Sui cieli d'Italia la nube radioattiva da Fukushima Daiichi: ci dobbiamo preoccupare?

i vapori radioattivi di fukushima daiichi

L'annuncio è di quelli che fa tremare: in arrivo sui cieli d'Italia, ma anche d'Europa, tra domani e giovedì la nube radioattiva formatasi dopo che è fuoriuscito idrogeno e altre sostanze dalle esplosioni dei reattori nucleari durante gli incidenti dei giorni scorsi alla centrale nucleare di Fukushinma Daiichi. Che diavolo vuol dire? Che ci dobbiamo preoccupare? La risposta non può essere netta, perché non sappiamo di fatto cosa ci sia nella nube, oltre al vapore acqueo.

Ha dichiarato Giancarlo Torri responsabile del Servizio misure radiometriche del Dipartimento nucleare dell'Ispra:

Il valore della nube dipende da quanto materiale radioattivo é uscito, da quanto sta in alto e da quali fenomeni di diluizione é influenzato". La dose attesa dovrebbe essere tra mille e 10mila volte meno di quella che arrivò dopo Chernobyl. Ci aspettiamo valori da 100 a 1.000 milionesimi di baquerel per metro cubo di aria.

A sapere cosa ci sia nella nube è un solo organismo internazionale ma che ha il divieto assoluto di pubblicare i dati. Come spiega bene Galileo nel suo post è il Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty Organization (Ctbto) che svela su Nature:

Abbiamo il mandato dai nostri 182 stati membri di rendere pubblici i dati sismici", spiega a Nature la portavoce del Ctbto Annika Thunborg, “ma non quelli sulla radioattività. Per cui, oggi, non possiamo dire cosa stiamo trovando in Giappone.

Dopo il salto le reazioni dei francesi (un tantinello più esperti in materia nucleare), che rassicurano, ma ammettono che il rischio zero non esiste.

Secondo l'ASN l'Autorité de sureté du nucléaire (ASN), la nube non avrà:

Nessuna conseguenza sulla salute e le radiazioni saranno da 1000 a 10.000 volte inferiori a quelle di Chernobyl.

Patrick Gourmelon, direttore della radioprotezione dell'IRSN (Institut de radioprotection et de sureté nucléaire) esprime il medesimo concetto:

I bambini possono uscire e è inutile precipitarsi nelle farmacie alla ricerca di pillole di iodio e si può consumare l'acqua.

Di contro Roland Desbordes, presidente del CRIIRAD (Commission de recherche et d'information indépendantes sur la radioactivité), non riesce a affermare il carattere assolutamente inoffensivo della nube. Desbordes ricorda perciò gli effetti delle radiazioni sugli esseri umani: cancro, specie alla tiroide, anomalie genetiche a breve e lungo termine:

Per una esposizione minima il rischio è minimo, ma esiste.

Foto | Flickr

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