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Ecoblog a Detroit: incontro con Stewart Brand e la necessità del nucleare

Pubblicato: 13 gen 2011 da Gianluca Pezzi

Commenti dei lettori

Stewart Brand

In presa diretta dal Salone dell’Auto di Detroit, dove siamo andati a curiosare le novità nel campo automobilistico. Ford, che ci ha invitato, ci ha dato la possibilità di incontrare Stewart Brand, uno degli ecologisti più noti negli Stati Uniti, insieme a Sheryl Connolly (Manager of Global Trends & Futuring di Ford).

Brand è un simpatico 72enne, dal passato da militare paracadutista, che maneggia la tecnologia come un ragazzino. Nessun problema a destreggiarsi tra Mac, cavi o connessioni varie. Non è una persona qualunque: è uno che ha teorizzato l’importanza di una rete di computer mondiali quando internet era ancora solo un progetto militare, sconosciuto ai più. In molti riconoscono infatti come il precursore del World Wide Web proprio la sua idea del “The Whole Earth Catalog”: pubblicazione nata per promuovere prodotti che potessero aiutare le persone a trovare una guida al proprio ambiente di vita, condividendo infine la propria esperienza. Un uomo che guarda avanti, quindi, interpellato anche da Hollywood quando serve un parere su film futuristici come Minority Report.

Stewart Brand è pragmatico e si limita a fotografare la realtà. Nel proprio discorso pone l’attenzione su cosa accade. Oggi la popolazione mondiale è di 6,8 miliardi, di cui 1,1 nei miliardi paesi civilizzati. Nel 2011 il 50% della popolazione vivrà nei centri urbani e ci si aspetta che la cifra salga al 61% nel 2030, tenendo presente che era al 3% nel 1800. Questo significa che i villaggi si stanno svuotando, mentre cresceranno le periferie degradate delle città, quelle che comunemente chiamiamo favelas o bidonville.

Stewart BrandStewart BrandStewart BrandStewart Brand

In ogni caso, la domanda di energia elettrica sarà sempre più elevata. Vediamo allora da dove si ricava ora. A livello mondiale il 66% circa dell’elettricità è prodotta da combustibili fossili, il 16% da impianti idroelettrici ed il 15% dal nucleare, il 3% da fonti rinnovabili.

Una delle fonti più pulite sembrerebbe l’energia solare. Chiaramente è necessario decidere dove installare i pannelli. Ebbene, si potrebbe immaginare di posizionarli nel deserto. Il deserto però non è una distesa sabbiosa come tanti immaginano, è piuttosto un microcosmo di organismi viventi, con flora e fauna uniche, in grado di resistere a climi estremi. Ebbene, è necessario usare quasi 130 km quadrati di suolo per produrre 1 GW (50 sq.miles). Parlando di superfici, i dati dell’eolico sono ancora più pesanti: quasi 650 km quadrati per 1 GW (250 sq.miles). Cifre che fanno riflettere, soprattutto pensando ai dati sull’aumento di popolazione appena visti. Difficile pensare come sia possibile usare solare ed eolico per supplire ai bisogni mondiali, tra l’altro senza aver toccato l’aspetto del dove posizionare gli impianti: come ben sappiamo in Italia basta ben poco per far nascere un “comitato del no”.

Una delle fonti fossili per la produzione di energia è il carbone. Ma quanto ne serve? Per avere un’idea un giorno di funzionamento di una centrale da 1GW necessita di 80 vagoni di carbone, dove un vagone può trasportare 100 tonnellate. In questo caso la centrale ogni giorno genererà 19000 tonnellate di CO2, senza contare scarti vari e polveri. Arriviamo quindi al paradosso che il più grande disastro nucleare mai avvenuto, Chernobyl, non sia stato così distruttivo come l’inquinamento che produciamo giornalmente.

