Qualche giorno fa a Treviso ho conosciuto Ruggero Canova che mi ha presentato il progetto di Nanà, pentola in rame e ceramica. La pentola è un prodotto interessante, anche se per ora nella fase di concept, perché consente di usare la metà del gas necessaria per cuocere le pietanze.
Il rame è un ottimo conduttore e viene protetto dalla ceramica che lo riveste in film sottile. Mi spiega Ruggero:
La tecnologia che stiamo sviluppando è un film trasparente in ceramica, che ricopre l’intera superficie delle nostre pentole. Questo materiale è altamente biocompatibile e può rimanere a contatto con gli alimenti per lungo tempo senza alcuna contaminazione. Il nostro prodotto è riciclabile al 100% e consuma fino al 50% energia in meno rispetto agli altri materiali. Grazie alla conducibilità termica del rame, questa pentola scalda 24 volte più velocemente di una equivalente in acciaio. Le maniglie sono ricavate durante lo stampaggio della pentola. Una speciale vernice termoisolante protegge le mani dalle scottature, quando si afferra la pentola calda.
Il progetto si compone grazie a Nanà Innovations S.r.l. un’azienda con forti competenze in nanotecnologie e product design e dal partner tecnico Nanofab S.c.a.r.l. (Venezia), un grande centro di ricerca sulle nanotecnologie. Il brevetto, mi dice Ruggero arriverà a breve e la preserie entrare in produzione tra dieci mesi e conclude:
Le pentole Nanà sono concepite sia per cuocere il cibo, sia per conservarlo.
Nanà, pentola che fa risparmiare energia
filippo-riccio
14 dic 2010 - 01:32 - #1@Maurizios:
in realtà una buona conducibilità termica è generalmente un vantaggio per cucinare.
Più il fondo è spesso migliore è la conduzione del calore da un punto all’altro (in orizzontale), anche per un materiale “cattivo” conduttore di calore come l’acciaio.
Avere il fondo spesso significa però anche una grande capacità termica, ovvero non poter variare rapidamente la temperatura della pentola, che può essere uno svantaggio.
In generale quindi le pentole di rame sono considerate ottime, dato che mantengono l’uniformità del calore anche con un fondo relativamente sottile. Il problema è la manutenzione, per non parlare del costo esorbitante.
Detto questo, può darsi che usare una pentola in rame mi faccia risparmiare il 50% dell’energia se ci faccio un uovo al tegamino o una bistecchina, visto che probabilmente la maggior parte dell’energia va a scaldare la pentola (e quindi vince la pentola con la capacità termica minore), ma dubito fortemente che cambi qualcosa per preparazioni più impegnative che consumano molta più energia, come bollire la verdura o preparare un arrosto. E di sicuro queste pentole non fanno risparmiare rispetto alle pentole di rame che già esistono. Mi sembra di capire che l’innovazione sia nel rivestimento che consentirebbe di avere i vantaggi del rame con molte meno difficoltà di manutenzione.
tassinarimauro
14 dic 2010 - 10:32 - #2@Maurizio:
Parli di fisica? Tu!???
La pentola “consuma” per scaldarsi in base alla sua capacita’ termica (come spiegato da Filippo) ed in più disperde calore!
Le vecchie pentole di rame non rivestite, (oltre ad essere pericolose per la salute) disperdevano molto calore, un rivestimento isolante esterno potrebbe ridurre molto lo spreco di energia soprattutto nelle cotture “lunghe”.
Le marche migliori di pentole hanno fondo in rame o alluminio e sono rivestite di acciaio inox.
Piuttosto: io avrei qualche dubbio sulla reale durata di questo rivestimento… Non vorrei facesse la fine dell’antiaderente!
@Mattia77
14 dic 2010 - 10:55 - #3Potresti anche aver ragione; ma se non motivi le tue accuse sei peggio di loro!
mattia77
14 dic 2010 - 13:28 - #4Dire che una pentola consuma meta’ energia è una boiata in termini.
Il rame ha enormi vantaggi in cucina, tutti gli chef professionisti lo usano, ma in termini energetici rispetto ad una economicissima pentola in alluminio il vantaggio non c’è.
raimondob
14 dic 2010 - 14:35 - #5Per aumentare in maniera sensibile l’efficenza di una cucina bisognerebbe ridisegnare i fornelli.
Nei normali fornelli a gas il calore tende ad allontanarsi dalla pentola seguendo le freccie del disegno:
. . . .A
. . . .|
. . . .|
. . . .V
Invece se i forellini dirigessero il flusso delle fiamme verso il centro della O del disegno precedente i creerebbe una sorta di vortice di fuoco che tenderebbe ad abbraccare la pentola anzichè tendere ad allontanarsi.
Guardate questo video per farvi un’idea
http://www.youtube.com/watch?v=QsH_Gh-n2Mg
tassinarimauro
14 dic 2010 - 14:39 - #6@Mattia
Come già detto se il rivestimento esterno è isolante potrebbe disperdere meno calore.
Comunque dichiarare che consuma la meta senza specificare in quali condizioni si sono fatte le prove è poco serio.
go-seo
15 dic 2010 - 00:40 - #7trucchetto? SOLO coperchi trasparenti. li puoi tenere sigillati e regoli il gas per mantenere l’acqua in ebolizione senza farla uscire ;)
tassinarimauro
15 dic 2010 - 09:53 - #8@go-seo
Ho dovuto spiegare a gente laureata che l’acqua in ebolizioni mantiene sempre la temperatura di 100°C
Mi dicono “Ma se abbasso il fornello cuoce + lentamente!”
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I più tengono gas al massimo, niente coperchio e poi magari aprono la finestra per mandare via il vapore (ed il caldo)
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In cucina come in altri (quasi tutti) i settori l’intelligenza contà + della tecnologia!!!
(Ma l’intelligenza nel supermercato non la vendono.)
go-seo
15 dic 2010 - 13:40 - #9mauro stavolta siamo daccordo su qualcosa :) purtroppo “pretendere” intelligenza è una di quelle cose che restituisce il contrario.
rcanova
08 feb 2011 - 13:39 - #10Gentilissimi,
scrivo in quanto ideatore del progetto. Grazie per l’interessamento. Mi dispiace che l’attenzione sia stata posta unicamente sui consumi, che sono calcolati sul riscaldamento della pentola vuota rispetto a una di egual peso e differente materiale. Il risparmio è dunque significativo per cotture brevi, e ininfluente per cotture molto lunghe. Il focus del progetto però è sulla non tossicità del rivestimento, che è del tutto inerte nei confronti del cibo e dell’organismo umano, a differenza del nickel, cromo, alluminio, PFOA, etc.