
Dietro ogni inceneritore c’è sempre un grande affare. Lo è stato per quello di Acerra, lo potrebbe essere per quelli siciliani (che l’attuale governatore Raffaele Lombardo ha definito “l’affare del secolo”), lo sarà anche per quello di Trento. Per dimostrarlo ora c’è un dossier, curato dall’associazione Ecce Terra.
Nel documento si legge l’intricato fascio di interessi pubblici-privati che sta dietro l’affare inceneritore: la politica regionale, provinciale e comunale, la Chiesa, A2a, Enercop, Caritro e Dolomiti Energia tutti insieme nel solito gioco di matrioske e scatole cinesi che portano al triste risultato che controllori e controllati sono gli stessi:
L’inceneritore, costruito e gestito da o per conto di Dolomiti Energia, sarebbe quindi controllato da un soggetto nella cui compagine sociale sarebbero presenti, al medesimo tempo, quelli che dovrebbero decidere e subire le tariffe di conferimento, quelli che dovrebbero controllare ed essere controllati, quelli che dovrebbero comminare e subire le sanzioni, pagarle ed incassarle, oltre a quelli che distribuirebbero, ma nello stesso tempo incasserebbero, i dividendi
A perderci, ovviamente, sono i cittadini che si troverebbero con il solito inceneritore sovradimensionato costretto a importare rifiuti da fuori regione per stare in piedi. Non prima di aver ucciso la raccolta differenziata, come succederebbe anche nel caso di un altro grande inceneritore in progettazione al nord Italia, quello di Parma.
Il dossier di Ecce Terra, consigliatissimo, è a questo indirizzo.
Via | Ecce Terra
Foto | Flickr
acosimo
10 dic 2010 - 09:59 - #1“SAREBBE” SAREBBERO” TANTI CONDIZIONALI PER NON ESPORSI A LEGITTIME DENUNCE PER CALUNNIA?
trentino
10 dic 2010 - 15:01 - #2Ma non fate di tutta l’erba un fascio vi prego..
Sono trentino e voglio l’inceneritore, vi sembra strano?
La porta a porta abilitata da 1 anno in città ha portato a certi (me compreso) il problema dei ratti (dovendo lasciare all aperto la notta le immondizie per la mattina dopo) oltre ad altri disservizi (siamo in 6 in famiglia, quando ci capita di dimenticarci di mettere fuori gli imballaggi il giorno giusto dobbiamo tenercela in casa per un altra settimana).
Tutto questo si traduce in un costo per il trattamento dei rifiuti pari al DOPPIO rispetto al sistema di differenziata precedente.
Migliaia di campane e cestini ancora funzionanti sono in attesa di essere eliminati (perchè la porta a porta ovviamente voleva cestini colorati diversamente).
La montagna di ecoballe ad ischia podetti si alza sempre più e la maggior parte di immondizie raccolte viene spostata a brescia per essere bruciata.
Quindi basta ragionare per luoghi comuni! anche a Trento abbiamo i nostri bei problemi e personalmente preferisco bruciare con criterio il loco piuttosto che fare il figo con la porta a porta per poi comunque inviare il differenziato altrove per subire la stessa fine!
saluti
mattspeen
10 dic 2010 - 18:01 - #3X trentino :
Ah benone, tu vorresti l’inceneritore così ti eviti la rogna di dover separare ed evitare di tenerti i rifiuti in casa…sai la puzza…molto meglio un po’ di fumi tossici dell’inceneritore che tanto non faranno mica male…
Anch’io sono di Trento, e seppur non sia a prescindere contrario all’inceneritore, sapere che gli interessi in gioco sono enormi e che a guadagnarci alla fine sono sempre gli stessi (perchè noi cittadini ne ricaveremo ben poco) mi girano molto le balle…altro che ecoballe…