Referendum nucleare: deciderà la Cassazione se abrogarlo

La Cassazione si esprimerà a giorni sulla validità del referendum del 12 e 13 giugno prossimi. Infatti dopo che è stato votato in l'emendamento (resta però da sapere come voterà il Senato) nel decreto omnibus che rimanda a settembre ma non abroga la legge sul ritorno delle centrali nucleari in Italia, resta da capire se andremo o meno a votare ai referendum su nucleare, acqua pubblica e legittimo impedimento.

La Cassazione dovrà valutare ora se l'emendamento (che ha presentato Francesco Rutelli leader di Alleanza per l’Italia) soddisfi appieno i requisiti che porterebbero all'abrogazione del referendum. La Cassazione potrebbe però anche valutare che l'emendamento soddisfi in parte la necessità di abrogazione del referendum e dunque andremmo a votare lo stesso ma con una domanda un po' diversa.

Infine, per le opposizioni e per i comitati promotori del referendum resta una strada per salvare il voto di giugno, ritenuto comunque necessario per abrogare definitivamente la legge del ritorno al nucleare. Lo spiega bene ReporterNuovo:

ovvero il fatto che nell’emendamento del governo si parli di una sorta di «rinvio» di dodici mesi per quel che riguarda le scelte sulla politica nucleare dell’esecutivo. L’emendamento, infatti, dopo aver definito nel dettaglio i vari punti da abrogare del testo del governo sulla moratoria nucleare per un anno, riafferma che «entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge il Consiglio dei ministri adotta la strategia energetica nazionale nella definizione della quale il Consiglio dei ministri tiene conto delle valutazioni effettuate a livello di Unione Europea e a livello internazionale in materia di scenari energetici e ambientali». Ma per i giuristi questa obiezione non sembra poter incidere in alcuna maniera nella decisione della Corte.

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