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Chiariamo bene quali OGM non vogliamo e perché la ricerca in Italia non deve sparire

Pubblicato: 13 dic 2010 da Marina

Commenti dei lettori

la ricerca italiana penalizzata dagli ogm Lancio un appello a Greenpeace e a Carlo Petrini di Slowfood le associazioni più forti nella lotta agli ogm: diciamo chiaramente quali sono gli organismi geneticamente modificati che non vogliamo nel nostro piatto. Da queste pagine anche noi abbiamo manifestato il nostro dissenso ad averne coltivazioni in Italia. Il fatto è che gli OGM però sono presenti comunque nei cibi che mangiamo. Un esempio? Provate a leggere un etichetta di un qualunque prodotto preso in un qualunque supermercato: dallo yogurt alle merendine, ai biscotti alla mayonnaise, tutte le “grandi marche” includono tra gli ingredienti almeno la voce “amido modificato”. E che dire della carne? Sappiamo tutto del mangime dato a quella mucca o alle galline o al maiale? Ovviamente no.

Dunque, la questione è molto ma molto più complessa di come appaia e il milione di firme contro gli OGM appena consegnato a Bruxelles è solo un piccolo passo nella direzione che ci interessa. In realtà gli OGM contro cui combatte Greenpeace, e noi di conseguenza che firmiamo i suoi appelli, sono quelli prodotti dalle multinazionali come Basf, Monsanto o Bayer. Ebbene queste industrie si sono create dei semi grazie all’ingegneria genetica, protetti da brevetti internazionali, la cui principale qualità è resistere ai pesticidi prodotti dalle stesse industrie per un rapporto seme/pesticida. I coltivatori acquistano questi prodotti, semi e pesticidi, per avere una resa certa: tot. spese, tot. resa, tot. guadagni. Insomma una razionalizzazione estrema della produzione applicata all’agricoltura, ossia uno sfruttamento in piena regola.

Dario Bressanini nel suo decalogo contro Petrini, liquida la questione multinazionali velocemente e scrive:

Non tutti gli OGM sono ibridi e non tutti sono prodotti da multinazionali.

Ci sono diversi tipi di OGM, appunto che nascono come miglioramento delle varietà esistenti e sono studiati nelle università italiane. Questo clima, però, di grande resistenza e poca comunicazione sta spezzando la ricerca e ovviamente non è un fatto positivo. Se non è l’Università italiana a studiare gli Ogm, allora prenderanno il sopravvento quelle strutture private e sovvenzionate da quelle stesse multinazionali che si va combattendo. Dunque, un motivo valido per tenere alto l’interesse sugli OGM e non solo in negativo c’è.

Ne scrive Teatro Naturale che racconta, attraverso la penna di C.S. evidentemente un ricercatore, come dal 2001 via via siano andati diminuendo i progetti:

Fino al 2001 presso l’Università Statale di Milano era attivo un gruppo di ricerca internazionale formato da 12 ricercatori (7 Italia, 2 Cina, 2 Vietnam, 1 Cuba, 1 Gran Bretagna). Oggi è rimasto un solo ricercatore. Il gruppo lavorava sul tema della biosicurezza applicata alle biotecnologie ed era finanziato esclusivamente con fondi pubblici provenienti dal Ministero della Salute, dell’Ambiente e dell’Agricoltura. Fino al 2001 erano circa 25 i centri italiani attivi nella ricerca sulle biotecnologie, che richiamavano ricercatori da tutto il mondo. Oggi non restano che 2 o 3 centri che continuano a pubblicare ricerche su riviste internazionali. Fino al 2001 in Italia erano circa 250 i progetti di ricerca in campo aperto sulle biotecnologie. L’Italia era tra i primi tre paesi al mondo per la sperimentazione in campo aperto. Nessuno di questi progetti ha originato problemi di contaminazione o di sicurezza. Oggi non restano che 1 o 2 progetti che si avviano alla conclusione.

Non per dare ragione Bressanini ma nel suo decalogo contro Petrini nota ragionevolmente:

Gli ogm sviluppati dalla ricerca pubblica, anche italiana, sarebbero disponibili per gli agricoltori come qualsiasi altra coltura sviluppata nel secolo precedente. Ad esempio il grano Senatore Cappelli, tanto decantato ultimamente, non è stato “selezionato dagli agricoltori”, ma è il risultato del lavoro di un genetista agrario italiano, Nazareno Strampelli, che ha selezionato una varieta’ tunisina di grano duro, adattata al clima italiano, e l’ha resa disponibile agli agricoltori.

Non è OGM il Senatore Cappelli ma ottenuto con la Mas (selezione assistita con marcatori molecolari) che prende geni da varietà diverse, che come spiega Luigi Cattivelli su Informatore Agrario:

La tecnologia mas è uno strumento di selezione nell’ambito di una biodiversità naturale o generata dall’uomo, mentre l’uso di ogm consente di generare nuova biodiversità inserendo nuovi caratteri nelle specie coltivate.

Conclude amaro C.S su Teatro Naturale:

Il caso della ricerca sui pioppi, guidata proprio dal Prof. Sala è emblematico: sono 250.000 i pioppi biotech piantati in Cina frutto della ricerca pubblica italiana, costretta a trasferirsi all’estero per sperimentare le applicazioni sugli OGM. L’Italia è il centro mondiale per la selezione di nuove tipologie di pioppo. Il 50% dei pioppi impiantati nel mondo sono stati creati nel Centro di ricerca di pioppicoltura di Casale Monferrato, che da 80 anni fa ricerca e che qualche tempo fa ha rischiato persino la chiusura.

