Stanco della solita vacanza a Sharm? Ancora indeciso tra crociera, Natale sulla neve o relax nel mega resort di lusso? Non ne puoi più di agriturismi e turismo rurale? Hai finito le città d’arte? Vuoi una dritta per poter dire, in occasione del cinepanettone dell’anno prossimo, “io ci sono stato”? Ecco il posto che fa per te: Chernobyl!
Ebbene sì: la meta turistica più figa è quella che non ti aspetti. Viktor Baloga, ministro delle Emergenze ucraino, lavora da parecchio al progetto e garantisce che i lavori per trasformare il sito nucleare colpito dal più grande disastro atomico della breve, ma intensa, storia dell’uranio in una meta turistica sono quasi finiti e da gennaio la centrale sarà visitabile dai turisti.
Certo, avessero finito con qualche settimana d’anticipo il botto di capodanno sarebbe stato assicurato, ma per San Valentino ci dovrebbero arrivare. Ovviamente gli ucraini garantiscono che non c’è pericolo: dopo un quarto di secolo le radiazioni sono tornate sotto i livelli di rischio e la gita è una botta di salute.
Sperano, ovviamente, di scrollarsi di dosso il marchio di località off limits e di portare un po’ di liquidità all’economia locale. In Italia, ultimamente, ci sono molti estimatori dell’atomo che potrebbero essere interessati. Consigliamo la meta turistica, prima di tutti, a Umberto Veronesi: se proprio non si può coricare con le scorie radioattive, almeno non dovrà più sognarle.
Altrettanto consigliata è per Sivlio Berlusconie i suoi (in attesa di sapere quanti sono), che ha fortissimamente voluto il ritorno italiano al nucleare. E poi a Chicco Testa, del Forum Nucleare, che avrà modo di parlare di atomo ieri, oggi e domani, con chi ne capisce più di noi.
E, last but not least, alla casalinga di Voghera. Il viaggio lo offriamo noi, se serve ad aprire gli occhi agli italiani.
Via | Travel.biz
Foto | Flickr
gbettanini
14 dic 2010 - 12:18 - #1Beh, senza fare un articolo basato esclusivamente sul sarcasmo si potrebbero dare alcuni dati…. ad esempio su QUANTO è pericoloso stare a Chernobyl… o meglio a Prypiat. Per fare un confronto la dose efficace individuale media annua di radiazioni che assorbiamo in Italia è di circa 3 mSv/anno.
Dalle parti della centrale è MOLTO più elevata, ma la permanenza per poche ore in quei luoghi non è così pericolosa per la salute come si pensa…. a meno di non credere ai lavori che indicano effetti nefasti anche per le piccole dosi di radiazioni (KiKK, ultimo lavoro dell’ Helmholtz ecc..).
chiccotesta1
14 dic 2010 - 12:19 - #2Grazie, ci sono già stato, un paio di settimane fa. Molto interessante
Edoardo81
14 dic 2010 - 12:55 - #3Articolo veramente patetico, associare sempre il disastro di Chernobyl alle moderne centrali nucleari è un vizio e una nefasta abitudine frutto dell’ignoranza.
Al di là del costo di un viaggio del genere (che è il motivo per cui io sicuramente dovrò rinunciare, almeno per il momento) un vero ambientalista dovrebbe avere sicuramente l’impulso e la curiosità di vedere con i propri occhi come la vita si è adattata a quell’ambiente. Ma a qualcuno interessa di più far credere che là ci siano animali con 5 zampe e pesci con 3 occhi…
Forse una visita là potrebbe davvero essere interessante e istruttiva, non solo per chi è favorevole all’energia nucleare.
giuseppe pregadio
14 dic 2010 - 13:26 - #4ci ricordiamo quello che aveva detto uno dei cameraman di super quark alla fine del servizio su chernobyl?
aveva un dosimetro addosso ed uno lo aveva lasciato a casa. quello a casa segnava di più di quello che aveva portato in ucraina (e per andare in ucraina ha anche fatto due voli aerei, quindi c’è una dose da raggi cosmici molto maggiore di quella a livello del mare)
altro magnifico ed obiettivo articolo (oltre che infarcito di dati scientifici inconfutabili)
filippo-riccio
14 dic 2010 - 13:39 - #5Chernobyl, un viaggio che serve ad aprire gli occhi… sugli effetti di un’economia pianificata dall’alto e gestita dalla burocrazia comunista.
tassinarimauro
14 dic 2010 - 15:21 - #6Articolo simpatico ma tecnicamente penoso.
Pur essendo abbastanza contrario al nucleare ritengo assurdo paragonare le centrali moderne a Chernobyl.
Non c’è bisogno di essere ingegneri nucleari per capire che in 40 anni la tecnologia cambia.
Maurizios....
14 dic 2010 - 18:12 - #7NON IN 40 ANNI
.
le centrali europee non erano moderate a grafite neppure 40 anni fa ……..
giuseppe pregadio
14 dic 2010 - 19:28 - #8@maurizios
tutta la filiera magnox ed AGR è a grafite. in europa non si metteva acqua+grafite e si generava un coefficiente di vuoto positivo semmai!!!!
alfag
14 dic 2010 - 19:48 - #9Woo finalmente un post serio sui danni da nucleare!!!
Non se ne poteva piu` di quei post dove l’autore usava la sua posizione per sparpagliare luoghi comuni a raffica spacciandoli per articoli.
Finalmente avete capito che quando si parla di scienza servono i numeri e buon senso.
Complimenti.