Caserta non ama i ciclisti e lo posso confermare. La foto che vedete a sinistra è solo uno degli ultimi esempi del trattamento che viene riservato a chi gira in bicicletta.
Probabilmente le ostilità verso il popolo della bici è vissuto un po’ in tutte le città dove i ciclisti sono visti come degli impiastri che occupano senza diritto e inutilmente le strade (a Caserta sono pressoché inesistenti le piste ciclabili); oppure come dei soggetti che non hanno possibilità di acquistare e mantenere un Suv; o ancora come dei derelitti incapaci di guidare un auto. Ecco allora che se si sale su un marciapiede, inforcando la bici a mano per parcheggiarla si lamentano i passanti: si occupa spazio destinato alla camminata. Diversamente, e l’ho sperimentato personalmente, se sale un auto sul marciapiedi, i passanti stanno zitti e non si lamentano.
L’accanimento del condomino che si è ribellato al parcheggio di una bici all’interno del cortile di un palazzo a Caserta, per certi versi ha del comico se non ridicolo, quando intima che “sarà rimossa forzatamente”. Insomma, minaccia l’anonimo giustiziere di ciclisti parcheggiatori: se non la togli ti forzo il lucchetto e te la butto per strada. A me questa presa di posizione puzza molto d’invidia. A Caserta (attualmente sotto commissariamento) recentemente e grazie al coraggio dell’ex assessore alla Mobilità, Antonio Ciontoli è stato varato un piano parcheggi. La filosofia è: se occupi suolo pubblico con la tua auto, paghi. I casertani erano abituati a parcheggiare le loro vetture un po’ come capitava. Il piano ha certamente riportato un po’ di ordine per le strade ma ha anche sfruculiato i tanti rosiconi della sosta selvaggia. Ecco che la bici, per sua natura libera e parcheggiabile praticamente ovunque solleva moti di disappunto e invidia verso chi non riesce mentalmente a inforcarla e pedalare verso la libertà.
Foto | Caserta in bici
filippo-riccio
10 mar 2011 - 12:07 - #1Può benissimo essere vietato parcheggiare le biciclette nell’androne di un palazzo. Chi deve pulire per terra deve poterlo fare; può non esserci abbastanza spazio per parcheggiare le biciclette di tutti in quello che normalmente è uno spazio comune (e non riservato a chi arriva prima con la sua bicicletta); può dare fastidio a chi deve passare; e così via.
Hadrian
10 mar 2011 - 13:30 - #2i condomini non sono suolo pubblico. Sto post, impostato così, ha poco senso.
dataghoul
10 mar 2011 - 20:37 - #3eh, certo, a Caserta il problema sono le biciclette, mica la camorra o altre facezie…
traveller
10 mar 2011 - 21:20 - #41°) Anche con la bici si occupa suolo pubblico!
2°) *Voi* dite che la bici è libertà. Io la vivrei come un bel paio di manette alle gambe (e come un’altra cosa in un altro posto sconvenienti da nominare)! E se ci si può fare quello che si vuole è solo per una scelta politico-ideologica che non tutti (pochi) condividono