Entro dieci anni si potrebe centrare l’obbiettivo storico di dire addio al petrolio per la mobilità personale. Ne è convinto Shai Agassi, Ceo di Better Place, l’azienda che ha inventato il sistema di cambio al volo delle batterie al litio delle auto elettriche che impiega poco più di un minuto per sostituire l’accumulatore.
Agassi ha fatto questa dichiarazione durante la nona annual lecture dell’European Parliament’s Science and Technology Options Assessment (STOA), che si è tenuta ieri. Il tema dell’incontro era chiarissimo: “Options for an oil-free future”, le scelte da fare per un futuro libero dal petrolio.
Il vice presidente dello Stoa, Silvana Koch-Mehrin, ha aperto il convegno ponendo un deciso accento sui potenziali benefici di un cambiamento: dai motori a combustione interna a quelli completamente elettrici.
Agassi, da uomo dell’industria, gli ha fatto eco e ha rilanciato affermando:
il problema della relativamente bassa autonomia delle auto elettriche verrà risolto creando una rete di punti di ricarica o di scambio delle batterie. Il prezzo di questa rete su scala nazionale o continentale equivale al prezzo del carburante consumato in sei giorni da quello stato o dal continente
Forse non sarà esattamente così, sei giorni probabilmente sono pochi come anche sono pochi dieci anni. Ma Agassi non ha tutti i torti: cambiare è possibile, ed è solo questione di volontà politica.
Via | Parlamento Europeo
Foto | Flickr
alfag
08 dic 2010 - 17:11 - #1Vi giuro che inizio a sentirmi strano a ripetermi di continuo ma con quale energia si pensa di caricarle queste pile?
E quale organo mi garantirebbe lo smaltimento/riciclo corretto di queste?
Perche` a sto punto non so cosa sarebbe meglio avere sgocciolante in discarica, se le batterie o le scorie nucleari
filippo-riccio
08 dic 2010 - 18:22 - #2“E’ solo questione di volontà politica”
In effetti, la volontà politica è l’unica cosa da cui dipende il successo o meno di un prodotto… in URSS
mattspeen
08 dic 2010 - 18:58 - #3Un auto elettrica consuma 0.15 Kwh/Km, considerando che le auto in Italia sono 34 milioni e che ognuna fa in media 12 mila km serverebbero ogni anno circa 60 miliardi di Kwh, ovvero 60 mila Gwh, ovvero il 18% del consumo annuo italiano. Direi un problema non così insormontabile visto che ci vorranno decine di anni per convertire tutto il parco auto e che la gran parte delle ricariche avverrebbe di notte dove la produzione è fortemente in surplus.
alfag
08 dic 2010 - 19:30 - #4Si ma anche fosse, finche` il surplus notturno e` di centrali a carbone e` darsi la zappa sui piedi.
brucio direttamente io combustibile fossile evitando i fastidi di batteria e di ricarica forzata la notte.
A parte il fatto che il 18% del consumo nazionale e` tantissimo..
mattspeen
08 dic 2010 - 19:57 - #5Le centrali termiche sono sempre accese, quelle idroelettriche di notte lavorano al minimo invece. Ed anche con l’attuale mix energetico (sperando che si possa migliorare) un auto elettrica inquinerebbe circa 50 g di CO2 al km (meno della metà della media delle auto odierne).
Il 18% lo devi considerare a parco auto completamente convertito, ci vorranno anche 20-30 anni, credi che non riusciamo ad incrementare di meno di un 1% all’anno la produzione elettrica ?
alfag
08 dic 2010 - 20:52 - #6Partendo dal presupposto che tutti questi nostri discorsi sono moolto pressapochisti trovo comunque il tuo ragionamento controproducente.
