Ogni anno, nel nostro Paese, circa 500 km quadrati di territorio - prevalentemente agricolo- sarebbero sacrificati alla causa del cemento senza tuttavia apportare benefici a quanti sono ancora senza una casa. La fotografia riportata è agghiacciante: il Bel Paese sarebbe compresso tra abusivismo edilizio e abbrutimento estetico e sociale; problematiche di ordine idrogeologico sempre più urgenti e oltre 200.000 famiglie in emergenza abitativa. Eppure, sarebbero 4 milioni le case sorte negli ultimi 15 anni nelle principali città italiane. Peccato, che quelle sfitte, spesso in aree centrali siano almeno 1 milione. Il mercato edilizio sentitamente ringrazia…
E’ questo lo scenario emerso nell’ambito della presentazine del Rapporto Ambiente Italia 2011, realizzato a cura di Duccio Bianchi e Edoardo Zanchini con la collaborazione di Legambiente. La Regione più colpita della cementificazione del suolo è la Lombardia (con una percentuale di aree artificiali sulla superficie complessiva pari al 14% ) seguita dal Veneto (11%) , dalla Campania (10,7%), dal Lazio e dall’Emilia Romagna (9%). Mentre Roma detiene il primato delle case vuote (245.142) pur lamentando un aumento della superficie urbanizzata pari al 12% in 15 anni! E il tutto, senza un’adeguata crescita dei servizi e dei trasporti urbani nelle aree più periferiche.
Inevitabile il richiamo ad una coscienza civica ed ambientale diffusa o, più precisamente, commenta il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza:
urgono precise normative di tutela e con limiti alla crescita urbana, ma anche con la realizzazione di edilizia pubblica per chi ne ha veramente bisogno e interventi di riqualificazione e densificazione urbana, fermando così la speculazione ediliziafronte dell’efficienza energetica e del contenimento delle emissioni. Se, secondo i dati 2009, l’Europa conseguirà nel suo insieme gli obiettivi di Kyoto e quelli di riduzione del 20% delle emissioni entro il 2020, l’Italia corre il rischio di essere l’unico paese europeo che non raggiungerà gli stessi traguardi.
Via | Legambiente
Foto | Flickr
Zuzzo
08 mar 2011 - 10:40 - #1Beh dai, dopo aver sepolto nel cemento il corrispondente di umbria e lazio negli ultimi 15 anni, finalmente qualcuno del mainstream se n’è accorto. ^_^
Ora il prossimo passo è che si accorgano di come i comuni abbiano permesso la cementificazione selvaggia per far cassa con gli oneri di urbanizzazione e di come la maggior parte dei costruttori di cubi di cemento siano imprenditori coi soldi prestati dalle banche, che non riuscendo a vendere le case ipercostruite (saturando il mercato) usino il giochino di coprire il debito dando a garanzia altri immobili costruiti a buffo.
Per quel che mi riguarda, sono vittime della loro stessa ingordigia, ora l’offerta eccede ed ai prezzi che si sognano di far pagare i compratori esistono solo nei loro sogni più bagnati, e non possono neanche scendere di prezzo perchè altrimenti non riuscirebbero a coprire il buffo con la banca : un c.zzi loro sarebbe il massimo che mi sentirei di dir loro, non fosse che stanno devastando il nostro ex-belpaese.
Visto il danno che hanno fatto, mi arrogo il diritto di riderci su, và.
Andrea0000
08 mar 2011 - 10:45 - #2che novità…..
sandro-kensan
08 mar 2011 - 20:13 - #3E poi gli ambientalisti spinti vengono a dirci che il consumo di suolo agricolo per il fotovoltaico su campo è un consumo di territorio inaccettabile. Ma perché non dicono che una singola autostrada consuma una enormità di territorio e di zona agricola?
http://www.greenme.it/informarsi/ambiente/4290-rapporto-ambiente-italia-2011-consumo-suolo-legambiente
«urbanizzazione che ha assorbito ben 2.350.000 ettari di terreno»
basterebbero 50 mila ettari per installare una quantità enorme di fotovoltaico a terra, invece 50 mila ettari saranno quelli cementificati nel giro un anno:
500km quadrati di territorio il consumo di territorio all’anno, 50 mila ettari.
laura1988
09 mar 2011 - 12:37 - #4sono sempre più convinta che l’italia sia il paese più retrogrado e ignorante del mondo
3350
09 mar 2011 - 13:48 - #5ne fotovoltaico ne ulteriore cemetificazione bisognerebbe fare, anzi bisognerebbe bonificare le aree offese. E’ un costo ma io lo farei pagare a chi vuole utilizzare terreni vergini come tassa oppure riutilizza aree già compromesse.
Fa parte della vecchia mentalità dei nostri politici quella di sostenere il settore edile invece di fare in modo che si evolva verso i restauri e i ripristini ad es.
Lo sapete per esempio quanti soldi ti chiedono in Romania per rendere edificale un terreno? fino a 40.000 €…
3350
09 mar 2011 - 13:49 - #6per Ha
sandro-kensan
09 mar 2011 - 19:51 - #7@3350
in realtà quando si dice non all’edilizia e all’urbanizzazione e non al fotovoltaico si dice no a 50 mila ettari cementificati nel 2011 e no a 500 ettari usati per pannelli fotovoltaici (che saranno 500 megawatt di fotovoltaico).
Tra dire no a 50 mila ettari e dire no a 500 ettari c’è una grossa differenza, siamo nel rapporto tra una pagnotta di pane e le sue briciole.