Agricoltura, i peggiori del 2010

La lista dei peggiori in agricoltura per il 2010

Chi ha collezionato più brutte figure in agricoltura? La domanda non sembri di poco conto. Molto spesso affidiamo la nostra economia e il nostro futuro all'industria, dimenticando che è proprio l'agricoltura la base della nostra sopravvivenza. Dunque ben vena questa pagella di Teatro Naturale che consegna un po' di brutti voti ai rappresentanti del settore per l'anno appena trascorso.

Tra i meno presenti e attivi in un settore che dovrebbe essere, almeno per il nostro Paese, il fiore all'occhiello c'è proprio il rappresentante del dicastero dell'agricoltura, ossia Giancarlo Galan, che agli esordi del suo insediamento aveva fatto ben sperare. TN lo boccia:

E' così estraneo al mondo agricolo da sembrare un ufo, però il suo approccio iniziale è sembrato caratterizzarsi da tanti buoni propositi, almeno a parole. Ha però un grande merito: quello di non essere caduto nella trappola di annunciare, come hanno fatto tutti gli altri ministri, il Piano olivicolo nazionale, senza dar corso a nulla. Non sappiamo tuttavia se sia per davvero un suo merito, l'essersi defilato, o semplicemente il segno evidente di una sua latitanza dagli irrisolti problemi dell'olivicoltura nazionale.

Già, l'olivicoltura nazionale. Vi siete mai chiesti come mai nei supermercati viene venduto olio extravergine d'oliva a meno di due euro al litro?

Le bacchettate proseguono e ce ne sono anche per Coldiretti:

Asso pigliatutto, l’organizzazione è sempre più presa da una logica affaristica a livello nazionale e locale. Si vocifera infatti che dietro la chiusura, prevista o preventivata, di alcune agenzie per lo sviluppo in agricoltura vi sia dietro proprio la Coldiretti, la quale punterebbe ad accapparrarsi un parte consistente dei fondi destinati a tali strutture. Noi siamo increduli e perciò ci chiediamo se sia proprio vero quel che si sussurra. Se sì, allora tanto, ma proprio tanto, tanto, ma tanto carbone.

E rispetto alle biomasse e agrobioenergie? Un po' di mazzate anche al GSE:

Le agrobioenergie e le fonti rinnovabili vanno promosse e incentivate. Tutti d'accordo, ma almeno facciamole laddove siano realmente utili e funzionali. Invece no, si costruiscono centrali eoliche laddove non c'è vento, ed estensioni enormi di fotovoltaico laddove la rete di connessione non è in grado di assorbire e distribuire l'energia prodotta. Terna e Gse hanno gioco facile nel sostenere che loro non possono farci nulla, e che la legge impone loro di agire in un determinato modo, ma il loro silenzio, tuttavia, sa tanto di connivenza. Carbone, carbone, carbone.

Infine, un po' di polemica anche con il Ministro Prestigiacomo:

Ovvero, il Ministro che non c'è e che fa parlare di sé solo e quando fa i capricci. Vedersi ridurre competenze e fondi non fa piacere a nessuno, ma un ministro dell'ambiente con meno visibilità non si era mai visto nella storia repubblicana. Sarà anche brava e capace, ma è ora che ce ne dia prova, dopo un 2010 da desaparecida.

Foto |
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