
L’energia nucleare costa poco. Questo è uno dei leit-motiv degli spin doctor e degli astroturfer del nucleare: sostenere che costruire nuove centrali nucleari nel nostro Paese non solo è buono e giusto ma è anche economico. Obiettivo: prendere gli italiani per il portafoglio e fargli svanire così ogni terrore in merito alle radiazioni nucleari.
Scrive Edo Ronchi (ex ministro per l’Ambiente e ex senatore, attualmente presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile NdR) nell’articolo Prezzi atomici su Quale energia sullo sproposito dei costi del nucleare:
Il programma nucleare proposto dal Governo italiano prevede la costruzione, entro il 2030, di centrali per una potenza complessiva di 13.000 MWe in grado di coprire, entro quella data, il 25% del consumo nazionale di elettricità, facendo scendere la quota di elettricità prodotta con combustibili fossili dall’attuale 80% al 50% (e facendo crescere poco le rinnovabili, dal 20% al 25% nel 2030). Quindi affinché il nucleare italiano possa consentire «di fornire elettricità a prezzi più convenienti» dovrebbe costare meno dell’elettricità che il piano del Governo prevede che sarà sostituita con il nucleare: quella prodotta con centrali a gas o a carbone.
In fondo, non si dice che per i soldi si farebbe tutto? Deve essere questa, evidentemente, la tesi sposata dai pro-nucleare che li ha convinti a far girare cifre, conti, numeri, che per la verità possono essere letti in diversi modi. Sappiamo che la matematica non è un opinione, ma sappiamo pure che i bilanci invece sono molto opinabili. Per cui dopo il salto i conti che fa Ronchi.
Scrive Ronchi:
Il costo medio attualizzato dell’energia elettrica prodotta dalle nuove centrali nucleari nei sette studi citati risulta pari a 72,8 Euro/MWh, simile al valore del range della NEA (agenzia per l’energia nucleare) dell’OCSE, calcolato con un costo del capitale pari al 10% (il minimo per investimenti rischiosi come questi, con rientri differiti di molti anni). Questa comparazione porta a una prima conclusione: gli studi internazionali citati indicano, mediamente, un costo dell’elettricità, prodotta dalle nuove centrali nucleari, del 20% più alto di quello stimato dal Governo italiano (60 Euro/MWh).
Fa riferimento Ronchi a sette studi realizzati da: Ufficio del Budget del Congresso degli USA, Commissione europea, Camera dei Lord, dal DOE Amministrazione USA, EPRI Palo Alto, MIT e Moody’s. Da questi studi la Fondazione per lo sviluppo sostenibile di cui Ronchi è presidente ha ricavato una ricerca comparativa, pubblicata qui.
Ma dov’è che i conti proprio non tornano? Semplicemente, spiega Ronchi i conti li fanno, i pro-nuclearisti, su energia elettrica prodotta da centrali nucleari in attività da anni e non su centrali da costruire ex-novo. Anzi, aggiunge, le lungaggini burocratiche, gli incidenti di percorso (Olkiluoto docet) e una serie di variabili che andrebbero sotto la voce varianti. Ma nel frattempo anche lo scenario del fabbisogno energetico sarà mutato.
Scrive Edo Ronchi:
C’è, inoltre, un fattore, ignorato dai fautori del nuovo programma nucleare italiano, che ha implicazioni rilevanti per gli investimenti richiesti: il nuovo scenario della domanda e dell’offerta di energia elettrica in Italia. Vale la pena di notare che, nell’ipotesi di costo del capitale al 10%, anche includendo i costi della CO2, nello steso studio della NEA, il nucleare resta più caro (98,75 $/MWh) sia del gas (92,11 $/MWh) sia del carbone (80,06 $/MWh). Sarebbe, comunque, più corretto fare questo confronto anche con altre possibilità, diverse dal nucleare, per ridurre le emissioni di CO2.
Foto | Flickr
_Giacomo_
01 mar 2011 - 16:57 - #1Ah beh se lo dice Ronchi……..!
ahahahahahahaha
go-seo
01 mar 2011 - 16:59 - #2ora aspetto gli stessi conti rivisti e corretti dal team pro nuke, forza ragazzi non vediamo l’ora di vedere i vostri numeri positivi! :) (mi raccomando non fate come l’altra volta che avete lasciato fuori i conti dello smaltimento e chiusura delle centrali dopo la loro vita media)
_Giacomo_
01 mar 2011 - 17:16 - #3@go-seo
Certo che ripetere,ripetere e ripetere le stesse cose all’infinito…..
mah!
