
Non so se qualcuno di voi ricorda come le nonne e anche le mamme (dipende dall’età che avete) erano in grado riciclare gli abiti. Mi spiego, qualche anno fa i capi erano una sorta di investimento: un cappotto, una gonna o un abito non potevano mai essere dismessi definitivamente. Le stoffe e la confezione costavano e tanto; dunque oltre al classico passaggio dei capi dai fratelli maggiori ai minori, si reinventavano quelli che proprio non potevano essere passati.
Da un cappotto si ricavava una gonna; da una camicia si poteva ottenere una maglietta e così via. Oggi che necessità c’è di recuperare abiti e capi? Esiste per non sprecare. C’è chi dona gli abiti che non usa più e c’è con chi un capo a cui è particolarmente affezionato tenta la strada del riciclo reinventandolo.
In proposito nasce il corso di relook-up di Atelier del Riciclo (99 euro per 2 giorni di corso, il 29 e 30 gennaio a Milano, incluse le dispense) che insegna proprio a recuperare un abito. Per partecipare è necessario portare il capo che si desidera riciclare. Tra l’altro, sulla loro pagina su Fb ho letto che propongono il soggiorno, per chi viene da fuori Milano in B&B che accettano il baratto per tutto l’anno.
claudio_
21 gen 2011 - 09:50 - #1Le stoffe e la confezione costavano e tanto, poi e’ arrivata la moda di mettere i sacchetti della spesa (pl, pu, pvc…)
Una buona seta comasca viene, dopo tutti i passaggi, 500 euri al metro.
Adesso nessuno pretende che si compri solo Zegna, ma una volta era la minima qualita’ pretesa.
Oggi va di moda la plastica che fa puzzare
Oggi va di moda il decostruito: roba fatta da operai non specializzati cinesi che non riescono a cucire 2 pantaloni nella medesima maniera.
Oggi va di moda i cappelli fatti con la macchina dei jeans, in testa sembra una frittella.
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Con queste controparti anche solo il costo orario una maestra in grado di fare un pezzo unico senza sbagliare, perche’ e in questo che consiste il “relook” (altra nuova parola inutile) risulta costosissima…
keyem
08 feb 2011 - 03:07 - #2Due mie amiche lo fanno da una vita e loro mi hanno insegnato che con pochissimi trucchi e una vecchia macchina da cucito (anke della nonna) si posson far miracoli . Ovvio che i pezzi ‘ritoccati’ erano all’epoca dell’acquisto di ottima qualità , e quindi una volta invecchiati ancora in buono stato e vintage …