
La cronaca ci sta consegnano notizie piuttosto complesse in merito all’emergenza nucleare che sta vivendo oggi il Giappone. Perché di tale si tratta. Vorrei sottolineare che è un emergenza nell’emergenza. Il Paese appena 3 giorni fa è stato colpito duramente da un terremoto e da uno tsunami. I soccorsi sono in atto tra feriti, macerie e dispersi. Uno scenario che per certi versi noi italiani ben conosciamo e capiamo.
Scrivevo ieri che l’impressione è che si stia cercando di controllare l’eventuale esplosione del reattore nr.2 per tentare di contenere i danni. Il lavoro degli ingegneri giapponesi è assolutamente immane e va precisato. Ora il timore è che la situazione evolva verso una nuova Chernobyl, che è poi l’eventualità che più ci colpisce.
Già molti esperti e tra i primi Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club e direttore del quotidiano Quale energia nonché antinuclearista sottolineò da Lilli Gruber a Otto e mezzo su La 7 che quanto stava accadendo nella centrale nucleare di Fukushima Daiichi era completamente diverso da quanto accadde a Chernobyl ma molto più simile all’incidente di Three Miles Island negli Stati uniti. Più approfonditamente ne scrivo dopo il salto con la lista in 6 punti. Vi riporto dal punto 2 al punto 6 le considerazioni di Matthew Bunn associate professor di Public Policy alla Harvard Kennedy School of Government scritte per The Christian science monitor.
Sia il tipo di centrale, sia il tipo di incidente sono diversi. Questo non significa che il pericolo non ci sia, dipenderà dalla tenuta del contenitore del nocciolo. Se cede, allora il nocciolo, o per capirci meglio, le barre di uranio che sviluppano una temperatura altissima, a contatto con l’aria che si infiltra e con l’acqua del sistema di raffreddamento creerebbero vapore, sollevando una colonna di fumi radioattivi che potrebbe essere trasportata ovunque a seconda dei venti. La centrale di Chernobyl aveva la graffite anziché l’acqua. Infatti l’incidente di Fukushima è più simile a quello di Three Miles Island, avvenuto 25 anni fa negli Stati Uniti dove si è verificata la fusione parziale del nocciolo per un problema all’impianto di raffreddamento. A Chernobyl si trattò di una sperimentazione andata male. Le conseguenze però possono essere molto gravi. Se si rompe il sarcofago che contiene il nocciolo? A quel punto non basta più nemmeno l’acqua per spegnere il processo. Nel senso che la temperatura è troppo alta perché non si sprigionino comunque le colonne di vapori radioattivi. (Silvestrini a Il Fatto quotidiano del 13 marzo pag.3).
Per quanto cattivo questo incidente è meno drammatico di quello di Chernobyl. La diffusione della radioattività è inferiore. Circa 300mila persone sono già state evacuate. Qui non c’è la prospettiva di una reazione catena, così come accadde a Chernobyl. Quello che è successo è la fusione del combustibile nel reattore che ha liberato (per ora NdR) modeste quantità di cesio e di altri prodotti di fissione. C’è la possibilità che vi siano maggiori emissioni se il combustibile che si fonderà cadrà verso la parte inferiore del reattore e se brucerà il sarcofago di contenimento. A contatto con l’acqua ci sarà vapore radioattivo.
Da Chernobyl a oggi quello di Fukushima Daiichi è il peggior incidente nucleare e per certi aspetti peggiore anche di quello di Three Mile Island (TMI). A TMI, riuscirono a evitare le esplosioni di idrogeno che invece si sono verificate in Giappone e ci furono meno emissioni radioattive. A TMI, andò distrutto il nucleao di un reattore mentre in Giappone in almeno due si è verificata la parziale fusione del combustibile.
Dagli esperti del nucleare, ai pro nuclearisti ci sentiamo dire: le centrali nucleari sono sicure. Ma siamo pronti alla sicurezza? Anche gli stessi media giapponesi hanno sempre sottolineato che la centrale nucleare di Fukushima Daiichi era stata progettata per resistere a terremoti eccezionali, solo che questa volta il terremoto è stato più che eccezionale e seguito da un maremoto. Chi lavora nel settore nucleare è addestrato sin dal primo giorno a pensare alla sicurezza e di questo ne sono assolutamente convinta. Ma la sicurezza spesso viene gestita attraverso briefing fatti una volta l’anno e che durano mezz’ora. Forse da Chernobyl a oggi non abbiamo ancora imparato che la sicurezza deve essere globale e riguardarci tutti.
Inutile dire che l’impatto psicologico e emotivo del disastro di Chernobyl è ancora vivo. E’ un fantasma e le rassicurazioni che arrivano sortiscono l’effetto contrario.
Resta da vedere quale impatto avrà il futuro dell’energia nucleare in Giappone e altrove. La Cina continuerà probabilmente i suoi progetti ambiziosi, per esempio. Ma se devo tirare ad indovinare, direi che la percezione del pubblico e degli investitori rispetto alla sicurezza delle centrali nucleari in tutto il mondo ha subito un colpo serio e duraturo. L’attuale crisi non si sta verificando in un paese in via di sviluppo che ha appena costruito il suo primo impianto e non ha avuto il tempo di sviluppare una corretta cultura della sicurezza. E’ accaduto in Giappone una delle nazioni della Terra più ricche, più esperte e più attenta alla sicurezza sulla terra. E’ vero che i reattori sono stati progettati nel passato e che attualmente sono in progettazione nuovi reattori che si dice siano più sicuri ma la logica dell’opinione pubblica vuole che la questione non sia affrontata nella maniera corretta. La mia ipotesi è che, mentre assisteremo a una certa crescita del nucleare in alcuni luoghi, le prospettive di crescita su scala, necessarie per far si che il nucleare sia una parte considerevole della risposta alla riduzione dei gas serra, saranno sostanzialmente ridotte.
