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Inaugurato il Sapei: finalmente la rete elettrica della Sardegna si connette a quella della Penisola

Pubblicato: 23 mar 2011 da Simone Muscas

Commenti dei lettori

Cavi elettriciIn un periodo in cui gli ideali federalisti balzano agli onori della cronaca e l’appuntamento con il 150° anniversario dell’unità di Italia è diventato spesso occasione per rimarcare un po’ di preoccupazione verso chi non sostiene uno Stato unitario, arriva finalmente una notizia positiva che unisce lo stivale più nei fatti che non nelle parole. Nei giorni scorsi infatti, seppur non se ne sia parlato tanto a livello nazionale, è stata inaugurata un’infrastruttura che l’Italia la unisce nel vero senso della parola.

Si tratta del Sapei (sigla di Sardegna-Penisola italiana) ovvero il cavo elettrico lungo 435 chilometri che collega il centro di Borgo Sabotino (Latina) a Fiumesanto (Sassari): finalmente quindi la rete elettrica della Penisola italiana sarà collegata a quella Sardegna. Si tratta del primo collegamento elettrico diretto tra la Sardegna e il continente, che era si attivo da qualche anno, ma soltanto in via sperimentale. Il cavo, che ha una potenza di 1.000 MW e un costo di 750 milioni di euro, è il più importante mai realizzato in Italia per una singola infrastruttura elettrica. Vantaggi? Sicuramente tantissimi e tutti estremamente importanti.

Innanzitutto la questione dell’approvvigionamento energetico della Sardegna: grazie al Sapei infatti l’isola non sarà più energeticamente slegata dalla rete nazionale e di conseguenza potrà contare sull’apporto della produzione nazionale, risparmiando così una marea di costi (si stima circa 70 milioni l’anno) che erano determinati dall’insularità di rete e dai maggiori costi che l’isolamento determinava. Ma c’è di più e quest’aspetto non può che far piacere a tutti i sostenitori delle energie rinnovabili: il surplus di energia prodotto potrà infatti essere esportata alla Penisola e per surplus intendo quella quota di energia generata dalle rinnovabili (in particolar modo dall’eolico e dal fotovoltaico) che in precedenza per problemi appunto di scarsa estensione della rete poteva essere utilizzata soltanto nei momenti di alta domanda energetica.

Si tratta quindi di uno strumento che potenzia la possibilità di far ricorso alle rinnovabili e crea le condizioni affinché la percentuale di energia pulita nel nostro mix energetico possa crescere senza creare problemi di stabilità alla rete. Infine (questo però è un desiderio più che un dato di fatto) si spera che attraverso questo strumento anche i costi delle aziende dell’isola possano subire un ritocco verso il basso, dato che da sempre la Sardegna, oltre all’handicap dei alti oneri di trasporto dei propri prodotti per l’esportazione via mare (condizione ovviamente obbligata), ha anche dovuto da sempre far fronte ad un costo più alto rispetto alla Penisola per la produzione dell’energia elettrica.

Via | Sapei.it
Foto | Flickr

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12 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di claudio_

    claudio_

    23 mar 2011 - 11:24 - #1
    -2 punti
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    il surplus di energia prodotto potrà infatti essere esportata alla Penisola in particolar modo quella prodotta con olii pesanti e carbone…

  • sapie

    23 mar 2011 - 11:52 - #2
    1 punto
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    Sembra quasi che prima di questo collegamento non esistesssero cavi sottomarini. Vorrei informare l’autore dell’articolo che la Sardegna è collegata alla rete europea dal lontano 1965 ( Sa.Co.I )

  • Profilo di simonemuscas

    simonemuscas

    23 mar 2011 - 12:25 - #3
    0 punti
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    @sapie

    Si, sapevo ovviamente; il Sacoi permette però soltanto il collegamento fra la Corsica (anch’essa un’isola) e non l’Italia ed inoltre è un cavo sottomarino di un sesto più piccolo rispetto al Sapei, quindi non si possono trasportare grandi quantità di energia.
    Non ho scritto da nessuna parte che si tratta del primo cavo sottomarino nella storia dell’umanità. Ora se compariamo Sacoi e Sapei ci rendiamo conto che un bel passo in avanti è stato fatto.

