Energia solare a concentrazione, la sfida di Palo Alto

energia solare a concentrazione
Il PARC acronimo di Palo Alto Research Center (universalmente famoso per invenzioni come il mouse e il GUI) ha avviato una partnership con la casa produttrice SolFocus H2GO e promettono di sviluppare i primi pannelli fotovoltaici a concentrazione low-cost.



Il solare a concentrazione funziona usando componenti ottici di precisione come lenti e specchi che concentrano la luce in celle solari ad alta efficienza. Secondo SolFocus, entro breve saranno a disposizione i nuovi pannelli e avranno costi sensibilmente inferiori degli attuali pannelli comunemente commercializzati. Non senza un pizzico di immodestia SolFocus ha dichiarato che grazie alle ricerche di PARC i nuovi pannelli cambieranno drasticamente il mercato del solare, abbattendo i costi della metà, o meno.



Ho chiesto ad Aspo Italia che cosa ne pensassero di questa notizia che suona un po' rivoluzionaria. E Domenico Coiante mi ha spiegato che anche in Italia, a Portici, l'ENEA ha messo a punto il Progetto Focus: un concentratore a lenti speciali piane di plastica a basso costo e celle al silicio sviluppate alla Casaccia con efficienza pari al 20%.

"Il prototipo è in funzione da tempo e va pure molto bene – spiega Coiante -. Anche in questo caso si afferma che i costi di un'eventuale produzione di serie saranno la metà di quelli dei pannelli piani, mentre per il momento è meglio nemmeno provare a stimare quanto è costato il prototipo".

"Si può dimostrare in via del tutto generale che – continua Coiante -, per assorbire i costi aggiunti dalla presenza del concentratore solare ottico e del sistema di inseguimento del sole, è necessario che i dispositivi di conversione fotovoltaica (anche loro costosissimi perchè devono resistere alle alte temperature che si sviluppano sotto

irraggiamento concentrato) abbiano un efficienza minima di almeno il 35-40%. Dispositivi di questo tipo sono oggi prodotti soltanto a livello prototipale in laboratorio utilizzando celle a giunzioni multiple sovrapposte con dimensioni che a stento raggiungono il cm quadrato (vedi proprio il NREL USA). Sarebbe pertanto una vera e propria rivoluzione quella annunciata! Purtroppo io sono come San Tommaso: se non vedo, non credo".



Dubbi e speranze anche per Ugo Bardi, presidente di Aspo Italia: "bisogna andarci con molta prudenza con questi annunci. Tuttavia, al momento attuale la scarsità di silicio rende interessante il concetto di celle a concentrazione. Se si riesce a fare qualcosa di pratico, si potrebbe tirare avanti finché non si costruiscono nuovi impianti di raffinazione del silicio. Vediamo se la notizia sopravvive e soprattutto se ne viene fuori qualcosa di commerciale".

:: Link » Xerox Palo Alto Research Center su Wikipedia

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