Aunmentare del ~20% la produzione di energia elettrica nazionale (da dove ricavrarla e` ignoto) per poi accollarsi il problema dello smaltimento/riciclaggio di pesanti batterie unito alla scomodita` che una macchina elettrica comporta in autonomia e tempi di carica.. bhe mi sembra piu` pulito il sistema attuale..
robertok06
08 dic 2010 - 22:12 - #7@mattspeen 08 dic 2010 - 17:58 -
…
la gran parte delle ricariche avverrebbe di notte dove la produzione è fortemente in surplus.
————————-
Cosa succede di notte? Di notte in Italia si importa l’ elettricita’ da Francia (direttamente), Svizzera (e Francia, via Svizzera), e Slovenia.
A meno di installare migliaia di turbine eoliche e sperare che il vento soffi di notte, non ricaricheremo proprio nulla.
Ciao.
Roberto
mattspeen
08 dic 2010 - 23:24 - #8Certo che si importa la notte, per il semplice fatto che dovendo le centrali nucleari stare sempre accese a regime le nazioni produttrici (Francia, Slovenia e Svizzera) la immettono sul mercato e all’Italia conviene importala a basso costo piuttosto che produrla. Pensa che addirittura parte dell’elettricità importata viene usata per ripompare a monte nei bacini delle centrali idroelettriche. Per cui le ricariche notturne delle auto sarebbero facilmente coperte senza grossi problemi.
X ALFAG :
Ancora insisti, proprio non ce la fai a cambiare idea ? Si parla di un aumento di produzione in 20-30 anni, pensa che quei 60 mila Gwh di aumento di produzione negli ultimi 50 anni in media viene fatto in 7-8 anni.
Le batterie al litio sono all’80% riciclabili e cmq il futuro potrebbe portare a forti innovazioni nelle batterie.
fabio-a
09 dic 2010 - 05:13 - #9Non considerate anche che la mobilità del futuro, oltre ad essere elettrica, dovrà necessariamente anche essere più “pubblica”: l’auto privata prevalentemente utilizzata per gli spostamenti fuori città, il mezzo pubblico per quelli in città. Le città sono invase da auto, non ce la si fa più a camminare nè a piedi nè in bicicletta.
La decrescita verso la quale stiamo forzatamente andando incontro, per essere felice, deve necessariamente vedere una transizione dal modello iperprivato di trasporto a quello pubblico.
In altri paesi europei funziona così da sempre, e vanno alla grande. Ad Oslo, tanto per citare una capitale europea, l’auto privata è posseduta da una parte minoritaria della popolazione.
geppe67
09 dic 2010 - 10:45 - #10per chi fa 200 o più km al giorno non c’è auto elettrica che tenga
.
bei discorsi, ma limitati a chi fa pochi km per andare a lavorare
.
con lo svantaggio che quando vuole uscire di città per andare al mare, in montagna, in ferie, ecc. si ritrova con un’auto inutilizzabile
stever
09 dic 2010 - 11:10 - #11Finchè non esisteranno dei pannelli solari con efficienza molto vicina al 100% l’auto elettrica non decollerà. Solo con dei pannelli solari efficientissimi che permetterebbero di caricare di giorno le batterie (o addirittura alimentare direttamente i motori elettrici) e sopperire in parte o totalmente alla ricarica tramite cavo l’auto elettrica avrà un senso tenendo conto che se è vero che con 150 Watt/h si percorre un Km, l’irraggiamento solare fornisce più di 1350 W/h per mq che tenuto conto delle ore di buio, nuvole ed altro alle nostre latitudini risulterebbe una media di 200W/h per mq nell’arco delle 24 ore. Il tetto ad esempio di una grande punto è di poco meno di 5 mq
tassinarimauro
09 dic 2010 - 11:27 - #12@Geppe67
Esistono hià auto che superano i 300 km di autonomia, esistono prototipi (Cerca Audi A2) che ne fanno 600…
Il limite è dipeso da quanto siamo disposti a spendere per le batterie.
tassinarimauro
09 dic 2010 - 11:28 - #13@Stever
L’auto è quasi sempre all’ombra, lascia perdere i pannelli sul tettuccio.
