzate elettricamente sull’assale posteriore (in caso di veicoli a trazione anteriore) e l’integrazione di pannelli fotovoltaici.

Spiega il Prof. Gianfranco Rizzo, cioè colui che guida il team di sviluppo, a Il Denaro:

Noi siamo abituati a ragionare in termini di potenza. La potenza di un’auto di piccola o media cilindrata varia tra i cinquanta e i cento KW, mentre un pannello solare alloggiabile su un’auto può raggiungere una potenza di appena mezzo KW, il che ci induce a ritenerlo pressoché inutile. Ma si tratta di un errore. Se infatti ragioniamo in termini di consumo effettivo di energie, il quadro cambia radicalmente. Le statistiche dimostrano che gran parte degli automobilisti si muove prevalentemente in città, utilizzando una potenza media pari a circa un decimo della potenza massima, e per non più di un’ora al giorno, per un fabbisogno energetico non superiore ai 10 KWh, perfettamente comparabile con i 5 KWh che un pannello di mezzo KW potrebbe raccogliere nell’arco di una giornata in dieci ore di luce.

Dopo il salto l’elenco dei pezzi usati nel kit.

Il kit di apparecchiature da applicare su veicolo per trasformarlo in veicolo ibrido-solare comprenderà:

  1. Coppia di ruote motorizzate, che potranno essere acquistate sul mercato (sono attualmente prodotte da Michelin e da altre case costruttrici) ed eventualmente modificate.
  2. Una batteria ausiliaria, presumibilmente del tipo a ioni di litio.
  3. Un sistema di controllo addizionale (VMU), che potrà essere adattato a diverse combinazioni di veicolo e ruote motorizzate secondo criteri di auto-adattività.
  4. Connettore per la porta OBD con i relativi cavi, da collegare al sistema di controllo VMU.
  5. Un pannello fotovoltaico su supporto flessibile o semirigido, da applicare sul tetto della vettura.
  6. Un’eventuale piccola plancia addizionale da collocare sul cruscotto, comprendente indicatori di stato per la batteria addizionale ed eventuali comandi per attivare o disattivare le modalità di guida (convenzionale, ibrida, solo elettrica).

Il prof. Rizzo lavora all’eProLab il laboratorio dove si svolgono le ricerche che appartiene al Dipartimento di Ingegneria meccanica. Il suo gruppo su Fb è qui e lui è sempre molto disponibile a fornire approfondimenti e informazioni.

Foto | Unisa

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (1 Voti | Media: 5 su 5)
condividi condividi
2 commenti

Commenti dei lettori

Nascondi commenti anonimi
  • Profilo di danbart

    danbart

    07 dic 2010 - 10:20 - #1
    0 punti
    Up Down

    In pratica con 2 o 3000 euro di spesa se ne risparmia 20 al giorno ? Bravi salernitani, spero che meccanici di ogni parte del mondo azzardino a montare e sviluppare questo sistema che aiuta anche a toglierci dalla dipendenza di tanti costosi esperimenti con auto elettriche da sostituire a quelle già esistenti,evitando di raddoppiare le auto presenti.

  • Profilo di grizzo

    grizzo

    12 dic 2010 - 09:30 - #2
    0 punti
    Up Down

    Caro danbart, grazie per il tuo commento. L’idea è quella di riuscire ad avere una parte dei benefici ottenibili con un full hybrid solare (che peraltro ancora non esiste sul mercato) sui veicoli convenzionali. Stiamo lavorando per poter sperimentare il sistema e quindi quantificare i costi ed i guadagni in modo preciso (dipendono da molti fattori), ma i tempi di recupero (pay-back) dovrebbero essere ragionevoli. Per continuare a seguirci, iscrivetevi alla pagina Facebook (http://www.facebook.com/group.php?gid=124420820927357) e/o alla nostra newsletter HSV (http://www.unisa.it/Dipartimenti/DIMEC/eProLab/keep_in_touch.php).
    Gianfranco Rizzo
    http://publicationslist.org/grizzo