Foto | Google maps
jkkk
15 mar 2011 - 14:45 - #1Questo post è oramai defunto, Pio D’emilia corrispondente in Giappone di Sky sta parlando di possibile fusione del nocciolo, di radiazioni in aumento e di una Tokio oramai in via di abbandono non solo dagli stranieri in partenza ma anche dalla popolazione che si stà portando al sicuro verso sud. Questa è più di cernobyl poichè è accaduta nel cuore pulsante di un paese economicamente avanzato e distribuito in un territorio tutto sommato ridotto e popolatissimo. No credo ci siano parole per definire tutto questo.
tassinarimauro
15 mar 2011 - 14:46 - #2Infatti la centrale ha retto al terremoto.
Ciò che l’ha distrutta è stato il calore sviluppato dal nucleo e non più raffreddato perché è mancata l’energia elettrica ed i gruppi elettrogeni sono andati Ko.
=> Non basta che la centrale sia sicura.
Il problema è la mancanza di un sistema di arresto di emergenza.
(che non può esiste)
rosolo
15 mar 2011 - 15:48 - #3Ma vi rendete conto che l’italia non sarebbe in grado di affrontare la gestione di una centrale nucleare nemmeno in condizioni idonee, figuriamoci in situazioni di emergenza. E quell’insulsa ministra dell’ambiente prestigiacomo, nonostante quello che sta capitando al giappone, continua vergognosamente a promuovere il nucleare nel nostro paese condannandoci a morte sicura
filoverde
15 mar 2011 - 15:55 - #4@jkkk
Ciao, credo che invece il post apra uno scenario sulle conseguenze, che non saranno certamente simili a Chernobyl.
jkkk
15 mar 2011 - 16:20 - #5L’inviato di Sky ha dichiarato che 700 dipendenti del centrale a detta dell’azienda sono stati allontanati dal sito ma le voci che girano nella popolazione dice che sono fuggiti con le famiglie di propria volontà…….
jkkk
15 mar 2011 - 16:35 - #6@ filoverde
La gravità esatta come scala INES (6 o 7) la sapremo esattamante tra qualche mese, ma ripeto il fatto non è successo nelle infinite steppe ucraine ma in un fazzoletto di terra grande poco più dell’italia e con una popolazione di 128.000.000 di persone e se ci fosse contaminazione non voglio immaginare con i venti dove possa andare a finire se prende direzione sud-ovest…….
tassinarimauro
15 mar 2011 - 16:44 - #7Quoto jkk!
Agli sfollati del terremoto si aggiungono decine di migliaia di evacuati, tutto questo in un paese già sovrappopolato.
…E poi dicono che i pannelli FV a terra sprecano territorio!
tassinarimauro
15 mar 2011 - 16:46 - #8@filoverde:
“Fukushima e Chernobyl: catastrofi a confronto.”
http://crisis.blogosfere.it/2011/03/fukushima-e-chernobyl-un-confronto-sullesposizione.html
jkkk
15 mar 2011 - 17:50 - #9Ragazzi siamo alla fantascienza, il ministro romani dichiara che è inimmaginabile tornare indietro sul nucleare…….questo è un governo di decelebrati prezzolati, nano in testa.
dgutvjut
15 mar 2011 - 21:02 - #10Sottolineerei che chernobyl a distanza di anni non ha causato nessun danno, a parte la sciagurata decisione dell’Italia di abbandonare il nucleare. Il nucleare è la forma d’energia piu sicura in assoluto.
pinkina
16 mar 2011 - 00:01 - #11Vorrei far presente che si sta parlando di ‘apocalisse imminente’, ciò significa che tutte le baggianate che continuano a propinarci i giornalisti italiani per sponsorizzare il nucleare (con reattori di vecchia generazione acquistati da ‘amici’, voglio proprio vedere dove la vogliono fare la centrale) sono vergognose oltre ogni dire.
La gravità di quello che sta succedendo è forse uno degli incubi peggiori da Chernobyl in poi, e poi vorrei ricordare che ancora oggi in Russia nascono bambini con gravi deformità causate da quel tragico evento.
Anzichè pensare al nucleare, dovremmo avere dei governanti con l’intelligenza di capire la situazione e finalmente rivolgere l’attenzione alla produzione di energia da fonti ecologiche e pulite. Riescono a produrre energia dal sole anche in Svezia e nei paesi del Nord Europa, e noi che abbiamo il sole praticamente sempre cosa facciamo? Vogliamo l’atomo? Oggi??
C’è qualcuno che sta portando sfiga… prima Mubarak, poi la Libia… adesso il nucleare…
cadutoqua
16 mar 2011 - 11:43 - #12@dgutvjut
Ma perché dici queste cose?
Dai, menti sapendo di mentire.
Chernobyl sta ancora fecendo vittime, c’è stata una impennata di leucemie e cancri alla tiroide in tutta la bielorussia, per non parlare dei bambini nati malformati.
Io mi chiedo come faccia certa gente a dire queste cose: ma ne sei veramente convinto o sei un troll?
PS: prima di offenderti, cerca cosa vuol dire troll