E’ una decisione anacronistica e anche incomprensibile quella adottata dal Comune di Bologna a proposito dei boiler elettrici che saranno installati a breve nelle case di edilizia popolare di Barca e Pilastro.
A essere interessate sono 500 famiglie a cui andrà sostituito lo scaldabagno e le proteste sono già partite lo scorso luglio, quando il Comune di Bologna li avvisò con una lettera. Scrissero allora gli inquilini:
Secondo le stime realizzate dal Sunia con l’aiuto della societa’ di consulenza “Bologna energia”, il boiler elettrico consuma il doppio di quello a gas (3.630 contro 1.760 chilowattora all’anno, in un appartamento di 55 metri quadrati), per una spesa di 731 euro contro i 373 euro del bruciatore a gas (cifra che comprende anche i 250 euro stimati per pulizia e manutenzione ogni anno).
Secondo Enrico Rizzo Presidente dell’Acer Bologna, la decisione è necessaria per:
Sicurezza e scarsità di fondi.
Intanto il consigliere regionale Andrea Pollastri (PdL) ha presentato una interrogazione alla Giunta regionale in cui chiede conto della decisione.
Foto | Energia alternativa
giuseppe pregadio
30 dic 2010 - 19:51 - #1quelli che muoiono a causa di boiler malfunzionanti che generano CO credo che avrebbero preferito quello elettrico……..
P.S.
30 dic 2010 - 20:52 - #2Onestamente non ci vedo nulla di scandaloso, non é mica così semplice cambiare un boiler elettrico con uno a gas, ci vuole una canna fumaria a disposizione, l’impianto del gas che arrivi direttamente dove deve essere posizionato il boiler (che solitamente é il bagno, dove é difficile che arrivi il gas).
Per quanto si possa non essere d’accordo ci sono condizioni in cui mettere un boiler a gas é un lavoro che non si ripaga.
In questo caso poi é chiaro che il boiler lo mette il comune e i consumi li pagano gli inquilini, quindi al primo conviene un modello, ai secondi ne conviene un altro.
paolo marani
30 dic 2010 - 21:05 - #3La scelta è una vera follia, purché non si abbia intenzione di installare (da parte del comune) anche dei moduli fotovoltaici, per fornire energia elettrica di ausilio per il funzionamento dei boiler. Altrimenti, nessuno ci guadagna, ne gli inquilini che pagheranno il doppio in energia, ne il comune, che dovrà prima o poi qualificare gli stabili in funzione dei consumi energetici, quindi PERDE soldi come mancato valore dell’immobile.
Invece, se riesce a compensare i maggiori consumi con la generazione di energia rinnovabile, può avere un senso, e garantire persino un utile. Purchè venga concesso agli inquilini una quota di autoconsumo.
giuseppe pregadio
30 dic 2010 - 22:30 - #4col fotovoltaico però non ci guadagna il comune, ci guadagna solo il singolo cittadino mentre il cittadini-comunità ci perde, visto che ci sono fior di incentivi.
se noti, tutte le campagne per il fotovoltaico puntano principalmente sul fatto economico, non su quello ambientale, e rimarcano tutti che “con gli incentivi statali l’impianto si ripaga in breve tempo ed il proprietario ci guadagna”
però in inverno, quando i consumi per scaldare l’acqua sono massimi, il fotovoltaico produce quasi nulla.
htt p://ww w.sma.de/en/news-information/pv-electricity-produced-in-germany.html
Steid
31 dic 2010 - 01:02 - #5Infatti il fotovoltaico produce corrente e non acqua calda…
robertok06
31 dic 2010 - 12:44 - #6Salve: sono un po’ confuso… capirei se si parlasse di costi superiori del boiler elettrico rispetto a quello a gas, dato che l’elettricita’ in Italia e’ fra le piu’ care al mondo ed il gas naturale e’, in questo momento, relativamente a buon mercato… ma vorrei che qualcuno chiarisse il significato della frase “il boiler elettrico consuma il doppio di quello a gas (3.630 contro 1.760 chilowattora all’anno”.
Un boiler elettrico e’ quanto di piu’ semplice esista: una resistenza immersa al centro della massa d’acqua, le sole perdite sono quelle elettriche, eventuali, dal contatore del proprietario al boiler, se l’impianto elettrico e’ fatto bene sono praticamente nulle. L’efficienza di conversione per effetto Joule dell’elettricita’ in calore e’ altissima, vicina a 1. Il boiler a gas e’ anche lui efficiente, ma non puo’ esserci un fattore piu’ di 2 fra i due… i dati riportati sopra implicano che il rendimento del boiler elettrico sia inferiore a 0,5 (50%).
Non ha senso, fisicamente!
In attesa di una risposta/chiarimento, saluti a tutti e buon 2011!
