Qualche settimana fa su Ecoblog parlammo dei presunti problemi ambientali e di salute derivanti dalle esercitazioni militari del Poligono militare di Quirra in Sardegna. In quell’occasione non si fecero attendere le feroci polemiche da parte di alcuni lettori che giudicavano prive di fondamento quelle notizie. Ora, al di là di tutto e memore della promessa fatta di continuare a seguire la vicenda con attenzione, vorrei riportarvi quanto accaduto in questi ultimi giorni a Quirra.
La Procura della Repubblica di Lanusei infatti, per fare luce sui casi di tumore e malformazione degli animali nelle zone adiacenti il Poligono militare, ha deciso di conferire un incarico a degli esperti dell’Enea che dovranno accertare, entro un mese, se effettivamente vi è pericolo grave per la salute pubblica e per lo svolgimento contemporaneo dell’attività di pastorizia e militare. Intanto, sempre per dovere di cronaca, proseguono gli accertamenti per capire se nelle casse rinvenute nei giorni scorsi in vari depositi del Poligono vi sia la presenza o meno (così come si sospetta) di uranio arricchito.
Per la prima volta nella lunga storia del Poligono è partito quindi un conto alla rovescia dai risvolti in certo senso storici: infatti se i risultati tra le attività militari e quelle di allevamento dovessero dimostrarsi incompatibili, il futuro del Poligono sarebbe messo seriamente a rischio. Di certo, qualsiasi sarà il risultato, non mancheranno le polemiche dato che la popolazione vive oggi divisa fra chi difende il Poligono per mantenere il proprio posto di lavoro e chi invece ha paura per la propria salute.
Fra poco meno di un mese avremo risposte più certe; ciò che si spera è che le indagini vengano svolte nella trasparenza più assoluta e soprattutto gli interessi del territorio prevalgano, ovviamente, su quelli economici.
Via | Unionesarda.it
Foto | Flickr
gbettanini
02 mar 2011 - 19:11 - #1Consulenza gratuita: anche senza disturbare le ricercatrici dell’ENEA ve lo dico io: di uranio ARRICCHITO sicuramente lì non ce n’è traccia.
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E comunque l’uranio che puoi trovare in una cassa non è pericoloso, l’uranio è un debole emettitore alfa, è pericoloso solo inalato e quindi solo se utilizzato in proiettili che all’impatto si polverizzano, quindi eventuali problemi potrebbero essere nell’area del poligono e solo se sono stati utilizzati proiettili con un penetratore d’uranio.
L’uranio contenuto in una cassetta invece non può causare malattie di nessun tipo….. infatti si parla di misurazioni di radiazioni (immagino gamma)di 5 volte superiori alla norma, radiazioni così basse non avrebbero conseguenze per la salute neppure a dormirci sopra 8h al giorno. Se si sono ammalati dei militari bisognerebbe invece analizzare tutte le schifezze chimiche che possono trovarsi o che sono transitate in quei magazzini.
greeder
02 mar 2011 - 21:26 - #2L’uranio non è assolutamente pericoloso per la salute. Sono stati fatti numerosi studi che hanno dimostrato l’inoquità di questo metallo. Anche se inalato risulta meno nocivo del piombo che esce dalle marmitte delle auto. Anche ingerito l’uranio è facilmente smaltito dall’organismo.
Alter_Ego_bannato_di_passaggio
02 mar 2011 - 22:57 - #3Inoquita’???
gbettanini
02 mar 2011 - 23:10 - #4@ Alter
Finto nuclearista (quindi vuole passare per ignorante) ma la cosa divertente è che gli anti-nuclearisti non hanno ancora colto la sfumatura e se lo incarnano ogni volta.
robyl
03 mar 2011 - 11:58 - #5l’uranio nelle sue 3 componenti (isotopi) se prevale u238 come si dice non è arricchito ma impoverito. o no?
in questi giorni sarà chiarito il contenuto delle casse poi ne discuteremo.
chi vi ha criticato la scorsa volta non è a favore del posto di lavoro contro la salute, ma è per la verità.
Visitate quirra.net
monossido
03 mar 2011 - 13:03 - #6Non conosco la situazione del poligono.
Non sono nemmeno esperto di uranio impoverito.