Anzi…
Lascia perdere i pannelli in generale dato che le ricariche avvengono prevalentemente di notte.
francescog1
09 dic 2010 - 12:30 - #14aggiungo che quell’audi A2 convertita usa batt. da circa 330 Wh/kg (quasi il doppio rispetto alle attuali batt.litio) nell’auto c’è nè sono 300 kg ( pare che si possa riciclare più del 90%)….i giapponesi non perdono di certo tempo::::http://www.aist.go.jp/aist_e/latest_research/2009/20090727/20090727.html ma anche gli americani:http://www.energy.gov/media/Chu_NationalPressClub112910.pdf
go-seo
09 dic 2010 - 14:52 - #15@geppe67 per 200+km ci sono gli ibridi
geppe67
09 dic 2010 - 16:24 - #16go-seo sei fuori tema: qui si sta parlando di auto totalmente elettriche
.
# 12: ah che bello. Come mai non ne vedo nessuna in giro?
gioti
09 dic 2010 - 20:53 - #17@stever
rimetti un po’ a posto le unita’ di misura e prova a rifare il ragionamento, perchè non si capisce.
Un’auto a motore endogeno fa 100km in un ora e si mangia 5 litri di carburante, cioè circa 50 kwh.
Il motore endogeno ha un’efficienza diciamo del 10%, mentre uno elettrico suponiamo del 100%; quindi servono 5 Kwh in un ora, quindi una potenza di 5kW.
Con i pannelli di oggi, in pieno sole, ti ci vogliono 30 metriquadri.
ps. 5kW son 7 CV, sono stato ben ben dalla parte del manico, altro che 150 CV a 200 all’ora.
robertok06
09 dic 2010 - 21:50 - #18Stever! NOn e’ la superficie del tetto che conta, ma la superficie della proiezione nel piano perpendicolare alla radiazione incidente (piu’ un qualcosina di radiazione riflessa, dipende da cosa hai attorno).
I metri quadrati effettivi sono molti di meno, a meno che tu non scriva da una localita’ tropicale.
Ciao.
mattspeen
09 dic 2010 - 21:55 - #19I discorsi sui pannelli solari non hanno senso, non ci sarà MAI un’auto che viaggia con la sola energia del sole che raccoglie sulla sua superficie…semmai si potrà ricaricare da sola stando in un parcheggio, ma a sto punto forse è meglio mettere delle pensiline nei parcheggi ed attaccarci l’auto.
Credo che in ogni caso il problema di fornire l’energia per far circolare tutto le auto elettriche sia superabile.
glepri
10 dic 2010 - 01:49 - #20@ geppe67:
“per chi fa 200 o più km al giorno non c’è auto elettrica che tenga
.
bei discorsi, ma limitati a chi fa pochi km per andare a lavorare
.
con lo svantaggio che quando vuole uscire di città per andare al mare, in montagna, in ferie, ecc. si ritrova con un’auto inutilizzabile”
Beh, geppe, di seconde auto in famiglia, solo in Italia, ce ne sono forse qualche milione: e se si cominciasse da quelle?
E, tanto per iniziare, da quelle usate perlopiù per la spesa, … i bambini a scuola, … il caffè al bar e simili?
Penso che un inizio al rallentatore, limitato al solo uso urbano, crei problemi zero, se si esclude il fatto che un minimo di punti di ricarica pubblici, fuori casa, ci debba essere. Non credete?
Matteo De Felice
12 dic 2010 - 12:05 - #21se in Italia ogni kWh di energia produce in media 400-600 g/CO2 (ho trovato diverse fonti), un’auto come la Panda elettrica (18-22 kWh per 100 km) produce tra 72 e 132 g/CO2 per km.
Insomma, rischia di produrre più inquinamento di una Golf 1.6 turbodiesel.