I 5 segni dei cambiamenti climatici

Il picco del petrolio fa abbassare le emissioni di co2

Ok, se siete qui a leggere vuol dire che la questione cambiamenti climatici vi interessa e non poco, il che di questi tempi costituisce una notevole discriminante. Dunque, il 2010 è stato definito dal NOAA (National Oceanographic and Atmospheric Administration,) l'anno più caldo in assoluto.

I 5 segni climatici che potrebbero attestare il riscaldamento globale sarebbero:

più pioggia; più incendi; più uragani; più tornado, meno ghiaccio ai poli.

Discutibile? Si e no. Che qualcosa stia accadendo al clima è sotto gli occhi di tutti. Di cosa si tratti e in cosa si trasformi nessuno lo sa. E veniamo alla parte scientifica con Ugo Bardi, Presidente Aspo Italia che ha partecipato a Roma al convegno La Fine del mondo: istruzioni per l'uso che si è tenuto nel corso del Festival della scienza. Ebbene, spiega Bardi, quel rallentamento delle emissioni di CO2 tanto invocato e mai ottenuto in pratica da scelte politiche lungimiranti, si sta verificando a causa (o grazie, dipende dai punti di vista) della crisi globale e del picco del petrolio. Il che però, sembra non essere sufficiente a far raffreddare il Pianeta.

Bardi analizza gli interventi dei paleontologi Micheal Benton e Peter Ward e di Kjell Aleklett Presidente Aspo:

Dal punto di vista dei paleontologi, il cambiamento climatico è una minaccia terribile. Loro, che sono esperti di estinzioni di massa, vedono benissimo le somiglianze e capiscono benissimo come potremmo fare la fine dei dinosauri per gli stessi motivi, ovvero riscaldamento globale causato da un effetto serra incontrollato. Sia Benton che Ward non hanno dubbi sul fatto che stiamo distruggendo il pianeta con le nostre emissioni di CO2. Devo dire, però, che vedono la cosa con una certa filosofia. In fondo, tante specie sono esistite, tante sono scomparse, capiterà anche a noi; è nella natura delle cose.

Ma la questione sembra, evidentemente, non preoccupare troppo il mondo scientifico (non cito neanche la politica). Per capire perché conviene fare un passo indietro e andare al climategate e al fatto che tante informazioni sul clima siano state omesse, fuorviate, eclissate così da fornire agli scettici del clima l'ampio e fragile fianco da azzannare.

Da quel momento in poi i cambiamenti climatici hanno assunto un peso diverso nelle nostre vite, sono diventati qualcosa di meno importante e di urgente da affrontare. Lo spiega bene il documento "L'inchiesta sul Climategate", voluto dalla Global Warming Policy Foundation, segnalato da ClimateMonitor e tradotto da Maurizio Morabito (lo potete scaricare qui). Autore è il blogger Andrew Montford e l'amara considerazione che ne fa Morabito nella sua introduzione è questa:

La scienza del riscaldamento globale antropogenico (AGW) è in agonia, così ridotta da quei ‘pasdaran del clima’ che ne hanno fatto un feticcio ideologico, spingendosi a tramare dietro le quinte per difenderne a tutti i costi i dogmi. Proprio alcuni dei personaggi più importanti hanno commesso il peccato più grande: si sono fatti ‘scoprire’ quando qualcuno (uno di loro?) ha deciso di distribuire via internet, nel Novembre 2009, un ‘tesoretto’ di documenti ed email riguardo l’Unità per la Ricerca Climatica (CRU) dell’Università dell’East Anglia (UEA). Documenti e messaggi il cui contenuto è adesso noto come ‘lo scandalo del Climategate’.

Sarebbe opportuno, allora che la scienza riprendesse a fare sil suo mestiere: indagare, scoprire e conoscere. penso che solo in questo caso al Pianeta restino delle chanches.

Foto | Effetto Cassandra

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