Cosa fare delle scorie nucleari? Qui Stewart Brand gioca in casa, citando le 121 discariche nucleari degli Stati Uniti, ricavate anche da ex installazioni militari. E gli altri? Brand porta una serie di esempi di nuove centrali, con una in particolare che brucia essa stessa le scorie, oppure un’altra che non produce CO2 (per chi volesse approfondire l’argomento, uno dei modelli di centrale citata è la AP1000 di Westignhouse). Con la prospettiva che la fusione nucleare si avvicini sempre più.

La questione è chiara: Brand considera il nucleare come il minore dei mali. Se il problema numero uno è il clima, non si può che pensare all’energia nucleare. Forse non sarà la soluzione definitiva ma potrebbe essere l’unica per garantire energia a tutti, con un impatto ambientale minore rispetto alle altre tecnologie.

Brand conclude il proprio discorso con una considerazione. Si dice che gli ambientalisti degli anni ‘60 “amavano gli alberi”, quelli di oggi “amano gli alberi, ma ma anche il genoma”. Questo significa che bisogna essere meno romantici e più scientifici, e pensare che la scienza è sempre in evoluzione. Guardare 15 anni in avanti, e pensare come sarà il nostro mondo allora.

Dopo la conferenza, siamo riusciti a parlare brevwmente con Brand. Ci ha stupito che conoscesse la situazione in Italia, un Paese ai tempi all’avanguardia, ma che ora non ha più una tradizione di tecnici nucleari. Un paradosso infine, il fatto che Italia e Germania non utilizzino il nucleare, quando poi comprano energia dalla Francia.

A margine del post possiamo dire che siamo rimasti in contatto con Stewart Brand, ci piacerebbe che potesse nascere nei commenti una discussione interessante, e magari qualche domanda da girare direttamente a Brand. Cosa ne pensate?

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22 commenti

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  • ugo562

    13 gen 2011 - 19:42 - #1
    -1 punto
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    Non solo di nucleare si parla nel bel libro di Brand “Whole earth catalog” ma anche di altre questioni parimenti controverse come OGM e le megalopoli, che Brand vede come alternative realmente ecologiche spiegandone con efficacia i motivi…

  • Profilo di axe

    axe

    13 gen 2011 - 20:01 - #2
    2 punti
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    ci sono dei dati non chiari, se solo 1mld di persone vivono in paesi civili, vuol dire che la cina e l’india sono incivili ??
    Se ogni giorno una centrale a carbone consuma 8000 tn di carbone come và a produrne 19000 di polveri ?

  • toi33

    13 gen 2011 - 21:24 - #3
    0 punti
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    per axe:

    CO2 non e` una polvere bensi` una molecola, e dato il peso atomico abbastanza simile di C ed O credo che il numero si riferisca al fatte che per ogni atomo di carbonio bruciato si crei una molecola di anidride carbonica(peso di 1 C + peso di 2 O).

    Sono di fretta quindi se qualcuno trova un altra motivazione la leggo sta sera quando torno

    ciao

  • bv

    13 gen 2011 - 21:50 - #4
    1 punto
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    l’uranio per fare andare le centrali nucleari dove lo trovi!?

    invece per il fotovoltaico ci vorrebbe solamente una legge che obblighi ogni persona a installarlo sul proprio tetto.

  • toi33

    13 gen 2011 - 22:13 - #5
    -2 punti
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    vi prego, aiutatevi a diffondere almeno un po’ di cosette giuste:

    -il solare la notte non funziona
    -l’uranio durera` per minimo 200 anni (comprese evoluzioni future delle centrali)
    -fotovoltaico su tutti i tetti deframmenterebbe all’inverosimile la gestione.

  • Profilo di stellarvore

    stellarvore

    13 gen 2011 - 23:29 - #6
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    Eccola lì, che viene sempre fuori, l’ avversione alla libertà di decidere altrui… roba da regime totalitario!

  • Zoil

    14 gen 2011 - 00:28 - #7
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    Pare che l’argomento sia affrontato impostando la discussione in un’unica direzione. Più che pensare a come mantenere lo stesso tenore di vita, si potrebbe pensare al cambiamento e ad un nuovo concetto di sostenibilità.

