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Spot Tv: arrivano i detersivi ecologici Winni's. Ma si deve fare di più

Pubblicato: 19 apr 2011 da Marina

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detersivi ecologici
Arrivano sul mercato e in Gdo i detersivi ecologici Winni’s prodotti dalla ravennate Madel. Il dato interessante è che sono partiti spot tv, sulle reti più popolari, che veicolano al grande pubblico il messaggio che i prodotti eco sono validi tanto quanto i tradizionali. Finalmente! Il marketing inizia a riconoscere il segmento dei fissati con l’ambiente: smettiamo di essere isteriche hippie con il pallino di salvare il Pianeta con l’ecologia e entriamo di diritto tra i consumatori. Il che ci auguriamo, dovrebbe far sbucare dalla nicchia in cui sono rinchiusi, le centinaia di prodotti naturali fatti con amore da mani spesso artigiane. Però, c’è un rovescio della medaglia: potremmo finire tutti nel gran calderone del greenwashing, ossia di quella patina di verde corretto, apposta sui prodotti finto ecologici, che di corretto ha solo il marketing.

Come venirne fuori e sopratutto come imparare a capire se ciò che stiamo acquistando è davvero un prodotto sostenibile oppure no? Oltre la presenza di marchi quali l’Ecolabel (ma per qualcuno non sono proprio il massimo) c’è da controllare la lista degli ingredienti usati. No, non dobbiamo laurearci tutti in chimica, ma diventare certamente consumatori consapevoli sì. Dunque gli ingredienti di un prodotto, detersivo o cosmetico, si trovano sempre in etichetta o sui siti dei vari marchi. Tecnicamente la lista è chiamata INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients). Attraverso uno strumento che si chiama biodizionario.it messo in piedi da quel genio della chimica che è Fabrizio Zago si cercano i singoli ingredienti. Da lì si capisce quanto un ingrediente possa risultare dannoso per la salute e per l’ambiente grazie all’uso di pallini: verdi, gialli e rossi.

Nel caso della linea dei prodotti Winni’s, che ha ha la gamma riservata al bucato e la gamma riservata alla pulizia della casa inclusi liquido per piatti, polvere per lavastoviglie e brillantante, non è facilissimo procurarsi l’INCI, poiché è necessario possedere il codice a barre. Comunque, grazie al forum di promiseland (una vera miniera di informazioni, assieme a saicosatispalmi.it per chi desidera conoscere seriamente la chimica dei cosmetici e dei detersivi) mi sono procurata il codice a barre e ottenuto la lista dell’INCI per il detersivo per lavatrice liquido venduto nella confezione da 3l a circa 5,90 euro. I risultati li trovate dopo il salto.

INCI 8002295034632WINNI’S LAVATRICE 3 lt
aqua: solvente **verdi
sodium laureth sulfate: tensioattivo * giallo
Glycereth-7 cocoate: contiene molto ossido di etilene (petrolifero) * rosso
sodium chloride: viscosizzante ** verdi
Potassium cocoate: emulsionante / tensioattivo ** verdi
decyl poliglucose: ** verde
tetrasodium iminodisuccinate: * verde
citric acid: agente tampone / sequestrante ** verdi
parfum
styrene/acrylates copolymer: opacizzante * rosso
polidimetilsilossano: silicone (ma presente in quantità minima e dunque accettabile altrimenti il prodotto genera troppa schiuma) * rosso
methylisothiazolinone: conservante * rosso
benzisothiazolinone: antibatterico * rosso

Il fatto che nella Gdo e con ampio battage pubblicitario giungano prodotti di questo genere lascia presupporre che sia un passo avanti rispetto alla distribuzione di prodotti meno inquinanti. Diciamo che la strada è quella giusta. Purtroppo, però sebbene ci troviamo davanti a un buon compromesso, nel caso del detersivo per la lavatrice, non possiamo fare a meno di notare, dalla lista degli ingredienti, la presenza di troppi pallini rossi, ossia di materie prime che rendono il prodotto meno sostenibile. Personalmente lo promuovo ma sulla fiducia, invitando la Madel a fare di più per rendere questi detersivi ancora più amici dell’ambiente e della nostra salute.

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3 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di franny

    franny

    19 apr 2011 - 10:28 - #1
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    Sono in vendita da mo’, comunque…

  • Profilo di gabibbo

    gabibbo

    19 apr 2011 - 11:10 - #2
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    In realtà nella GDO i detersivi “ecologici” sono arrivati ben prima. Ci pensò la Henkel circa vent’anni fa lanciando la linea Atlas.
    La leggenda vuole che la linea Atlas nascesse dall’esperienza specifica tedesca, che si sarebbe rivolta ai grassi vegetali (olio di palma) come fonte di materia prima per detergenti già durante la seconda guerra mondiale e nell’immediato dopoguerra, quando altre materie prime erano inarrivabili. Prevedeva oltre al detersivo “a base naturale”, confezioni in plastica più sottile con un rivestimento in cartone per dargli rigidità, in modo tale da ridurre la plastica (allora poco riciclata) e riciclare il cartone.
    L’esperimento non ebbe grande fortuna, forse era troppo presto, forse era eccessivo (le bottiglie erano veramente troppo “leggere” e le massaie non erano facilmente entusiasmabili).

  • Maria Luisa Neri

    16 set 2011 - 12:10 - #3
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    Mai visto uno spot più insopportabile. Quella falsa vocetta di bambina che usa vocabili improbabili per la sua età fa venire voglia di comprare tutto tranne che i prodotti che vuole promuovere.