La sfiga perseguita le centrali nucleari francesi: l’ultimo problema è stato registrato nei giorni scorsi alla centrale di Flamanville, nel nord del paese. A causa dell’abbondante neve c’è stato un crollo parziale al tetto di un edificio, per fortuna non nel cuore dell’impianto che ospita il reattore nucleare.
Il problema, invece, è proprio che non si capisce cosa ci fosse dentro quell’edificio: secondo l’Autorità francese per la sicurezza nucleare non vi era materiale radioattivo, ma secondo “The voice of Russia” sotto quel tetto crollato c’erano scorie radioattive a bassa intensità. Difficile dire chi abbia ragione, ma poco cambia.
Un tetto che crolla per neve non è comunque una bella scena in un sito nucleare: anche se fosse vero che non c’è stata fuga di radiazioni è anche vero che una parte di una centrale nucleare è stata costruita male. Ciò non vuol dire che anche le parti più delicate lo siano, ma il vecchio detto che le centrali nucleari sono il posto più sicuro al mondo va a farsi benedire.
Salgono, invece, le quotazioni delle ipotesi assai meno ottimistiche sulla qualità delle cosiddette opere civili all’interno delle centrali nucleari made in France.
Via | China Radio International, The Voice of Russia
Foto | Flickr
kjaaJK
10 dic 2010 - 11:48 - #1Ragazzi qui c’è da pregare perchè quando succederà le alpi ci preservino ed i venti spirino verso nord! Intanto mi tocco…
tassinarimauro
10 dic 2010 - 12:14 - #2Ipotizziamo pure che le parti + importanti siano costruite meglio (= come si deve)
Vi immaginate un fermo impianto di una centrale nucleare causa…. NEVE!!??
inscape
10 dic 2010 - 12:34 - #3@ Tassinari
che io sappia mai nessuna centrale nucleare è mai stata fermata per neve dagli anni 50 ad oggi. Non mi stupirei che il tetto crollato sia lo sgabbuzzino del giardiniere che coltiva le aiuole. ormai da quando si ricomincia a parlare di nucleare, anche la rottura dei rubinetti dei bagni nelle centrali vengono clasificati con incidenti nucleari…
giuseppe pregadio
10 dic 2010 - 14:09 - #4le centrali sulla manica non hanno smesso di funzionare questa estate quando ci sono state quelle tempeste furibonde
e le centrali della luisiana idem con l’uragano (al massimo le hanno spente proprio quando era sopra, per evitare che con la caduta di un traliccio si dovesse fare uno scram di emergenza, ma io non ho letto questa parte, solo la prima)
tassinarimauro
10 dic 2010 - 14:47 - #5Analogamente potremmo dire che le abitazioni moderne sono tutte antisismiche…
Il problema come al solito sta nella roba fatta male…
…Ed ultimamente causa crisi (o causa corruzione) ce n’è tanta.
tassinarimauro
10 dic 2010 - 14:49 - #6Poi se metti come responsabili gente come Veronesi…
filippo-riccio
10 dic 2010 - 15:00 - #7Certo che per darla addosso alle centrali nucleari ci si deve attaccare proprio a tutto, eh?
“per fortuna non nel cuore dell’impianto”: forse perché il cuore dell’impianto è fatto in modo da resistere a ben altro?
“secondo l’Autorità francese per la sicurezza nucleare non vi era materiale radioattivo” vs. “secondo “The voice of Russia” sotto quel tetto crollato c’erano scorie radioattive a bassa intensità”: mi piacerebbe sapere quali sono le fonti di “the Voice of Russia”…
“il vecchio detto che le centrali nucleari sono il posto più sicuro al mondo va a farsi benedire.” Vi racconto ora un aneddoto. Una volta mi è capitato, su un Boeing 777, che si inchiodasse il pc embedded che fa andare i film. Da questo giudichiamo la qualità del fly-by-wire? Penso proprio di no.
robertok06
11 dic 2010 - 11:56 - #8Salve: basta andare sul sito dell’IRSN, sicurezza e protezione nucleare, e si puo’ leggere cosa e’ accaduto veramente. Assolutamente niente di cui preoccuparsi, come ha scritto qualcuno, se lo sciacquone del cesso della sala di controllo si blocca lo classificano come incidente nucleare… no comment!
A proposito, consiglio a tutti quelli che si chiedono come potrebbero essere costruite le centrali in Italia di andare sul sito della TVO (l’Enel finlandese) e guardare le foto relative al cantiere del famoso EPR in costruzione li da anni (OL3). E magari anche di scaricarsi le foto delle operazioni di ricarica del combustibile dei due reattori in funzione da anni a Olkiluoto (OL1 e OL2). E gia’ che ci siete, datevi anche un’ occhiata alla descrizione dei vari modelli di reattore per il proposto progetto di un quarto reattore (OL4), gia’ approvato dalle autorita’ finlandesi (e dal parlamento).
Molto istruttivo, una immagine mostra piu’ di quanto possa spiegare un libro intero…
Meditate gente! :-)
Ciao,
Roberto