    Sinceramente non so chi in futuro si accentrerà sempre di più nelle città, vista la probabile primaria necessità di trovare cibo (e non energia). Se avessi fame in mezzo ad una crisi economico/energetica, dirigerei il mio pensiero verso la campagna, dove nei momenti più critici i contadini erano quelli che soffrivano di meno la fame.

    In Italia, paese relativamente piccolo e variegato, le realtà rurali sono ancora abbastanza vicine (a parte le città più grandi) a differenza degli Stati Uniti, dove metropoli con infiniti sobborghi periferici sono completamente staccate da un’agricoltura peraltro completamente industriale e dipendente dal petrolio.

    Dare per scontato che una parte della popolazione mondiale debba mantenere in futuro lo stesso regime di consumi, non mi sembra una considerazione oggettiva, tantomeno ecologista. Appare molto più semplice e naturale un sereno ritorno alla campagna o in ogni caso, ad uno stile di vita meno energivoro.

  • toi33

    14 gen 2011 - 01:00 - #8
    0 punti
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    X zoil: il tuo punto di vista si puo` anche condividere ma non e` il ragionamento dei giorni nostri. Continuiamo a consumare sempre piu` e probabilmente sara` cosi` ancora per un po’ di anni Tanto vale scegliere la fonte migliore

  • Profilo di filippo-riccio

    filippo-riccio

    14 gen 2011 - 13:35 - #9
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    “Dare per scontato che una parte della popolazione mondiale debba mantenere in futuro lo stesso regime di consumi, non mi sembra una considerazione oggettiva, tantomeno ecologista. Appare molto più semplice e naturale un sereno ritorno alla campagna o in ogni caso, ad uno stile di vita meno energivoro.”

    E siamo alle solite, perché è evidente che invece la popolazione mondiale vuole continuare a mantenere lo stesso tenore di vita, anzi vuole aumentarlo, per cui non è affatto semplice e naturale il sereno ritorno alla campagna.

    Infatti il nostro tenore di vita dipende essenzialmente dalle risorse che impieghiamo consumiamo per mantenerlo.

  • Profilo di elfodellago

    elfodellago

    14 gen 2011 - 14:07 - #10
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    La Germania già oggi produce il 15% della propria energia da fonti rinnovabili, e ha l’obbiettivo di raggiungere il 45% nel 2030. Se questo è possibile in Germania perchè non può esserlo nel resto del mondo?
    Tornare ad un stile di vita meno consumistico e quindi meno inquinante dovrebbe essere l’obbiettivo di tutte le nazioni “sviluppate” magari iniziando a incentivare il ritorno alla vita fuori dalle metropoli, tramite sgravi fiscali ed incenti sulle produzioni agricole e sui negozi e le aziende che commerciano prodotti a km 0 e rispettosi dell’ambiente, non può bastare lasciare che il singolo sia dia da fare in proprio serve una spinta da parte di chi ci governa.

  • Profilo di filippo-riccio

    filippo-riccio

    14 gen 2011 - 15:31 - #11
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    “La Germania già oggi produce il 15% della propria energia da fonti rinnovabili, e ha l’obbiettivo di raggiungere il 45% nel 2030. Se questo è possibile in Germania perchè non può esserlo nel resto del mondo?”

    Nessuno dice che sia impossibile. Ma come produci il restante 55%?

  • Profilo di bramantino

    bramantino

    14 gen 2011 - 16:35 - #12
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    @Filippo-Riccio: E’ molto suggestiva l’immagine romantica e bucolica del ritorno alla campagna… Glielo spieghi tu ai poveracci che stanno nelle baraccopoli? Perchè è quello lo strato della popolazione mondiale a cui Brand fa riferimento, non certo al ceto medio che vede la campagna come luogo di vacanza in stile agriturismo…