Roberto
impossi
31 dic 2010 - 13:27 - #7#roberto forse ci si riferisce al fatto che l’energia elettrica prima di arrivare al proprio contatore è stata prodotta in centrali che hanno un certo rendimento, e ha percorso lungo una rete di distruzione con ulteriori perdite. poi è vero che la conversione in energia termica ha un rendimento del 100%, ma se andiamo a vedere tutta la filiera le cose cambiano. In linea di massima meno trasformazioni di energia facciamo meglio è.
Certo alcune volte non se ne può fare a meno…ma in questo caso era proprio necessario?
robertok06
31 dic 2010 - 13:55 - #8Salve, e grazie per il chiarimento, o opinione.
Deduco che si tratti della solita storia dell’energia primaria rispetto a quella finale.
Se cosi’ fosse, non avrebbe molto senso, da un punto di vista pratico, perche’ quel che viene consumato dai proprietari dei boiler elettrici sono i kWh all’uscita dei morsetti del contatore elettrico, quello che succede “a monte” non gli interessa. Potrebbero essere kWh da idroelettrico, nel qual caso il ragionamento sulle energie primaria/finale non avrebbe senso, oppure kWh importati dall’estero, e anche in quel caso ai proprietari non interessebbe proprio sapere se arrivano da una centrale nucleare francese, svizzera o slovena, no?
Per fare chiarezza bisognerebbe chiedere che chi ha scritto l’articolo originale su questo blog si prendesse la briga di trovare e pubblicare i (alcuni, almeno) dettagli dello studio di “Bologna Energia”, citato nel link.
Comunque confermo che dal punto di vista del CONSUMO energetico non ha senso quanto scritto.
Saluti,
Roberto
tassinarimauro
31 dic 2010 - 17:53 - #9Se si deve fare elettrico optare per la pompa di calore.
impossi
31 dic 2010 - 18:16 - #10Ciao! per riscaldare una certa quantità di acqua è necessaria la stessa quantità di energia sia con gas che elettrico a meno dei rendimenti di ciascuna tecnologia.
Bisogna però tenere conto che nell’utilizzo comune il boiler magari rimane acceso sempre per poter essere pronto all’uso, mentre lo scaldabagno entra in funzione solo nel momento opportuno. è necessario sapere le condizioni al contorno detta così la cosa è un po’ vaga…
simone93484
01 gen 2011 - 12:13 - #11Scaldabagno: come funziona
Lo scaldabagno elettrico è composto da un fusto, il serbatoio, all’interno del quale è collocata una serpentina alimentata elettricamente. Accendendo l’interruttore, la serpentina inizia a scaldarsi, scaldando anche l’acqua contenuta nel fusto e mantenendola, grazie all’intervento di un termostato che accende e spegne la serpentina, ad una temperatura costante compresa fra 35°C e 60°C.
Il problema dell’alimentazione elettrica è, come dicevamo, il dissipo di energia: uno scaldabagno di questo tipo, infatti, sta la maggior parte del tempo acceso perché l’acqua si raffredda rapidamente all’interno del serbatoio. Lo scalda acqua alimentato a gas ha un funzionamento diverso: la serpentina è sostituita dalla fiamma del gas che scalda il flusso di acqua che scorre all’interno in maniera istantanea. In altre parole, appena si apre il rubinetto dell’acqua calda, lo scaldabagno a gas, chiamato comunemente caldaia, si attiva scaldando via via l’acqua che gli passa all’interno.
La temperatura dell’acqua è costante e può essere impostata con apposita manopola secondo il proprio gradimento. Il vantaggio di questo tipo di alimentazione, sta nel notevole risparmio di gas, poiché lo stesso viene erogato solamente se si apre il rubinetto dell’acqua calda. Così, se non c’è domanda di acqua calda, lo scaldabagno a gas rimane spento. Il gas che alimenta questo tipo di elettrodomestico può essere il metano o il GPL i cui costi, d’altra parte, sono inferiori a quelli dell’energia elettrica. Resta comunque elettrica la scintilla che accende la fiamma, quindi, come il primo tipo di scaldabagno, in caso di black-out non entra in funzione.
Scaldabagno: vantaggi e svantaggi
Scaldabagno o boiler elettrico
Ha dei costi di acquisto e installazione relativamente bassi che però vengono “rivendicati” sulla bolletta della luce. Infatti, a pesare di più su quest’ultima, in caso di utenze domestiche, è proprio lo scaldabagno. Ha però anche il vantaggio di essere facilmente montabile ma lo svantaggio di essere ingombrante, soprattutto se di elevata capacità (fino a 150 litri).