Cara Greenpeace, Caro Petrini, spieghiamo bene il perché siamo contro le multinazionali degli OGM, sosteniamo comunque la ricerca e diamo comunque fiducia alle nostre Università anche per il biotech.

Foto | Flickr

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7 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di planetx

    planetx

    13 dic 2010 - 09:41 - #1
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    Ogni tanto allora sapete scrivere qualcosa di sensato… invece della patata amflora che minerebbe la qualità delle patate italiane (ma non sapevo ci fossero i sommelier per le patate da dare agli animali) et similia.

    Devo correggere Cattivelli: OGM implica l’uso di una qualunque tecnica di biologia molecolare, non è NECESSARIAMENTE l’inserimento di caratteristiche. Il grano Cappelli è comunque selezionato, e non trasformato, quindi non OGM.

  • Profilo di claudio_

    claudio_

    13 dic 2010 - 12:03 - #2
    1 punto
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    “Dario Bressanini nel suo decalogo contro Petrini, liquida la questione multinazionali velocemente e scrive”.
    .
    Io lo so che in ecoblog non vi e’ una cultura scientifica paragonabile a quella di Dario, ma se lo si cita leggere cio’ che dice e’ un’obbligo, no? Oltretutto sulla questione ci ha scritto pure un libro.
    Alla faccia del “velocemente”
    .
    Dario, un sostenitore OGM ma con cognizione, non solo ha detto e ripetuto piu’ volte che gli OGM sono prodotti da molteplici entita’, ha detto anche:
    ci sono dei legami con gli OGM con proditti come
    la birra,
    la farina,
    il formaggio,
    il pane,
    i detersivi,
    gli alimenti per neonati
    Inoltre ha affermato attraverso FATTI che il riso italiano e sostanzialmente tutto OGM.
    E se la modificazione della doppia elica attraverso la chimica e’ un OGM anche il grano italiano e’ un OGM: non marcatori molecolari si noti, ma modifiche indotte al patrimonio genetico.

  • Profilo di planetx

    planetx

    13 dic 2010 - 15:59 - #3
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    E giusto per la cronaca, nuovo report decennale dell’UE sui rischi degli OGM. 10 anni di ricerche. Nessun effetto negativo riscontrato.

    http://ec.europa.eu/research/biosociety/pdf/a_decade_of_eu-funded_gmo_research.pdf

  • Profilo di filippo-riccio

    filippo-riccio

    14 dic 2010 - 02:35 - #4
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    Quindi non siamo contro gli ogm perché fanno male all’uomo o all’ambiente, ma perché sono prodotti dalle multinazionali. Il che implica, ovviamente, che abbiamo un pregiudizio ideologico a priori, che non dipende dall’oggetto che viene giudicato, ma da chi lo produce. Ora aspettiamo con ansia la spiegazione che seguirà sul perché siamo contro gli ogm prodotti dalle multinazionali ma non contro tutti gli altri.

  • ermocolle

    14 dic 2010 - 08:49 - #5
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    Guarda che l’amido modificato che citi non è assolutamente “geneticamente modificato”, la modifica è chimica (per esempio inserendo il gruppo acetato) o fisica (per esempio sottoponendolo a calore) o enzimatica, ma OGM proprio no.
    Non è che tutto quel che è modificato (per esempio un motorino) sia “geneticamente modificato”…

  • Profilo di fridrick

    fridrick

    24 gen 2011 - 19:43 - #6
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    ho visto un barlume di speranza…mi fa piacere che qui si faccia notare come il problema sia delle multinazionali e non degli ogm…ma allora è necessaria un’oinfoirmazione corretta..con convegni conferenze..che spieghino cosa sono..quali sono le enormi possibilità che gli ogm possono dare in qualsiasi campo…dallo studio delle malattie..alle produzioni di alimentari a basso costo…in posti con carenza di acqua…al risanamento ambientale..alla produzione industriale ingenerale..alla produzione di ibocarburante(non da prodotti alimentari però)..e tantissime altre materie di studio..sarebbe bello che la gente potesse andare in giro a dire..cavoli vorrei che la ricerca italiana portasse avanti gli ogm…perchè i ricercatori e studenti di questo campo specie nell’università pubblica,della quale anche io faccio parte, sono pagati una miseria..e personalmente la cosa non mi preoccupa perchè il mio interessa pè che la mia materia di studi sia un complemento per affrontare grandi problemi..e so che questa tecnologia lo può davvero fare.. in modo da competere finalmente con gli unici che fino ad ora,per via di un no totalmente ideologico,…ma se la lotta cade e va contro gli ogm per partito preso..l’0università e la ricerca muoiono..sempre più gente abbandonerà questo tipo di studi e, vista la comprovata salubrità degli ogm…rimarrano negli ambiti privati…seguite questo mio appello…su internet si trovano solo notizie,scoop,terrorismo ideologico e complottismo a riguardo..e mai una descrizione reale di come stanno le cose…a presto

  • Profilo di fridrick

    fridrick

    24 gen 2011 - 19:44 - #7
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    fino ad ora hanno potuto farlo…il computer mi ha mangiato un pezzo:)