Quando il ripopolamento è irrazionale. Un bando per portare in Cilento la lepre sudamericana. Ma non si doveva salvare la Lepre Italica?

Nonostante sia presente praticamente da sempre sul nostro territorio, la lepre italica non è famosa quanto meriterebbe e ovunque si moltiplicano le minacce alla sua sopravvivenza. Considerata specie vulnerabile dalla Iucn, gravemente decimata dalla riduzione dell'habitat e, specialmente, dall' '"attività" venatoria e dalla introduzione dell'invasiva e molto più grossa lepre europea, la nostra Lepus corsicanus è al centro di alcune importanti iniziative per salvarla e per conoscerla più da vicino. Tra queste una delle più importanti è certamente quella posta in essere all'interno del parco del Cilento e del vallo di Diano.

In questo contesto, "impavidi" e preparati veterinari stanno cercando di preservare questa specie immagazzinando quante pià informazioni possibile sulle sue abitudini di vita. Vita, peraltro, abbastanza solitaria e ritirata. Eppure alla lepre italica, specie endemica e da preservare, non è ancora tributata la giusta attenzione soprattutto da parte delle amminstrazioni pubbliche se è vero, come apparso in un recente bando della Provincia di Salerno che i soldi che potrebbero essere fruttuosamente spesi per tutelare questo animale vengono inspiegabilmente "gettati" nell'introduzione, probabilmente a fini venatori, di un'altra lepre, quella sudamericana.

Al di là dell'oggettiva difficoltà a capire una simile iniziativa, gli esperti sostengono che il nuovo leporide che dovrebbe essere catapultato, suo malgrado, entro i confini del Parco del Cilento solo con estrema difficoltà potrebbe adattarsi al nuovo habitat. E i costi economici, in ogni caso, sarebbero esorbitanti. Inoltre, esso potrebbe davvero scongiurare il declino della specie autoctona come alcuni sostengono? Certamente no. In compenso, iniziative di tal fatta impediscono, o quanto meno ritardano, l'adozione di misure gestionali realmente efficaci a tutela della biodiversità in cui, purtroppo, il fattore "tempo" è un dato essenziale. L'iniziativa della provincia di Salerno, comunque, non è isolata. Un'altra similare, infatti, è già stata proposta nella provincia di Cosenza . Ma quando smetteremo di perder tempo e di attivarci, realmente, per la protezione delle specie?

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