  • Profilo di elfodellago

    elfodellago

    14 gen 2011 - 17:22 - #13
    1 punto
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    @bramantino Credo che quei poveracci che stanno nelle baraccopoli troverebbero da vivere più facilmente in campagna che in città, come dicevo appunto ci servirebbe l’iniziativa delle istituzioni, mettere a disposizione di chi ha necessità di sussistenza alloggi in aree verdi e terreni da coltivare, abito in campagna e so cosa significa coltivare e allevare animali ed i benefici che se ne ricavano. Libera l’associazione di don Ciotti porta avanti un progetto simile con l’aiuto di ragazzi e volontari, credo che facendo un giro tra le baraccopoli ad offrire un posto dove dormire ed il vitto in cambio di un impegno concreto tra la natura molti di quelli che oggi danno tanto fastidio ai borghesi cittadini troverebbero nuovi stimoli e una vita sana e dignitosa. P.S. quando apro l’agriturismo puoi venire a fare la tua vacanza romantica.

  • Profilo di elfodellago

    elfodellago

    14 gen 2011 - 17:29 - #14
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    @filippo-riccio ad oggi l’idroelettrico produce circa il 16% dell’energia mondiale, e siamo già al 61%, se ci aggiungiamo il 15% prodotto dalle centrali nucleari esistenti arriviamo al 76%, questo vuol dire che senza costruire nuove centrali si potrebbe portare la percentuale di energia prodotta da combustibile fossile dal 66% al 24% senza costruire nuovi centrali. Sarebbe già questo un grande risultato o sbaglio?

  • Profilo di filippo-riccio

    filippo-riccio

    14 gen 2011 - 19:04 - #15
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    @elfodellago
    Scusa, ma quel 45% non include già anche l’idroelettrico (trattandosi di una fonte rinnovabile)?
    Poi, dovresti tener conto che buona parte dei combustibili fossili viene utilizzata per bruciarla direttamente in veicoli e riscaldamenti, e infatti molti pensano che sarà necessario sostituire anche queste fonti con qualcosa di diverso (da cui lo sviluppo dell’auto elettrica). Il consumo di energia elettrica non potrà far altro che aumentare anche a consumi di energia totale immutati, se dovremo sostanzialmente rinunciare ai combustibili fossili. Questo implica che sarà necessario costruire nuove centrali non solo per sostituire quelle a combustibile ma anche per incrementare la produzione totale di energia elettrica.

    @bramantino
    Infatti io sono pienamente d’accordo con la necessità di sfruttare l’energia nucleare… e con l’idea che il ritorno alla campagna è un’assurdità.

  • Profilo di filippo-riccio

    filippo-riccio

    15 gen 2011 - 14:51 - #16
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    @fa-22-raptor

    Se è vero, vedremo presto le applicazioni industriali. Ma dovremmo vedere anche delle spiegazioni teoriche (il “segreto industriale” non ha senso sulle cose protette da brevetto che sono per definizione pubbliche). Come si fa ad usare senza preoccupazioni una macchina di cui non si sa come funziona?

  • Profilo di stellarvore

    stellarvore

    15 gen 2011 - 14:53 - #17
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    Vediam che ne viene fuori… di REALMENTE UTILIZZABILE.

  • Profilo di filippo-riccio

    filippo-riccio

    15 gen 2011 - 15:09 - #18
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    E comunque, dal brevetto si dovrebbe essere in grado di costruire una macchina che funziona, e quindi fare tutte le verifiche del caso. Se non ci si riesce… allora o la macchina non funziona o il brevetto non è valido! Per cui la domanda è… mi sembra di capire che il brevetto sia già stato pubblicato, qualcuno ha un link?

  • Profilo di tassinarimauro

    tassinarimauro

    15 gen 2011 - 20:17 - #19
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    1. Essere geni dell’informatica non significa esserlo in tutte le “materie”
    2. Sopra una certa età capita di non essere + completamente lucidi
    3. L’eolico (tradizionale) occupa pochissimo territorio: il terreno che lui definisce “occupato” dalle pale è utilizzabile.
    4. Miglioni di persone stipate nelle città? Che lavoro fanno? Cosa mangiano?
    5. Addirittura i pannelli solari nel deserto provocano dei danni alla fauna locale? Ne ho sentito abbastanza.

