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Decreto rinnovabili: la proposta del Gifi e quella degli altri

Pubblicato: 11 apr 2011 da Peppe Croce

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Decreto rinnovabili: la proposta del Gifi e quella degli altriVolevate una conferma dello scontro che si sta consumando, causa decreto “ammazza rinnovabili”, tra le associazioni di categoria dell’energia fotovoltaica? Eccola, basta mettere a confronto le proposte sul nuovo Conto Energia, il quarto, fatte dal Gifi-Confindustria e dalle altre associazioni.

Prima di vederle nel dettaglio ricordiamo che il Gifi, cioè il Gruppo imprese fotovoltaiche italiane, appartiene a Confindustria. Associazione che, a sua volta, sta trattando con il ministro per lo Sviluppo economico, Paolo Romani, sul ritorno al nucleare in Italia.

Le altre associazioni, invece, sono: Aper, Assosolare, Asso Energie Future, e Grid Parity che hanno stilato una proposta congiunta. Se le male lingue avessero ragione a pensare che Confindustria sta cedendo sull’energia fotovoltaica pur di non perdere l’affare nucleare, allora dovrebbe emergere abbastanza chiaramente che la proposta Gifi è molto più vicina di quella congiunta al concetto di “ammazza rinnovabili”. E’ maledettamente vero, dopo il salto vediamo perché…

Ecco la proposta del Gifi:

Estensione delle tariffe del 3° Conto Energia (2° Quadrimestre) fino al 30 settembre, mantenendo l’assegnazione delle tariffe in base all’entrata in esercizio. A partire dal mese di ottobre si applicheranno le seguenti riduzioni mensili fino a dicembre:

Edifici•1 – 1000 kWp: 8%/mese•>1000 kWp: 10%/mese

Altro•1 – 200 kWp: 8%/mese•200 – 1000 kWp: 13% a ottobre, 8% a novembre, 8% a dicembre •>1000 kWp: 10%/mese

Potenza massima incentivabile (Cap anno 2011): 9,5 GWp cumulato

Anno 2012 e seguenti

Edifici e Altro: Gennaio 2012 (rispetto a dicembre 2011)

•1 – 1000 kWp: 5%•> 1000 kWp: 10%

Per ogni trimestre successivo (1 aprile, 1 luglio, 1 ottobre, 1 gennaio di ogni anno):

•1 – 200 kWp: 3%/trimestre (fisso)
•> 200 kWp: 4%/trimestre

A queste ultime riduzioni si applica un meccanismo autoregolatorio che preveda un’ulteriore riduzionein funzione della velocità d’installazione degli impianti. Tale meccanismo prevede un ulteriore 2% di riduzione della tariffa da aggiungere alla riduzione già prefissata al cambio trimestre per ogni mese di anticipo con cui si raggiunge l’obiettivo trimestrale in MWp, in modo da avere a disposizione una riduzione massima possibile fino all’8% a trimestre.

In caso di mancato raggiungimento di almeno i due terzi dell’obiettivo trimestrale, non si applica lariduzione tariffaria prefissata per il trimestre successivo. Nel caso in cui il cumulato nei trimestri successivi al primo di ogni anno non raggiungesse la soglia dei due terzi della potenza-obiettivo cumulata, la riduzione tariffaria non sarà applicata. Obiettivo dal 2012: 3 GWp/anno.

In pratica è quello che prevede il decreto “ammazza rinnovabili”, persino prima delle limature concesse per far star buona Stefania Prestigiacomo e farlo passare in Consiglio dei Ministri. Cambiano solo i tempi: i tagli sono leggermente più graduali. Poi resta sia il tetto alla quantità di impianti che si possono installare, sia la disincentivazione al fotovoltaico a terra.

Ecco, invece i punti principali della proposta di Aper, Asso Energie Future, Assosolare e Grid Parity:

a) Salvaguardia degli investimenti già avviati dalle imprese, con certezza delle tariffe fissate solo seimesi fa nel III Conto Energia, almeno fino a fine anno

b) Nessun limite alle installazioni, annuale o cumulato, per tipologia o per taglia. Quindi niente tetto annuale sui megawatt installati e niente tetto complessivo al 2020

c) Diminuzione costante delle tariffe sul modello tedesco fino a un taglio che può arrivare a unmassimo del 20% nel 2012

d) Per chi comincia a costruire oggi (a metà 2011), riduzione degli incentivi non superiore al 10% (piùun ulteriore 4% in caso di raggiungimento anticipato della soglia di 9,5 GW)

Secondo voi, a questo punto, a chi darà ragione Paolo Romani?

Via | Gifi, Asso Energie Future
Foto | Flickr

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1 commento

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  • solaricco

    19 apr 2011 - 20:48 - #1
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    Assosolare in realtà parla di rinnovabili, ma chiede incentivi solo al Fotovoltaico. Il decreto è stato denominato “falsamente” Ammazza Rinnovabili in realtà esso valorizza altre fonti di energia rinnovabile, con un miglior rapporto costo benefici rispetto al fotovoltaico, il che farà raggiungere con investimenti minori gli obbiettivi al 2020, ma questo viene poco evidenziato da quasi tutta la stampa. Una tecnologia che è stata venduta “a costo zero” sarebbe dovuta essere a vantaggio di tutti, perchè incentivata con i soldi di tutti. Quindi ne avrebbero dovuto usufruire in via prioritaria tutti i luoghi pubblici e in secondo luogo le famiglie meno abbienti.
    Invece i meno abbienti non hanno la possibilità di farsi l’impianto perchè non arrivano a fine mese, e i luoghi pubblici affittano i terrazzi per pochi miseri euro mentre il conto energia viene regalato ad investitori e speculatori che niente hanno da rischiare in quanto l’investimento dovrebbe essere garantito dallo stato con i soldi di chi meno ha, stabilendo di fatto una nuova tassa sulla povertà a favore di un ceto che ha già tanto di suo. Non è stata certamente scelta la strategia migliore. Un conto energia dell’entità massima di 0,20 € che ripaghi l’impianto in dieci anni fra i proventi dell’energia prodotta e quella risparmiata, accompagnato da una buona dose di cultura ecologica può essere più che sufficiente.