Decreto ammazza rinnovabili, gli operatori faranno ricorso ai Tar

ricorsi al tar per gli incentivi mancati al fotovoltaico Il decreto ammazza rinnovabili, firmato appena ieri dal Presidente Napolitano già sta creando malcontento, manifestazioni e proteste. Di fatto il settore penalizzato è il fotovoltaico che viene affossato sotto l'incertezza del sistema di tariffazione e che sarà reso noto dal 31 maggio in poi. Gli operatori però, superando anche le stesse associazioni vanno oltre e annunciano che stando così le cose partiranno i ricorsi ai Tar.

Infatti, come ben spiega il Presidente del GIFI Valerio Natalizia:

Tra gli ulteriori punti critici inerenti il Decreto appena emanato mi preme evidenziare con forza il blocco immediato degli ordinativi delle aziende (stimabili in oltre 8 miliardi di euro), il blocco dei contratti in corso (per un valore di circa 20 miliardi di euro) già sospesi e per i quali le aziende dovranno procedere comunque al pagamento dei fornitori, senza ottenere il finanziamento previsto dagli istituti di credito che hanno tempestivamente annullato le delibere di finanziamento, ed infine il fermo degli investitori sia nazionali che internazionali, che ora attendono la pubblicazione del nuovo sistema incentivante.

Il problema, dicevo, è l'incertezza creata rispetto alle tariffe degli incentivi che saranno resi noti dal 31 maggio prossimo. Gli operatori restano così congelati con banche e clienti non sapendo cosa andare a raccontare rispetto agli investimenti che invece sono ben definiti. I veri guai inizieranno il 1° giugno quando gli operatori faranno partire le richieste di contributo e se lo vedranno negare. Ecco, a quel punto, considerato che già le associazioni hanno valutato l'incostituzionalità di alcuni articoli perché retroattivi, potrebbero partire ricorsi ai vari Tar.

Come riporta Casa & Clima, riferisce Massimo Manduchi dirigente della banca etica Eticredito:

Se viene a mancare la certezza dell'incentivo diventa più difficile continuare a sostenere le famiglie che vogliono installare un impianto fotovoltaico e continuare a dar credito alle imprese che lavorano nel settore. Eticredito per propria mission continuerà a sostenere e favorire il settore delle rinnovabili, ma sicuramente il clima di incertezza che si respira in questi giorni rappresenta un duro colpo per lo sviluppo del fotovoltaico in Italia.

Spiega Luca Fermo responsabile produttori di Assosolare attraverso un comunicato stampa:

Perché nessuno dice la verità? Perché noi dobbiamo pagare gli scarti del petrolio con una cassa (A3) che dovrebbe renderci indipendenti dallo stesso? Care banche e cari petrolieri avete per l’ennesima volta distrutto un’iniziativa nobile proficua e fonte di lavoro per molti italiani, grazie da parte di tutti noi operatori e contribuenti e un grazie anche a questo governo che vuol cambiare le ‘regole durante il gioco’, gli elettori spero vi siano riconoscenti per la vostra accondiscendenza con i ‘soliti amici’, ma noi non staremo zitti, questa volta.

Foto | Flickr

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