Se si possiede lo scaldabagno elettrico e ancor più se ci si appresta a comprarlo, verificare che sia ben coibentato in modo da tenere l’acqua calda più a lungo possibile. Il poliuretano espanso è il materiale ottimale per mantenere “l’effetto thermos”. Attenzione però a non accendere, durante l’uso dello scaldabagno, anche altri elettrodomestici. La fornitura di energia elettrica nelle case ha un tetto di 3 Kw e lo scalda acqua assorbe molto. Se si accende il ferro da stiro o la lavatrice o un altro apparecchio ad alto assorbimento, salta la luce.
Caldaia a gas
I suoi costi di acquisto e soprattutto di installazione sono elevati, molto più alti di quelli necessari ad uno scaldabagno elettrico. Ma i vantaggi si notano subito in termini di risparmio energetico e soprattutto economico. Primo perché il gas (soprattutto i metano) è molto più economico dell’elettricità, secondo perché l’accensione è subordinata esclusivamente all’apertura del rubinetto dell’acqua. Inoltre, si può avere acqua calda “infinita”, poiché si riscalda istantaneamente.
Invece, con uno scaldabagno elettrico, quando finisce quella riscaldata, bisogna aspettare qualche ora (a seconda delle dimensioni del boiler) per averne di nuovo. È sufficiente acquistare una caldaia a gas che scaldi 10 litri d’acqua al minuto, meglio se “a camera stagna” perché in questi modelli la dispersione di calore è pressoché nulla. Ma è sconsigliato l’acquisto di questo tipo di elettrodomestico se non si ha la fornitura corrente di metano: il suo utilizzo con le tradizionali bombole di gas, infatti, è più dispendioso economicamente.
Regolazione dei consumi
Ecco alcune cifre che possono essere utili sia nella scelta del tipo di scaldabagno (quello più conveniente rimane comunque la caldaia a gas metano), sia in termini di economia domestica e ambientale. Una coppia consuma, ogni giorno, circa 60 litri di acqua, che diventano 120 in presenza di uno o due figli. Una famiglia dalle 4 alle 6 persone, invece, consuma circa 180 litri di acqua al giorno.
Questo in linea di massima. Se si vuole calcolare un consumo “personalizzato”, sono sufficienti i seguenti parametri: per fare il bagno nella vasca servono 80 litri; per la doccia ne bastano 25; per il lavandino se ne consumano 13 al giorno e altri 15 fra scarichi WC e altri usi. Preferire la doccia al bagno, ad esempio, è un primo passo per risparmiare acqua, energia e denaro, soprattutto se si possiede uno scaldabagno elettrico.
Per portare 80 litri di acqua ad una temperatura di 60°C occorrono ben 4,4 Kw. Sostituendo uno scaldabagno elettrico con uno a gas si possono risparmiare in bolletta 330 euro all’anno, il che equivale a ripagarsi in circa 3 anni l’investimento iniziale di circa 1000 euro necessario per uno scaldabagno a gas. Perché il gas ci fa risparmiare?
Non solo per le tariffe di vendita più vantaggiose, ma perché è una cosiddetta “fonte energetica primaria”. L’elettricità, invece, essendo “secondaria” perché derivata petrolio o altri combustibili solidi, perde in processi di trasformazione e trasporto circa il 60% della sua potenza. Quindi per scaldare la stessa acqua, con l’elettricità si impiega a priori il doppio di energia. Una famiglia di quattro persone, secondo i dati raccolti dall’ENI consuma, al giorno, 200 litri di acqua calda che in bolletta, all’anno, fanno 600 euro se si usa l’elettricità. Per lo stesso consumo giornaliero, in un anno, si pagheranno invece 300 – 400 euro se l’alimentazione è a gas.
Manutenzione dello scaldabagno
È buona norma provvedere alla manutenzione del proprio elettrodomestico per evitare spiacevoli guasti, inconvenienti e anche per evitare super consumi di energia dovuti alla sporcizia accumulata. Per gli scaldabagno elettrici, ogni 6 mesi pulire la serpentina dal calcare: una serpentina non pulita e completamente ricoperta dal calcare non funziona a livello ottimale e impiega più tempo ed energia a scaldare l’acqua.
Se lo scaldabagno è alimentato a gas e l’acqua è molto dura (> di 25 gradi francesi) usare un decalcificante aiuta a preservare dal calcare le condotte dove passa l’acqua. Le condotte ostruite dal calcare o dai detriti comportano una diminuzione della pressione dell’acqua che può diventare insufficiente per attivare la fiammella. Come conseguenza, la caldaia può non entrare in funzione. La manutenzione periodica, per le caldaie a gas, è obbligatoria in base ai Decreti del Presidente della Repubblica n. 412 del 1993 e n. 551 del 1999 e in base al D.L. 192/05.
