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In Italia calano i consumi energetici: colpa della crisi economica?

Pubblicato: lunedì 20 dicembre 2010 da Simone Muscas

LampadinaIl Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato il Bilancio Energetico Nazionale (BEN) relativo all’anno 2009. Per quanti i dati non siano sbalorditivi, emerge qualche numero su cui vale la pena fare qualche riflessione. Innanzitutto è importante osservare il segno più della quota relativa alle energie rinnovabili: si è registrato infatti un aumento del 15,7% (sulla parte rinnovabile ovviamente, non naturalmente sul totale) rispetto all’anno precedente.

In generale, il BEN rileva un calo dei consumi energetici nazionali, probabilmente imputabile alla crisi economica che ha colpito soprattutto il settore industriale. Lo scorso anno, rispetto al 2008, è stato infatti utilizzato il 5,7% di energia in meno rispetto al 2008. Un dato che incuriosisce è infine quello della voce importazioni di elettricità: sembrerebbe infatti che, nonostante il calo dei consumi in generale, sia aumentata la quota di elettricità comprata dall’estero per un valore pari al 12,3%.

Un dato quest’ultimo su cui riflettere: troppo caro produrre energia qui da noi o minor capacità per soddisfare la domanda durante i picchi energetici? Ciò che appare certo è che, per quanto pochi lo dicano, c’è la necessità urgente di mettere a punto ed attuare un Piano Energetico che possa migliorare il nostro sistema energetico nel lungo termine. Concludiamo con le note positive; fra queste è importante sottolineare come ci sia stato un aumento del numero degli impianti rinnovabili presenti nella penisola per il 2009 e sino al giugno del 2010.

Sino al 30 giugno 2010 risultano qualificati 3.441 impianti, di cui 2.338 in esercizio (per una potenza totale di 14,6 GW) e 1.103 in progetto (8,2 GW). Tra gli impianti in esercizio di nuova costruzione prevalgono gli idroelettrici per quanto riguarda il numero (601 su 1.647, pari al 36% del totale) e gli eolici in termini di potenza installata (4,4 GW su 7,0 complessivi, pari al 62%).

Via | Sviluppoeconomico.gov.it
Foto | Flickr

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di go-seo

    go-seo

    20 dic 2010 - 15:00 - #1
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    per chi fosse interessato a una comparativa tra consumi/produzione tra tutti gli altri paesi europei, sono appena stati rilasciati i dati eurostat (dati qui http://epp.eurostat.ec.europa.eu/) (grafici qui http://blog.okfn.org/2010/12/16/exploring-european-energy-data/ )

  • giuseppe pregadio

    20 dic 2010 - 15:37 - #2
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    guarda che non ci vuole mica molto. .i consumi totali sono diminuiti del 5%, per l’idro è stata una ottima annata con un aumento del 10% rispetto all’anno precedente, non ci vuole molto a far aumentare le rinnovabili.

    è troppo caro produrre da noi, e gli altri, soffrendo sempre di un calo dei consumi ma con fonti molto più economiche, riescono a mandare all’estero molta più elettricità del solito. (p.s. non è che sembra, c’è stato un aumento netto delle importazioni del 12%, dati TERNA)

    cmq non sperate, con l’entrata del gas non convenzionale ci sarà un crollo dell’installazione di nuovo rinnovabile, come sta già avvenendo negli USA. le uniche politiche ambientaliste in cui riescono ad avere successo le varie associazioni sono quelle di far aumentare il consumo di fossili, se non è un controsenso!

  • Profilo di tassinarimauro

    tassinarimauro

    20 dic 2010 - 15:58 - #3
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    Se c’è un calo generale dei consumi quali impianti verranno spenti?
    Le centrali nucleari o quelle a combustibili fossili?
    -
    Pittosto se continua così quando arriveranno le centrali nucleari non ci serviranno più.
    Io sono sempre dell’idea che se volevamo fare le centrali N dovevamo cominciare almeno 10 anni fa.
    -
    @giuseppe pregadio
    Il gas non convenzionale potrebbe fare la fine del potrolio non convenzionale:
    tante promesse ma poi costi elevati e le quantità limitate non faranno altro che rimandare di qualche altro anno il collasso.

  • giuseppe pregadio

    20 dic 2010 - 16:26 - #4
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    gli impianti che si spengono sono sempre per criteri economici, quindi i primi sono quelli a fossili. svezia e svizzera vanno benissimo con solo nucleare + idroelettrico. il nucleare poi si regola benissimo, e la francia è un magnifico esempio di nucleare regolato su base nazionale e non solo reattore per reattore.

    il gas non convenzionale ha già fatto crollare le quotazioni del gas alla borsa di new york, ha già interrotto lo sviluppo di clavert cliffs e di qualche decina di GW di impianti eolici.
    se si è felici per il gas non convenzionale, si deve anche ricordare che l’unico nemico delle rinnovabili è il fossile troppo economico, l’unico avversario del fossile è il nucleare. rinnovabili e nucleare non sono sullo stesso piano

  • Energico 85

    20 dic 2010 - 17:24 - #5
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    Secondo me è semplicemente buonsenso… basta poco per diminuire i consumi e le bollette, bastano delle lampadine a risparmio energentico e consumi orari intelligenti…

    Poi se vogliamo il condizionatore a 30 gradi di inverno e 18 di estate è normale consumare… tenerlo fisso su 23 gioverebbe a tutti!

  • Profilo di stellarvore

    stellarvore

    20 dic 2010 - 17:39 - #6
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    Energico85, non saranno un po’ di lampadine a risparmio energetico a ridurre drasticamente i consumi di energia nazionali.
    Al massimo, possono far risparmiare qualcosina in bolletta alla singola famiglia. Questo risparmio però deve essere inquadrato nell’ottica delle spese maggiori per sostituire lampadine e apparecchi vecchi con quelli nuovi. Non parliamo poi di quanto costa migliorare la classe energetica degli appartamenti/ edifici…

    Inoltre, i consumi energetici rilevanti per una nazione sono delle macchine e degli apparati industriali. Ne segue che il calo registrato è dovuto in buona parte alla ridotta attività produttiva in Italia… Che ha comportato licenziamenti e casse integrazioni a go-go.

    Proprio un bell’esempio di decrescita felice…

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