In Francia pioggia e latte contaminati da Iodio-131. Si teme l'"Effetto accumulo"

un bicchiere di latte Dopo l'arrivo la scorsa settimana sui cieli d'Europa della nube radioattiva proveniente da Fukushima Daiichi, le autorità francesi hanno rilevato la presenza di Iodio-131, isotopo radioattivo, nell'acqua piovana e nel latte. Secondo il CRIIRAD, organismo di ricerca indipendente francese, lo Iodio-131 è stato trovato nella pioggia caduta nel Sud della Francia. Da un'analisi fatta il 28 marzo scorso è stata rilevata una radioattività pari a 8,5 becquerels. Altri test sono stati condotti dall'IRSN - Institut de Radioprotection et de Sûreté Nucléaire (IRSN), istituto pubblico francese che esamina i rischi nucleari e radiologici, che ha rilevato la presenza di Iodio-131 nel latte. Secondo l'istituto le concentrazioni rilevate al 25 marzo sono di un livello inferiore a 0,11 becquerel per litro. Lo Iodio- 131 sebbene decada in 8 giorni è considerato pericoloso per la tiroide. Gli studiosi, però, temono l'"effetto accumulo", considerato che questo radioisotopo è atteso per almeno altre due settimane e che la contaminazione sta avvenendo attraverso le piogge.

Per quanto i livelli rilevati siano estremamente bassi, c'è da dire che normalmente non ci dovrebbero essere neanche tracce di Iodio-131 nell'acqua della pioggia e nel latte, ma le autorità perciò tranquillizzano dicendo che non è motivo per preoccuparsi. Tuttavia, secondo il CRIIAD la contaminazione dell'aria e dunque dell'acqua piovana continuerà almeno per le prossime due settimane. E precisa che la ricaduta di Iodio-131 radioattivo potrebbe rivelarsi di centinaia di becquerels per metro quadro o in caso di condizioni meteo avverse arrivare anche a migliaia di Bq/m2. Inutile allarmismo? Probabilmente. Ma quello che gli scienziati temono, appunto, è l'"effetto accumulo".

Gli spinaci, la lattuga e altre verdure sono i primi prodotti alimentari sensibili alla contaminazione da Iodio-131 essendo coltivati all'aperto e sotto il diretto effetto della pioggia; la contaminazione indiretta del latte avviene in qualche giorno dopo che le vacche hanno mangiato erba da pascolo, spiega il CRIIRAD. Il fatto che l'IRSN abbia trovato Iodio-131 in un campione di latte del 25 marzo indica che la caduta di iodio era già avvenuta il 23 marzo.

Via | Euractiv
Foto | Adventures in Social Media

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