New York, De Blasio dichiara guerra ai rifiuti: ecco come

La strategia del sindaco newyorchese per ottimizzare la raccolta delle 12mila tonnellate di rifiuti che ogni giorno vengano prodotti nella più grande metropoli americana

Nelle strade di New York vengono riversate ogni giorno 12mila tonnellate di rifiuti che 2500 camion hanno il compito di evacuare. Di queste 12mila tonnellate soltanto 1800, ovverosia il 15% vengono riciclate. Il crack di Wall Street e gli incidenti del 2001 hanno congelato per oltre un decennio i programmi per la riduzione dei rifiuti in discarica, ma, proprio nell’ultimo periodo del proprio mandato, Michael Bloomberg ha fissato un obiettivo: quello di portare, entro il 2017, la quota di rifiuti riciclati a un terzo del totale.

Ora tocca a Bill De Blasio mantenere fede a questa promessa: il nuovo sindaco della Grande Mela deve colmare l’imbarazzante gap nei confronti di metropoli come Los Angeles, San Diego, Portland o San Francisco dove il riciclaggio e la trasformazione in energia dei rifiuti arrivano al 65% e 75% del totale.

Fra i fattori di ritardo di New York nei confronti delle altre metropoli vi sono: 1) l’elevatissimo numero di abitanti, 2) il più grande distretto di affari degli Stati Uniti, 3) 50 milioni di turisti all’anno, 4) il parco immobiliare più vecchio di tutto il Paese.

Con queste premesse Ron Gonen, responsabile del riciclaggio di New York City, è convinto che se la più importante città d’America riuscisse a raddoppiare la quota del riciclaggio, l’impresa diventerebbe possibile per chiunque.

Come fare? Nello scorso novembre è stato inaugurato a Brooklyn un centro per il riciclaggio del vetro, dei metalli e della plastica capace di triturare 1000 tonnellate di bicchieri, di metallo e di plastica al giorno. Questa struttura – la più grande del Paese – eviterà ogni anno ai camion di percorrere 400mila km verso le discariche di Ohio e Carolina del Nord.

L’altro fronte sarà quello dello sviluppo della politica di riciclaggio ce consisterà nel lavorare sulla raccolta, incentivando la sperazione di vetro e plastica. Per quanto riguarda l’organico, invece, la politica è ancora modesta e riguarda attualmente appena 30mila case che dovrebbero triplicare quest’anno: a partire dal 2015 ristoranti e negozi di alimentari dovranno separare i loro rifiuti organici.

E naturalmente la squadra di De Blasio dovrà lavorare anche per la riduzione dei rifiuti “professionali” che rappresentano una cifra doppia rispetto a quelli individuali.

Via | Le Monde

Video | Youtube

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