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Gli americani temono il terremoto: anche negli Usa paura per le centrali nucleari

Pubblicato: 18 mar 2011 da Marina

Commenti dei lettori

il Ring of fire

Ritorna negli Usa la paura del BigOne, ossia del terremoto che potrebbe distruggere senza appello la California. Quanto accaduto in Giappone una settimana fa, ossia un terremoto di 8,9 della scala Richter seguito da uno tsunami, rappresenta per gli Usa il possibile scenario della catastrofe naturale temuta maggiormente. E la considerazione si qui fatta è: se non ci riescono i giapponesi a domare determinati eventi che possibilità abbiamo noi?

Si ritorna perciò a scrivere sul molti media americani delle previsioni fatte dal geologo Jim Berkland che nel 1989 con precisione previde il World series earthquake ossia il sisma che colpì San Francisco il 17 ottobre del 1989 con almeno 4 giorni di anticipo. Oggi lo stesso geologo avvisa che esiste una seria minaccia per cui il terremoto colpisca anche la costa occidentale del Nord America.

Secondo le previsioni di Jim Berkland tra il 19 e il 26 marzo vi sarà una successione di terremoti brevi che definisce “top sismic window” che sfoceranno in un terremoto maggiore nella west coast. L’andazzo lo prevede sino al 2016. In pratica il terremoto del Giappone preannuncia quanto accadrà nella San Francisco Bay poiché la zona rientra nel più ampio Ring of fire (la foto in alto). E’ un’ampia zona a forma di ferro di cavallo, lunga circa 40mila Km e che circonda l’Oceano Pacifico.

In una intervista Barry Scanlon addestratore del FEMA, ossia la protezione civile americana e presidente della Witt Associates, società che organizza corsi di preparazione per gestire le emergenze esprime i propri dubbi circa la tenuta dell’eventuale catastrofe. Negli Usa ci sono 104 reattori nucleari in funzione da almeno 40 anni. La forza economica per sostenere simili interventi non è in dubbio perché in ogni caso le risorse saltano sempre fuori. Una considerazione però riguarda proprio la sicurezza delle centrali nucleari, e il fatto che intorno alle loro aree si è sviluppata notevolmente la densità abitativa. Andrebbero dunque esaminati i piani di evacuazione poiché nel frattempo le zone si sono evolute e cambiate.

Alcune centrali nucleari si trovano proprio sulla faglia, come riporta The Houston Chrnonicle, o meglio sul Ring of fire. Destano perciò preoccupazione le risposte che potrebbero arrivare dalle centrali nucleari di Diablo Canyon a San Luis Obispo e San Onofre a San Diego.

Via | Market Place, Examiner, Sox First
Foto | Examiner

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5 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di sydneyblue120d

    sydneyblue120d

    18 mar 2011 - 14:00 - #1
    1 punto
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    Mi vergogno a dirlo, ma credo che la tragedia Giapponese consentirà in futuro di salvare molte vite nel resto del pianeta…

  • Profilo di tassinarimauro

    tassinarimauro

    18 mar 2011 - 16:11 - #2
    0 punti
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    Guarda caso dopo la tragedia del Giappone sono tutti presi a rifare verifiche e controlli nelle centrali che pochi giorni fa erano considerate stra sicure.
    -
    @sydneyblue120d
    Perché vergognarsi?
    La storia serve a questo: ad imparare dagli errori altrui.
    Dovrebbero vergognarsi invece quelli che continuano a minimizzare o a dire ma da noi non accadrebbe.
    -
    @2
    20 nuove?
    Nel frattempo quante ne chiudono?
    Magari prenderanno qualche precauzione in più?

  • Alter_Ego_bannato_per_principio

    18 mar 2011 - 16:51 - #3
    -1 punto
    Up Down

    Fa bene a vergognarsi perche’ rinunciare al nucleare vuol dire continuare con le fossili; in particolare col carbone, che solo in miniera uccide in media 6 persone al giorno (ma non fa notissia).

  • enricoF

    18 mar 2011 - 17:07 - #4
    1 punto
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    Alla fine la soluzione più semplice, il consumare meno è quella che nessuno analizza…per evitare i blackout il governo giapponese ha ridotto la velocità dei treni e ha chiesto alla popolazione di evitare gli sprechi di energia.

  • Profilo di stellarvore

    stellarvore

    19 mar 2011 - 15:38 - #5
    0 punti
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    @3

    Molto steampunk, ma credo sarà proprio così, a meno di voler raggiungere il tracollo definitivo: ricominiciamo con l’era del carbone, speriamo solo mettano dei filtri ben potenti…