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Il 70% dei francesi è contrario alle centrali nucleari

Pubblicato: 23 mar 2011 da Marina

Commenti dei lettori

i francesi non vogliono pi�¹ il nucleare

Cala la fiducia nel nucleare, o meglio nella sicurezza delle centrali nucleari, anche presso i francesi, atomisti per vocazione e per la presenza di 19 centrali nucleari, non tutte giovani e a volte con problemini di manutenzione.

Lo riferisce Boursier che riporta un sondaggio Ifop realizzato per Europe Ecologie-Les Verts, dopo la serie di incidenti che stanno toccando la centrale di Fukushima Daiichi in Giappone: per il 19% degli intervistati le centrali nucleari francesi sono da fermare immediatamente; per il 51% sono da abbandonare progressivamente entro 25-30 anni.

L’Ifop nota che dopo il dramma che ha toccato il Giappone si è avuta una maggiore adesione alla proposta fatta dagli ecologisti sopratutto tra le donne tra i 25-34 anni per il 57% e appartenenti per il 60% a categorie professionali superiori. I simpatizzanti della sinistra sono i maggiori sostenitori dell’abbandono del nucleare (59%); il 58% sono di Europe Ecologies e per il 56% del Parti Socialiste; a destra il 39% dei simpatizzanti dell’UMP si dice favorevole all’uscita dal nucleare contro il 55% che si dichiara per il mantenimento del programma nucleare francese e del suo parco. All’estrema destra, ossia tra i simpatizzanti del Front National, la maggioranza si dice favorevole all’abbandono tra una ventina d’anni del nucleare (53%), ciò malgrado le argomentazioni dei pro nucleare che vogliono assicurare l’indipendenza energetica della Francia.

Foto | Flickr. L’Autore del graffito è Thierry Ehrman di Demeure du Chaos.

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8 commenti

Commenti dei lettori

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  • _Giacomo_

    23 mar 2011 - 10:26 - #1
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    I francesi contrari al nucleare al 70%…ma pensa questa non la sapevo,e pensare che qualche giorno fa’ si leggeva un 60% a favore,un 40% contrario ed in piena crisi giapponese….in pochi giorni avete “spostato” un 30%.Certo che se foste degli strateghi politici sareste i piu’ corteggiati.
    Mi complimento per l’immancabile immagine ad effetto ecoterrorista.

  • hxsib

    23 mar 2011 - 10:49 - #2
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    Prima hanno asfaltato la Francia di centrali, adesso si ca-ga-no in mano…..complimenti! Io continuo a pensare che non avere centrali nucleari sul territorio sarà un punto a favore per l’Italia, soprattutto in futuro.

  • Profilo di itr83

    itr83

    23 mar 2011 - 11:08 - #3
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    “per il 19% degli intervistati le centrali nucleari francesi sono da fermare immediatamente”

    ma chi sono questi idioti?
    pensano forse che l’elettricità si crei dal nulla?

    per fortuna che il 51% di intervistati ha ancora il cervello dentro la scatola cranica, facendo un’ ipotesi sensata! (condivisibile o meno ma certamente non folle)

  • cadutoqua

    23 mar 2011 - 12:14 - #4
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    Forse queste persone si sono rese conto della tragedia che sta vivendo il Giappone: Evacuata un area di 20km, gli americani suggerivano 80 ma non sono stati ascoltati.
    Contaminati il latte e l’acqua a 240km di distanza, ed alcuni ortaggi sono stati vietati.
    Onestamente, non mi sembra che sia una bazzecola, e non accetto le motivazioni di chi dice “E’ stato un incidente”, perché fino a due giorni prima anche le centrali giapponesi erano dichiarate sicure.
    L’incidente può capitare ovunque…
    Vi faccio una domanda: Se una centrale di quelle attuali fosse stata al posto di quella di fukushima, siete sicuri che avrebbe retto?
    Ve lo dico io: NO, perché non sono stati fatti sufficienti tests.
    Ergo: non possiamo dire se sono sufficientemente sicure.

  • rospino

    23 mar 2011 - 12:56 - #5
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    hxsib: “continuo a pensare che non avere centrali nucleari sul territorio sarà un punto a favore per l’Italia, soprattutto in futuro”
    ti quoto completamente.

  • rosolo

    23 mar 2011 - 13:37 - #6
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    In Francia ogni 3 giorni capita un incidente nucleare di livello 0, 1, 2 con fuoriuscite radioattive a volte minime a volte un po’ più consistenti, poi tutti i giorni dai camini delle centrali nucleari fuoriescono emissioni radioattive autorizzate cioè nella norma che si disperdono nell’ambiente, queste contaminazioni sono definite a “rischio accettabile”. Le emissioni sono negoziate tra l’impresa e le amministrazioni (lo stato) più le autorizzazioni di emissione sono importanti più l’impresa ha dei vantaggi economici Esistono delle regole ma sono impressionanti sul piano sanitario, il limite di dose di 1milli silver per anno non è il limite del “non rischio” ma il limite del “rischio accettabile” significa che al di sopra della linea c’è un “rischio inaccettabile” e al di sotto non è che il rischio non esista, è solo accettabile, questo è scritto nei testi ufficiali. Ma che vuol dire accettabile? La gente comune crede che “rischio accettabile” significhi nessun morto e nessun impatto sanitario, invece “rischio accettabile” significa un certo numero di morti per un tot-mila abitanti legato al rischio delle centrali nucleari. E’ un criterio economico in funzione degli interessi rispetto ai danni sanitari. Ma è chiaro che non è una scelta democratica, è una scelta di esperti che sono riusciti a far credere alle persone che il “limite accettabile” è il limite del “non rischio” e questo è totalmente falso. Roland Desbordes Presidente del CRIIRAD (Associazione indipendente di fisici, ingegneri e medici. Studiano sul campo la radioattività e gli effetti sull’ambiente e sulla salute, non dipendono ne dal governo ne dall’industria nucleare)

  • rospino

    23 mar 2011 - 15:09 - #7
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    La Francia è il più grande esportatore di energia al mondo, e pruduce il 70% della sua energia dal nucleare (il primo al mondo in proporzioni), ma ha un grosso problema, questo tipo di produzione non si adatta ai picchi di consumo nazionale, ragion per cui quando i picchi sono bassi (e succede ogni notte) la Francia non è che può, ma DEVE per forza vendere energia, questa anomalia crea due fattori importanti, da una parte un peso sulle bollette degli utenti francesi che di fatto hanno l’onere di pagare le spese di produzione di un energia che non andranno ad usare, dall’altra la corsa ai ripari per queste perdite tramite l’esportazione, che però in pratica fa si che si SVENDA ad un costo molto basso l’energia.
    In proporzioni minori accade la stessa cosa in Svizzera.

    Alla luce di ciò in termini economici l’Italia ha solo da guadagnarci importando energia nucleare, perchè ha la “fortuna” di vivere a fianco di due grandi produttori; in poche parole non si prende la briga di investire e spendere in casa propria sul nucleare, ma ha la possibilità allo stesso tempo di acquistare questa energia a costi competitivi, meglio di così si muore.

    Questa è anche la ragione per cui non è economicamente parlando conveniente all’italia costruire centrali e produrre energia nucleare in questo momento.

    Fa male ammetterlo, ma la realtà è che importiamo energia nucleare e ci conviene…

    Continuiamo a farlo!

  • Profilo di emancar

    emancar

    23 mar 2011 - 16:38 - #8
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    @ rospino
    il problema è che i sostenitori del nucleare continuano a dire che la importiamo solo perchè le nostre centrali non possono soddisfare la richiesta di energia