  • Profilo di occhioalleballe

    occhioalleballe

    27 gen 2011 - 22:23 - #20
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    Il Sig. Stewart ha indubbiamente fatto un ritratto del possibile e probabile stato futuro della fame energetica. Certo che mi pare pecchi un pò di presunzione nel pensare di chiudere ogni “speranza” sull’energia rinnovabile pulita solo sulla base di dati sterili riportati così. Un esempio lo si ha quando il Sig. Stewart discute su quanta superficie sarebbe necessaria per soddisfare le richieste energetiche con il fotovoltaico; sappiamo benissimo che attualmente il fotovoltaico è in una fase ancora acerba, tantè che il rendimento di questi sistemi oscilla al 12%. Ma tra 10 o 20 anni potremmo parlare di rendimenti quasi all’80 % se non di più, con costi molto probabilmente decuplicati per la produzione di pannelli. Le cose da questo punto di vista cambiano mi pare! Non parlo solo di fotovoltaico, ma di qualsiasi fonte possibile di energia naturale pulita e libera. Attualmente siamo in una società molto energivora anche perchè viviamo ancora in infrastrutture “colabrodo” ( non tutti per fortuna). Abbiamo elettrodomestici con tecnologie vecchie. Noi possiamo a mala pena vedere i lineamenti dello svilupo tecnologico tra 2 o 4 anni, ma tra 10 anni tantissimo di ciò che ci circonda sarà obsoleto e nemmeno lo immaginiamo. Mi fa più paura provare a capire come reagirà l’economia mondiale dato che arriverà al punto di non avere più la base dei combustibili fisici (come carbone petrolio uranio )su cui far girare tutto il sistema. Ma ci arriveremo perchè ottenere anche il 100% dell’energia necessaria al mondo da processi fisici naturali sarà possibile.

  • Profilo di robertok06

    robertok06

    28 gen 2011 - 16:45 - #21
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    @bv 13 gen 2011 - 20:50

    l’uranio per fare andare le centrali nucleari dove lo trovi!?

    invece per il fotovoltaico ci vorrebbe solamente una legge che obblighi ogni persona a installarlo sul proprio tetto.
    ———————-
    Ciao:
    1) L’uranio lo compri senza problemi. Considerata l’energia che genera, rispetto a gas e carbone e’ quasi gratis;
    2) Spero proprio che mi obblighino a installare sul tetto i pannelli FV necessari a coprire il consumo energetico della mia famiglia, 3 persone. Dato che si consuma, in media, 5000 kWh/procapite, dovrei installare l’equivalente di 15mila kWh di energia da FV, cioe’ circa 90 metri quadi di pannelli. Questo sarebbe sufficiente per coprire il consumo annuale… il problema e’ che d’inverno si produce fra 1/4 e un 1/3 dell’estate, quindi per essere sicuro di non rimanere al buio, dovrei installare 4 volte tanto. Domanda: chi paga da 90 a 360 m2 di pannelli?

    Continuate pure a sognare, la festa del FV sta rapidamente arrivando alla fine della sua corsa.

    Saluti,

    Roberto

  • Profilo di robertok06

    robertok06

    28 gen 2011 - 16:50 - #22
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    @tassinarimauro
    15 gen 2011 - 19:17

    4. Miglioni di persone stipate nelle città? Che lavoro fanno? Cosa mangiano?
    5. Addirittura i pannelli solari nel deserto provocano dei danni alla fauna locale? Ne ho sentito abbastanza.
    ———-
    Prova a fare una ricerca con “Ivanpah solar park”: troverai che c’e’ stata una feroce opposizione degli ambientalisti locali per la protezione di alcune specie animali (se non ricordo male delle tartarughe) che vivono sul sito di una gigantesca centrale solare, in California (o era New Mexico?… comunque, da quelle parti).

    Saluti,

    Roberto