Chi è assertore del risparmio energetico non può non essere d’accordo sul fatto che in tema di riduzione dei consumi di elettricità abbia sinora giocato un ruolo fondamentale la diffusione ad ampio raggio delle lampadine a basso consumo. Eppure, nonostante questo, nel Parlamento europeo è scoppiata nei giorni scorsi una polemica circa l’interdizione delle lampadine incandescenti a favore di quelle a basso consumo di energia.
A non essere completamente d’accordo sulla decisione è stato un gruppo di eurodeputati tedeschi che, oltre a giudicare troppo tempestiva la messa fuori mercato della lampadine a incandescenza, ha voluto sottolineare come la presenza del mercurio in quelle a basso consumo non rappresenti un problema del tutto trascurabile. Secondo un test è stato infatti appurato che una lampadina ha in media al suo interno circa 0,50 microgrammi di mercurio per metro cubo, un valore che potrebbe essere moltiplicato per venti in caso di rottura della lampadina stessa.
Proprio in virtù di questa polemica, insieme al programma di interdizione delle vecchie lampadine, si è quindi deciso di imporre ai produttori nuovi limiti sulla presenza di mercurio; il valore dovrà passare dagli attuali 5,0 a 2,5 microgrammi al metro cubo entro il 2013, con un obiettivo intermedio di 3,5 microgrammi nel 2012. La decisione è arrivata dopo che è emerso il fatto che, in caso di rottura delle lampadine a basso consumo, non si abbiano certezze per quel che riguarda la sicurezza nella salute dei bambini.
Non bloccato invece il programma di bandire le lampadine a incandescenza: dopo l’interdizione per i 100 e i 75 watt, nel settembre del 2011, dovranno infatti andare in pensione le lampadine a incandescenza a 60 watt ed entro la fine del 2012 dovranno sparire quelle di 40 e 25 watt. L’Ue stima che, sostituendo tutte le lampadine di vecchia generazione con quelle nuove si potranno risparmiare fino a 40 miliardi di KW/h l’anno, con conseguente risparmio 15 milioni di tonnellate di CO2.
Via | Politicambiente.it
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Edoardo74
28 dic 2010 - 15:52 - #1Strano che siano stati proprio i tedeschi a fare obiezione, non è che è perchè la OSRAM è tedesca ed la maggiore produttrice di lampadine ad incandescenza?
Fortunatamente il processo per l’eliminazione delle lampadine ad incandescenza non ha subito ritardi.
emancar
28 dic 2010 - 17:15 - #2e i led? Anch’essi contengono mercurio?
sandro-kensan
28 dic 2010 - 22:08 - #3No, da quel che so io i LED, Light Emission Diode non usano gas come le lampade fluorescenti, sono dei semiconduttori e usano drogaggi vari quali boro e arsenico ma non mi risulta usino il mercurio. Le sostanze usate dipendono dal semiconduttore e dal drogaggio.
disordinementale
29 dic 2010 - 10:40 - #4Scusa Ecoblog, non ho capito un passaggio.
“stato infatti appurato che una lampadina ha in media al suo interno circa 0,50 microgrammi di mercurio per metro cubo”
0,50μg/m3 è una misura sulla densità del materiale in un volume di 13. Significa che per sapere quanto mercurio è contenuto in una lampadina, devo stimare il suo volume e moltiplicarlo per quella misura.
“un valore che potrebbe essere moltiplicato per venti in caso di rottura della lampadina stessa”
Questo non lo capisco: come fa ad aumentare la materia? Cioè in caso di rottura si passa da 0,50μg/m3 a 10μg/m3? Da dove arriva l’altro mercurio? I miei ricordi di fisica sono lontani, ma mi sembra ci sia qualcosa che non vada.
Al paragrafo successivo si dice:
“il valore dovrà passare dagli attuali 5,0 a 2,5 microgrammi al metro cubo entro il 2013…”
Immagino sia un refuso. Quale delle due è corretto, 0.5 o 5 μg?
Grazie per le precisazioni.
Il problema del mercurio non è stato ignorato, ma occorre una riflessione sull’utilizzo di questo componente, sulla sua pericolosità e sulla possibilità di recuperarlo dalle lampadine esaurite.
In secondo luogo tropo controproducente sia la massiccia campagna in favore delle lampadine a basso consumo sia la denigrazione verso le lampadine a filamento.
Le lampadine a filamento sono più ecologiche nella costruzione (vetro e metallo) e nello smaltimento (è facile separare vetro e metallo). Il piccolo filamento di metallo nobile è bello pronto per essere riutilizzato. Consumano di più all’ora, ma per tutti gli utilizzi brevi sono più efficienti, e in casa sono poche le lampadine che restano accese ore intere. Cantine, box, sgabuzzini, solai, corridoi, ecc sono luoghi illuminati per pochi minuti.
Un’altra riflessione riguarda il paradosso di Jevons. Una campagna così fatta fa leva sull’effetto risparmio, ma non si preoccupa degli effetti psicologici su larga scala.
claudio_
29 dic 2010 - 13:39 - #5Disordine ha ragione: si fa confusione sui quantitativi, si parla di lampade senza conoscerle e si inneggia alla sparizione dell’incandescenza.
Troppo in un solo articolo.
Oltretutto le lampade FL BUONE costano abbastanza e la produzione, oltre che il gia’ citato smaltimento, hanno seri effetti collaterali.
I risparmi PRESUNTI sono solo tali.
stever
29 dic 2010 - 14:53 - #6Infatti non ho capito perchè siano stati messi al bando i precisi termometri al mercurio (che in teoria se non cadono durano per sempre e che tra l’altro non hanno un loro sostituto visto che quelli elettronici segnano temperature spesso diverse tra una lettura e l’altra) ed invece hanno spinto le lampade con contenuto di mercurio che se anche minore di quello dei termometri sono soggette a finire e quindi ad essere buttate nell’ambiente anche perchè ancora in Italia non vedo cassonetti appositi e se anche li mettessero buttare una lampada in un cassonetto vuol dire spesso ridurla in frantumi con fuoriuscita di polveri tossiche.