Ma qui nei commenti si dice praticamente che sarebbe innoquo, pazzesco, una ricerca di 2 minuti in 2 siti mi ha fornito dati più accurati, per fortuna che esiste internet.
http://it.wikipedia.org/wiki/Uranio_impoverito
http://www.onuitalia.it/peacekeeping/disarmo/UNICVOLILARIAERCOLANO.html
gbettanini
03 mar 2011 - 14:25 - #7@monossido
Non è innocuo ma emette pochissime radiazioni beta e gamma, quindi starci vicino non comporta particolari problemi. Se invece si inala o si ingerisce (quindi se è polverizzato) è molto pericoloso in quanto emettitore alfa.
tassinarimauro
03 mar 2011 - 14:51 - #8Stando a Wikipedia l’uranio impoverito non è pericoloso… Finché non viene fatto esplodere.
Quindi se al poligono si limitano a collezionare proiettili senza poi usarli non ci sono rischi.
Nell’eventualità (Ironico) che facciano esplodere qualche colpo sono guai.
fabiop
03 mar 2011 - 18:37 - #9Ragazzi infatti gli effetti nocivi da attribuirsi all’utilizzo di proiettili con uranio impoverito nel poligono di tiro non derivano dal fatto di contenere uranio (e quindi tutto il discorso che ne deriva sulla radioattività). Si pensava questo qualche tempo fa (per forza, è la prima cosa che può venire in mente) ma oggi le evidenze scientifiche indicano altre strade.
Il punto è un altro, cioè la formazione di micro e nanoparticolato in seguito all’impatto del proiettile con il bersaglio. Impatto che, parlando di proiettili all’uranio impoverito, è unico nel suo genere perchè produce temperature elevatissime polverizzando facilmente il bersaglio. In seguito all’esplosione e all’enorme calore, vengono prodotte polveri che, se respirate, non è detto che vengano espulse dall’organismo.
Anzi, esistono parecchie evidenze scientifiche che indicano il contrario. L’organismo può non riuscire ad eliminare il particolato. Le polveri grossolane si fermano nei polmoni, bronchi e bronchioli, presumibilmente per sempre (magari le polveri che si fermano nella trachea possono essere espulse con la tosse), mentre le polveri più piccole passano nel circolo sanguigno e da lì possono andare ovunque, in qualunque organo (reni, fegato, cervello, testicoli ecc.) e fermarsi in qualche posto per sempre.
Sono stati analizzati tessuti patologici di diversi soldati affetti da sindrome dei balcani e sindrome del golfo (guerre che hanno visto largo uso di proiettili all’U.I.) riscontrando la presenza di particolato. Particolato che, tra l’altro, non contiene quasi mai l’uranio del proiettile (a dimostrare che non è direttamente questo elemento la causa dei mali) ma di fatto gli elementi prima contenuti nel bersaglio… ovvero i più disparati. Per esempio metalli di vario tipo, e questo può trovare spiegazione nel fatto che i proiettili all’U.I. vengono spesso utilizzati proprio contro bersagli corazzati, resistenti ai normali proiettili.
Argomenti di grande studio sono i meccanismi che guidano l’interazione dei piccoli corpi intrusi con i tessuti biologici e i danni eventuali che possono arrecare. Di certo non fanno bene. Altrettanto certo è che la natura non ha previsto la loro presenza all’interno dell’organismo. E’ risaputo, in medicina, che un corpo estraneo (anche inerte chimicamente) innesca processi infiammatori cronici e questi, alla lunga, sembrano facilitare l’insorgere di tumori, linfomi e patologie varie.
Serve ancora tanta ricerca. Inutile nascondere che si tratta di ricerca scomoda, perchè non è una ricerca volta ad aprire le porte del mercato a un nuovo farmaco di una potente casa farmaceutica… è, in altre parole, una ricerca che non fa guadagnare nessuno. Darebbe forse un po’ di giustizia ai soldati. Servirebbe uno studio epidemiologico davvero approfondito e completo, tante cose devono essere comprese. Di certo esistono evidenze scientifiche che indicano una strada da percorrere, ignorare tutto sarebbe un grosso errore.
zakkardik
03 mar 2011 - 19:22 - #10Finalmente un commento intelligente.
fabiop
04 mar 2011 - 13:42 - #11te ne sono grato zakkardik