Disastro ambientale a Fiume Santo: i danni sono più gravi del previsto

Olio combustibile in spiaggia

Appena pochi giorni fa parlavamo del disastro ambientale di Fiume Santo (nei pressi di Porto Torres in Sardegna), dove a causa di un guasto tecnico è stata riversata in mare una grossa quantità di olio combustibile. Il danno, come avevamo riportato nel precedente post, non sembrava però destare particolare preoccupazione dato che, facevano sapere i responsabili degli impianti, si era riusciti ad intervenire tempestivamente mettendo la situazione sotto controllo.

Ma a distanza di alcuni giorni ecco venir fuori la triste realtà: la quantità di prodotto riversata sarebbe infatti stata di gran lunga maggiore rispetto a quella prospettata in un primo momento. Che si sia trattato di occultamento di responsabilità o di errore di valutazione poco importa, dato che in questi ultimi giorni nel vicino litorale di Platamona sono stati segnalati alti livelli di inquinamento ed ingenti danni all’ecosistema.

I litri di olio combustibile riversati in mare a causa del cedimento delle tubature che trasportano l’olio stesso sarebbero perciò più numerosi rispetto a quelli ipotizzati in prima fase; la minaccia per gli equilibri naturali e per l'ambiente sembra quindi particolarmente grave. Per accelerare i tempi di ripulita si sono attivati intanto, oltre ad un folto gruppo di operatori di E.On (la società responsabile dell'accaduto), alcuni gruppi di volontari facenti parte di diverse associazioni e partiti locali.

La denuncia è unanime: si tratta di un problema estremamente sottovalutato a cui non è stata data alcuna importanza a livello nazionale. Per protesta i gruppi hanno realizzato nel litorale una balena costruita con sacchetti di plastica. Intanto analisi ambientali compiute fra ieri e stamattina daranno risposte maggiormente dettagliate circa l'entità del danno. Della questione vi terremo aggiornati.

Via | Lanuovasardegna.it
Foto | Flickr

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