Un editore che non è pure player del mercato editoriale, ma tanto più puro di altri editori: così si riassume la presentazione di E, il nuovo mensile di Emergency, al Festival del Giornalismo di Perugia. Come dice Affari Italiani: “E uscirà in edicola ogni primo mercoledì del mese; il primo numero sarà disponibile in tutta Italia a partire da mercoledì 6 aprile, al prezzo di 4 euro. È possibile sfogliare l’anteprima del giornale e abbonarsi sul sito www.e-ilmensile.it.”
Parla Maso Notarianni, vicedirettore di E, presenta il manifesto “Il mondo che vogliamo” di E scritto per denunciare l’egemonia della cultura della guerra, la sopraffazione, la furbizia generalizzata, il potere che prevale come scopo e non come mezzo per fare cose sensate. Tornando dai posti di guerra ci si rende conto che in Occidente la mancanza di diritti, di rispetto e solidarietà, è una presenza quotidiana. Lo sforzo di un mensile è gigantesco, rimettere in moto discussioni e ragionamenti costa fatica. La rivista vuole essere mainstream, non la solita rivista per appassionati a questi temi tipici nostri. Non si parla di noi come Associazione, si racconta il mondo tramite i nostri valori tipici. Il distributore vuole una tiratura del secondo pari a quella del lancio. Interviste, viaggi, fotografie, un racconto inedito per numero (tanti gli arrivi dopo Camilleri). Perchè ha successo un progetto del genere? Tanta voglia diffusa di cambiare e sentire l’altro, non è solo questione di logo.
Parla Gabriele. Peacereporter continua online per parlare di esteri, il mensile cartaceo è stato il germe di questa nuova rivista E, che porta tanto di più. Stessa dose di esteri più tanta Italia e storie, con un prodotto più raffinato. Perchè il botto? Vende informazione ma anche valori. Una ONG nel mercato editoriale. Si discute ai piani alti se il lavoro del giornalista sia finito col web, forse con l’arrivo delle ONG un po’ è cambiato: un esempio di successo. Racconta di una ONG che ha pagato un freelance per una storia di armi vendute ad una tribù nel Burkina Faso, la storia vince un premio portando attenzione alla ONG e al lavoro svolto sul posto. Un circolo virtuoso mediatico, Emergency è questo.
sandro-kensan
15 apr 2011 - 15:41 - #1Non ho comprato la rivista E ma le storie raccontate da Emergency nel suo opuscolo che manda ai sostenitori sono davvero affascinanti e belle.
sandro-kensan
16 apr 2011 - 00:13 - #2Quelle raccontate da Emergency non sono *Storie* facili da raccontare, si parla di bambini che sono arrivati dopo lunghe traversie con il braccio o la gamba o le gambe messe molto male che poi vengono amputate e che ritrovano un minimo di tranquillità negli ospedali di Emergency.
Non si sta parlando delle storie che vengono raccontate in televisione o al grande fratello o a amici, si parla di quello che succede nella guerra.
Poi la realtà è diversa ed è quella fatta vedere dai tg con la gente in poltrona che guarda i bombardamenti chirurgici con le immagini in bianco e nero con una crocetta in mezzo e alla fine boom come in un videogames.
Lo so la realtà è questa non quella della gente amputata.