Clima: controllare le emissioni di Co2 studiando le conquiste di Gengis Khan

gengis khan l'ecologista

Uno sterminatore di popolazioni come Gengis Khan, passato alla storia come grande conquistatore, sta aprendo nuovi scenari in merito al controllo delle emissioni di CO2. In sostanza, per completare le conquiste dei territori ha sterminato intere popolazioni. Più della peste o Morte nera. Il che ha portato a un abbattimento di emissioni di CO2 nell'atmosfera pari a 700milioni di tonnellate. Al risultato è giunto un gruppo di scienziati della Carnegie Institution department of global ecology di Washington che ha voluto quantificare l'influenza degli esseri umani su ambiente e clima.

La ricerca (l'abstract lo trovate qui) condotta da Julia Pongratz , l'ha ripresa il Corriere della Sera (scienze, pag.39, 1 marzo 2011) purtroppo non mettendo in luce a sufficienza, l'interesse dei risultati. La presentava anche Wired qui.

Ebbene, la scienziata con i colleghi meteorologi del Max Planck Institute in Germania e con l'esperto di ecologia globale Ken Caldeira della Carnegie, ha compilato una dettagliata ricostruzione della copertura globale del suolo nel periodo di tempo che va dall' 800 dC a oggi. Pongratz ha analizzato quattro grandi eventi in cui sono state spopolate grandi regioni: le invasioni mongole in Asia (1200-1380), la peste nera in Europa (1347-1400), la conquista delle Americhe (1519-1700), e la caduta della dinastia Ming in Cina (1600-1650). Poi ha lavorato di sottrazione analizzando attraverso la ricostruzione della vegetazione quanto le attività umane avevano ridotto le foreste e quanto queste sono ricresciute dopo i vari eventi distruttori. In sostanza anche senza carbone e petrolio si verificava che con la massiccia presenza di esseri umani diminuivano le foreste e più aumentavano le emissioni di Co2.

Spiega Julia Pongratz a capo della ricerca:

E' un errore comune pensare che che l'impatto umano sul clima abbia avuto inizio con la combustione su larga scala del carbone e del petrolio in epoca industriale. In realtà, l'uomo ha cominciato a influenzare l'ambiente già migliaia di anni fa, quando ha iniziato a eliminare le foreste per favorire l'agricoltura.

Ovviamente la soluzione non consiste nello sterminio degli esseri umani per consentire alle foreste di ripopolarsi ma secondo la Pongratz i risultati del suo studio servono a capire come bilanciare la presenza di esseri umani con la presenza di foreste. Se in passato, dunque, l'umanità ha influenzato inconsapevolmente il clima e il ciclo del carbonio oggi, può prendere delle decisioni consapevoli in merito.

Conclude la Pongratz:

Sulla base delle conoscenze che abbiamo acquisito dal passato, siamo ora in grado di prendere decisioni in merito all'uso del territorio che diminuiranno il nostro impatto sul clima e ciclo del carbonio.

Via | DailyGalaxy
Foto | Lovehkfilm

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