Mercato emissioni CO2 sospeso: è scattato l'allarme sicurezza sul sistema informatico

CO2Il mercato europeo delle emissioni di CO2 è sospeso per cause di sicurezza dopo che nei giorni scorsi c'è stato un furto informatico di quote di CO2 in Repubblica Ceca, Polonia, Grecia ed Estonia per una cifra totale di circa 28 milioni di euro (considerando che il prezzo della CO2 viaggia intorno ai 14 euro a tonnellata). Da qui la decisione: stop agli scambi di diritti di emissione almeno fino al momento in cui le autorità competenti riusciranno a determinare nuove misure di sicurezza.

Secondo i detrattori del sistema quanto è accaduto rappresenta un'ulteriore prova dei limiti di questo strumento; gli stessi infatti continuano a criticare da tanto tempo la reale efficacia del mercato di CO2 visto più come un giochino di quote d'aria che rimbalzano da un capo all'altro del continente capace di favorisce ingenti guadagni, che non come meccanismo utile in materia di miglioramenti ambientali. D'altro canto lo strumento vanta tanti sostenitori che ne rimarcano le sue potenzialità; lo scopo, ci dicono, è quello di incoraggiare le imprese dei settori più inquinanti a ridurre le proprie emissioni di gas a effetto serra creando un meccanismo virtuoso che alla lunga stimoli le aziende ad optare per l'installazione di tecnologie a basso impatto ambientale anziché indirizzarle all'acquisto di permessi di emissione.

Va quindi sottolineato che, dopo l'esempio europeo, altri Stati hanno recentemente deciso di dotarsi di meccanismi simili per il raggiungimento degli obiettivi del Protocollo do Kyoto. E voi cosa ne pensate? Credete che la creazione di questo sistema sia semplicemente diventato un modo per arricchirsi in nome dell'ambiente o rappresenti, al di là dell'inevitabile businnes, una spinta indispensabile per stimolare le imprese ad aver sempre un occhio di riguardo per l'ambiente?

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