Deve essere fatta da un tecnico specializzato che rilascia relativa ricevuta a revisione avvenuta e consiste nell’ispezione (ed eventualmente nella sostituzione) del sistema di ventilazione e dello scarico dei fumi, nella pulizia del bruciatore e nella verifica del funzionamento del sistema di controllo e di sicurezza. Inoltre lo scaldabagno a gas (metano) deve rispettare i criteri di sicurezza previsti dalla norma UNI-CIG 7129 e dai suoi aggiornamenti. L’ENI mette a disposizione il Programma Impianti, un servizio di manutenzione programmata degli apparecchi a gas.
Ci si può rivolgere al proprio rivenditore di fiducia che provvederà a segnalare un tecnico specializzato per l’ispezione della caldaia domestica. Anche se gli apparecchi a gas sotto i 15 Kw di potenza non sono obbligati a fare la revisione annuale, è comunque una scelta consigliata vivamente in termini di sicurezza dei locali, di efficienza energetica e di risparmio economico.
Come risparmiare se si possiede uno scaldabagno elettrico
A volte risulta impossibile installare una caldaia alimentata a gas e i motivi principali possono essere l’investimento iniziale (maggiore di quello necessario per comprare e installare uno scaldabagno elettrico), mancanza di un alloggiamento idoneo alla caldaia a gas (di norma va collocata fuori), impossibilità per regole condominiali di bucare la parete esterna per far passare il tubo della caldaia che deve comunque sfociare all’aperto.
Quindi, per poter avere l’acqua calda, si deve necessariamente passare all’acquisto di uno scaldabagno elettrico. Ecoage, una community ecologista on-line, ha messo a punto una guida che, grazie a piccole accortezze, consente di risparmiare anche usando uno scaldabagno elettrico. Il primo passo è comprarne uno di capienza idonea ai nostri effettivi consumi.
Comprarne uno eccessivamente grande, comporta un inutile spreco di energia per scaldare l’acqua. Meglio, poi, collocarlo vicino ai rubinetti per i quali si utilizza: si evitano così dispersioni di calore nei tubi lungo il tragitto. Il luogo ideale per installarlo è il bagno, magari sopra la vasca, ma attenzione a non collocarlo sulle pareti fredde (quelle che danno all’esterno) o vicino alle finestre e alle correnti d’aria: per un uso ottimale e per il risparmio energetico ed economico, è bene evitare inutili perdite di calore. Ricordiamoci che l’acqua nel serbatoio o boiler, si raffredda rapidamente. Un altro consiglio utile è dotare lo scaldabagno di un timer.
Il timer è un temporizzatore che accende lo scaldabagno all’orario da voi stabilito. Impostate l’accensione circa 3 ore prima di quando pensate di usare l’acqua calda: è controproducente lasciarlo tutto il giorno acceso solo per trovare l’acqua calda la sera se a casa, di giorno, non c’è nessuno. Il timer è la soluzione al risparmio sulla bolletta, costa poco ed è in vendita anche nei grandi supermercati. Infine, per avere acqua calda in cucina, installate un piccolo scaldabagno sotto il lavello: vi eviterà di dover accendere quello grande e di lavare i piatti con l’acqua ghiacciata.
Per concludere è una scelta di tipo economico quella del comune. Salviamo il bilancio di oggi e ce ne freghiamo di quelli che verranno dopo di noi. Se avessere ragionato da persone intelligenti installavano una microentrale a cogenerazione e oltre a scaldare in piu’ ci guadagnavano. Ma sicuramente è piu’ facile vendere gli scaldabagni…….
saranno sicuramente comunisti a bologna.
impossi
01 gen 2011 - 13:07 - #12#simone….solo una precisazione i 4,4 sono kWh di energia i kW sono una potenza. solo una piccola svista. Grazie per l’articolato commento!
Il maggiore dispendio di kWh sta proprio nel dover sempre scaldare tt l’acqua anche se non la si usa..nonché a mantenerla calda…
Ciao
stever
03 gen 2011 - 13:33 - #13Peccato che la nostra “fascia sociale” di 3 KW non ci permette di installare quella che per me è una valida alternativa economica, sicura e a zero manutenzione che ho avuto il piacere di provare in molti paesi anche in abitazioni “povere” come in Brasile, Thailandia, ecc.
Mi riferisco allo scaldabagno immediato. Si tratta di una scatoletta grande come una confezione di succo di frutta da 2 litri (prodotta da marchi internazionali noti anche in Italia) contenente una resistenza da 4-6 KW che riscalda l’acqua all’istante esattamente come fanno i boiler a gas solo che è elettrico !
In Thailandia sono obbligatori per legge negli appartamenti in condominio per scongiurare pericoli di fughe di gas (nelle ville invece gli impianti a gas si possono mettere)