  • Profilo di spongebob2000

    spongebob2000

    23 mar 2011 - 12:32 - #4
    0 punti
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    A riguardo, oltre agli ottimismi per l’unificazione energetica, non vorrei si nascondesse dietro un investimento occulto che anticipa nella stessa sede di fiume santo (Porto Torres (Sassari)) una bella centrale nucleare con tanto di giustificazione nel fatto che la “Sardegna tanto è antisismica”!!!!!
    Spero vivamente di no!!
    In caso contrario da parte della popolazione isolana ne vedranno delle belle!!!!

  • jkkk

    23 mar 2011 - 13:21 - #5
    0 punti
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    Mi sa tanto che ne vedranno delle belle in ogni posto dove vorrebbero posizionare una centrale nucleare…..eheheheh! A giugno tutti a votare i referendum così ci togliamo il dente (avvelenato) per sempre!

  • sapie

    23 mar 2011 - 14:42 - #6
    0 punti
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    @simonemuscas
    quello che volevo far notare è che la rete sarda ( e corsa ) erano già collegate al continente ( sacoi = sardegna corsica italia ). è ovvio che dopo 45 anni un collegamento del genere può risultare sottodimensionato ( 300 MW di pot nominale).
    in pratica una errata corrige a questo:”Finalmente quindi la rete elettrica della Penisola italiana sarà collegata a quella Sardegna.”

  • Profilo di tassinarimauro

    tassinarimauro

    23 mar 2011 - 15:12 - #7
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    ”Finalmente quindi la rete elettrica della Penisola italiana sarà collegata a quella Sardegna.”
    Giornalisti…

  • Profilo di simonemuscas

    simonemuscas

    23 mar 2011 - 16:45 - #8
    0 punti
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    Ragazzi, se secondo voi il Sacoi, che poteva esportare e importare una quantità esigua di energia, poteva essere definito un collegamento vero e proprio alla rete elettrica nazionale!!…Questione di punti di vista.
    @Sapie, la potenza nominale del Sacoi è di gran lunga inferiore a quella che citi

  • sapie

    23 mar 2011 - 20:51 - #9
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    per quanto riguarda la potenza nominale:

    http://www.unimn.it/UserFiles/File/ingegneria/Corsi/IIInd/2.pdf

    al punto 5.2.2

    sempre che non si voglia citare wiki:

    http://en.wikipedia.org/wiki/HVDC_Italy%E2%80%93Corsica%E2%80%93Sardinia

    sotto la voce power rating.

    300 1000 2000 MW non è quello il punto.
    La sardegna non era isolata dal punto di vista elettrico .. punto e basta!!
    non solo per questioni di bilancio energetico .. quanto per questioni di stabilità stessa delle reti .

  • le sciocchezze che dite

    23 mar 2011 - 21:49 - #10
    0 punti
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    COME SEMPRE questo sito …traboccante di ignoranti sinistrorsi …….pubblica vaccate e mistificazioni .

  • Profilo di simonemuscas

    simonemuscas

    28 mar 2011 - 10:43 - #11
    0 punti
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    @ sapie

    per tua informazione cito la parola “stabilità” di rete. Ok sottolineare aspetti per i quali non si può essere d’accordo, ma un po’ di precisione non guasta mai..

  • sapie

    28 mar 2011 - 11:38 - #12
    0 punti
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    “stabilità” è prorpio il termine che si usa in “lezioni di trasmissione dell’energia elettrica” testo scritto da antonio paolucci docente ( neanche a farso apposta ) di “trasmissione dell’energia elettrica” esame del V anno di ingegneria elettrica a Padova… ma forse anche lui non è molto preciso .. :)