Fotovoltaico, è guerra per incentivi e bollette tra il Ministro Romani e il Ministro Prestigiacomo

paolo romani Ieri Stefania Prestigiacomo, ministro per l'Ambiente dichiarava che gli incentivi al fotovoltaico non si toccano e che non sarà neanche preso in considerazione il tetto da 8000 MW. Anzi ha difeso gli incentivi in bolletta definendoli i meno cari in Europa (si si avete letto bene) dichiarando:

E va chiarito che la bolletta energetica degli italiani non è più elevata che altrove per gli incentivi alle rinnovabili. Gli incentivi per il solare pesano sulla bolletta meno che il Cip 6 ed il decomissioning nucleare. In Germania gli incentivi per le rinnovabili arrivano ad incidere sulla bolletta fino al 10% da noi fra il 3 e il 5%. Le rinnovabili e tutta la filiera che ruota attorno allo sviluppo sostenibile sono già oggi una realtà produttiva e occupazionale che da lavoro a decine di migliaia di addetti, ma sono soprattutto la scommessa sul futuro che l’Italia non può perdere. Andremo avanti con le rinnovabili e andremo avanti col nucleare. Non c’è contrapposizione: l’Italia ha bisogno di entrambe queste fonti di energia se vuole un futuro di sviluppo sostenibile.

Paolo Romani ministro per lo Sviluppo e sostenitore del decreto taglia incentivi alle rinnovabili invece le ha risposto oggi dagli studi di UnoMattina su RaiUno dichiarando:

Siamo sicuri di voler spendere 35 miliardi per fabbricare 8 mila MW di fotovoltaico? E' una decisione di carattere politico, possiamo decidere che questo sia l'obiettivo del Paese. A me interessa stabilire il principio che tutti i cittadini italiani debbano essere consapevoli di questo costo. Oggi ci sarà una riunione con gli altri ministri, la ministra Prestigiacomo, con il ministro Galan, per decidere complessivamente i provvedimenti che porteremo domani in consiglio dei ministri e io penso che troveremo sicuramente un'intesa.
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