Simondel
01 mar 2011 - 17:41 - #4Come sempre, saranno DOE / MIT / UE etc. a raccontare balle sui costi, che sono invece calcolati perfettamente dal governo italiano…
Pensare poi che questi calcoli sono affidati a personaggi del calibro di (prima) Scajola e poi Romani, beh… il cerchio si chiude.
peppe p
01 mar 2011 - 17:42 - #5visto che lo studio NEA citato è questo
http://www.iea.org/Textbase/npsum/ElecCost2010SUM.pdf
da dove li hanno presi i numeri? non corrispondono minimamente.
la NEA considera poi lo scenario al 5%, indi il 10% non è il minimo del tasso di sconto per questi investimenti ma è il massimo considerato. l’impianto è considerato interamente finanziato e senza soldi propri.
che prezzo della Co2 è stato poi considerato?
per il costo totale del nucleare, in belgio hanno calcolato per il loro nucleare:
In May 2010, CREG estimated the cost of producing electricity from Belgian nuclear power plants as 1.7-2.1 Euro cents/kWh, including fuel cycle, operating, depreciation, and provisions for decommissioning and waste management. This compared with the forward market price of 6 ¢/kWh and the market price for green energy certificates at 8.8-10.7 ¢/kWh.
peppe p
01 mar 2011 - 17:45 - #6il MIT, nel loro studio del 2009 ha dato alcune fra le più alte valutazioni del nucleare degli ultimi anni. ha messo però tasso di interesse al nucleare del 10% (le altre al 7.8%) e nessuna carbontax.
anche solo mettendo una infima carbontax (solo 25$/t, molti dicono che si deve andare ad oltre 50 per avere qualche effetto) e si mette lo stesso tasso di sconto, la situazione è capovolta.
tels
01 mar 2011 - 17:49 - #7anche fosse, io sono disposto anche a pagare uguale a prima ma avere una fonte energetica in piu`.
Vedasi petrolio in questi giorni o gas dalla russia..
L’uranio e` presente in modo molto piu` uniforme sul pianeta RISPETTO ai tradizionali combustibili
gbettanini
01 mar 2011 - 19:05 - #8Beh, possiamo vedere che il trend del costo del nucleare è in calo, solo un annetto fa Greenpeace dava il costo del kWh nucleare a 14 c€/kWh (vedi link), adesso Ronchi lo dà a 7 c€/kWh…. Tutto sommato un’ ottima notizia: siamo tornati a parlare di valori ragionevoli!
http://www.ecoblog.it/post/9151/bolletta-nucleare-costi-stellari-azione-di-greenpeace-su-flickr
P.S. E i costi di Ronchi comunque comprendono sia il decommissioning della centrale che la chiusura del ciclo del combustibile (tradotto: la sistemazione delle scorie).
robertok06
01 mar 2011 - 20:08 - #9Salve:
a proposito del gas naturale che Ronchi sembra preferire al nucleare… suggerisco allo stesso Ronchi di leggersi l’articolo apparso sul NY Times di ieri, a proposito dell’inquinamento selvaggio causato dalla “moda” USA di estrarre gas naturale iniettando enormi quantita’ d’acqua sotto pressione e fratturando le rocce (shale gas)…. moda che e’ l’unica ragione per la quale i progetti di nuovo nucleare non decollano negli USA.
Buona lettura, caro Ronchi:
“February 26, 2011
Regulation Lax as Gas Wells’ Tainted Water Hits Rivers
By IAN URBINA
…
Little Testing for Radioactivity
Under federal law, testing for radioactivity in drinking water is required only at drinking-water plants. But federal and state regulators have given nearly all drinking-water intake facilities in Pennsylvania permission to test only once every six or nine years.
The Times reviewed data from more than 65 intake plants downstream from some of the busiest drilling regions in the state. Not one has tested for radioactivity since 2008, and most have not tested since at least 2005, before most of the drilling waste was being produced.
And in 2009 and 2010, public sewage treatment plants directly upstream from some of these drinking-water intake facilities accepted wastewater that contained radioactivity levels as high as 2,122 times the drinking-water standard. But most sewage plants are not required to monitor for radioactive elements in the water they discharge. So there is virtually no data on such contaminants as water leaves these plants. Regulators and gas producers have repeatedly said that the waste is not a threat because it is so diluted in rivers or by treatment plants. But industry and federal research cast doubt on those statements.
A confidential industry study from 1990, conducted for the American Petroleum Institute, concluded that “using conservative assumptions,” radium in drilling wastewater dumped off the Louisiana coast posed “potentially significant risks” of cancer for people who eat fish from those waters regularly.
….”
Saluti,
Roberto
Saluti,
Roberto
greenterrorist
02 mar 2011 - 10:28 - #10Proposta:
Fare una cordata per costruire centrali nucleari senza intervento economico dello stato (dato che è conveniente di sicuro i privati ci si butteranno a capofitto).
Incentivi per rendere autonomi e produrre energia per case unifamiliari e condomini.
Saluti
Paolo
gbettanini
02 mar 2011 - 10:49 - #11@ Paolo
Per curiosità come renderesti autonomo energeticamente un condominio?
filippo-riccio
02 mar 2011 - 11:08 - #12@greenterrorist
L’unico motivo per cui i privati sono “restii” ad investire nell’energia nucleare in Italia è che da qui a 5 anni non si sa se qualche politico si sognerà o meno di vietare le centrali nucleari.
greenterrorist
02 mar 2011 - 12:33 - #13@gbettanini
Schoenau insegna.
Basta far capire (se si vuole) alla gente che si può fare da soli.
Tu vuoi far capire?
gbettanini
02 mar 2011 - 12:41 - #14@ Paolo
Ok, mi spieghi in poche parole come si rende autonomo energeticamente un condominio di Schoenau?
greenterrorist
02 mar 2011 - 13:36 - #15@gbettanini
Con i soldi.