Sardegna, il carico di rifiuti radioattivi di Portovesme restituito a Brescia

Portovesme

Saranno restituiti al mittente i due container contenenti fumi di acciaieria risultati anche radioattivi. I fumi della Alfa Acciai di San Poli, così come disposto oggi dal Prefetto di Cagliari torneranno a casa dopo essere stati è oggetto delle indagini della magistratura.

In merito sono state aperti due fascicoli d'inchiesta dopo le ispezioni dei Carabinieri del Noe di Cagliari e dell'Arpas avvenute la scorsa settimana, quando il portale radiometrico della Portovesme a Cagliari suonò l'allarme radioattivo al passaggio di due container (su tre) contenenti 70 tonnellate di fumi di acciaieria.

Ricostruisce così La nuova Sardegna:

I tre Tir contenenti il carico radioattivo, destinato ad alimentare i forni Waeltz della Portovesme Srl, sono stati intanto parcheggiati in una zona appartata dello stabilimento. Il portale radiometrico della fabbrica che produce piombo e zinco venerdì sera è impazzito improvvisamente quando la prima motrice ha superato la barra del portale di controllo installato sei anni fa per garantire alla Portovesme Srl materie prime non radioattive. Quando la prima motrice è entrata a velocità moderata nell’area di controllo, il videoterminale ha mostrato un grafico con traiettorie anomale ed è subito scattato l’allarme.


Sebbene la visione dei bresciani sia più morbida, restano le preoccupazioni dei comitati cittadini che invece esprimono allarme e paura . Come si legge in un comunicato congiunto di Associazione Sardegna Libera (Portoscuso), Associazione Adiquas (Nuraxi Figus), Comitato Carlofortini Preoccupati (Isola di San Pietro) e Movimento Carlofortino:

Ancora una volta l'area di Portovesme sale agli onori della cronaca per traffico illecito di rifiuti. La notizia dei tre camion carichi di fumi di acciaieria radioattivi bloccato alla Portovesme Srl è solo l'ultima, in ordine di tempo, di altri carichi destinati ad essere smaltiti presumibilmente in quell'impianto. Vogliamo ricordare che già nel 2007 altri due camion furono bloccati a Genova e molto probabilmente erano destinati per essere smaltiti a Portovesme, e ancora un altro tir radioattivo nei mesi scorsi diretto presumibilmente in Sardegna è ancora fermo al porto di Genova.
Ci chiediamo come mai il carico di 70 tonnellate sia passato indenne ai tre precedenti controlli? L' allarme non è scattato all'uscita dei mezzi dall’acciaieria bresciana (che per legge è dotata degli stessi impianti di monitoraggio) e come sia possibile che le scorie radioattive, contaminate di cesio 137, non siano state intercettate né al porto di Genova (come successo nell'ottobre 2007 con un carico proveniente dalle Acciaierie Venete di Sarezzo e diretto alla Portovesme srl) né al porto-canale di Cagliari, dove è sbarcato il carico.

E' assurdo che il portale radiometrico che dovrebbe intercettare la radioattività è gestito dalla stessa Portovesme srl e non è collegato a nessun ente pubblico né Asl né Arpas.

Le Associazioni e comitati scriventi chiedono:
che il portale radiometrico passi immediatamente al controllo di enti pubblici e per fugare ogni dubbio gli stessi enti effettuino controlli radiometrici su tutte le discariche presenti sul territorio. Considerando che la suddetta azienda è indagata per traffico e smaltimento illegale di rifiuti tossici cosa aspettano gli enti pubblici preposti al controllo, le autorità locali, amministrazioni comunali, provinciali e regionali a schierarsi doverosamente dalla parte della tutela del territorio e della salute della popolazione, che inerme subisce le sorti di un disastro ambientale e sanitario che è ormai sotto gli occhi di tutti?

Via | Comunicato stampa, Brescia Oggi, la Nuova Sardegna, Notizie Tiscali, Gruppo d'intervento giuridico
Foto | Gruppo d'intervento giuridico

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