Sul fotovoltaico, l’energia rinnovabile e il decreto “ammazza rinnovabili” tra i ministri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente, Paolo Romani e Stefania Prestigiacomo, siamo veramente ai ferri corti. Un video di Repubblica Tv mostra un Romani senza freni nel giudicare, durante una “festa di compleanno” di un mobilificio in Brianza, le richieste della Prestigiacomo.
Il video parla da solo, ma i fatti vanno spiegati: tutto sta nella proposta di Romani di far partire gli incentivi statali non appena l’impianto fotovoltaico entra effettivamente in produzione, con l’allacciamento alla rete. La Prestigiacomo, invece, difende la tesi che gli incentivi che debbano partire alla autocertificazione della fine dei lavori dell’impianto.
Si dirà: ha ragione Romani, se io certifico il falso scatta la truffa. In realtà non è così semplice: da quando l’azienda fa richiesta di allacciamento a quando effettivamente viene allacciata passano spesso dei mesi durante i quali l’impianto è pronto ma “spento”, in attesa della burocrazia.
Non produce, quindi non guadagna e non “ruba” alcun incentivo. Allora perché non aspettare? Perché, nel frattempo, arriva Paolo Romani che ti stronca gli incentivi: tu hai il parco fotovoltaico pronto, costruito e tarato con un business plan da decine di milioni di euro che fa riferimento ai vecchi incentivi e non lo puoi mettere in funzione se non quando gli incentivi sono diminuiti.
La Prestigiacomo, per una volta, non ha tutti i torti…
P.S. alla fine del video si vede Romani che si lamenta anche della posizione di Giorgio Guerrini, presidente di Rete Imprese Italia che è appena uscita con una bella critica al decreto rinnovabili.
Via | Repubblica Tv
hxsib
02 mag 2011 - 11:25 - #1In non voto PDL ma il fatto di fare partire l’incentivo al momento dell’attacco alla rete non è sbagliato. Naturalmente l’attacco in rete dovrebbe avvenire entro max 30gg. mentre io ho dovuto aspettare un mese e mezzo. Il fotovoltaico è stata una grande opportunità economica ma ne hanno approfittato le multinazionali mentre doveva essere incentivato solo per la copertura di edifici, in primis quelli coperti con eternit. Ma lo sappiamo che l’Italia è il paese dei furby……..ed ora con il taglio ci si rimette tutti o per lo meno chi non l’ha fatto. Scusatemi ma di fessi in giro ce ne sono molti: tengono i soldi in banca e prendono una miseria mentre con un impianto FV avevi un rendimento garantito x 20 anni………
mapis76
02 mag 2011 - 13:07 - #2concordo assolutamente con hxsib solo se gli impianti venissero veramente allacciati in 30gg, ma nn concordo assolutamente sul discorso delle multinazionali in quanto conosco molte realtà italiane che ci hanno messo l’anima! Il problema è che in italia nessuno lavora il silicio, sono tutti assemblatori, quindi automaticamente sei costretto a rivolgerti alle multinazionali estere per fornirti dei pannelli, compresi quelli che lei ha montato sul tetto!
skyvisual
02 mag 2011 - 15:26 - #3Solo in questo sono anch’io d’accordo con Romani, in giro ne ho viste e sentite troppe.
Però un ministro della repubblica non usa questi toni da bar né cancella gli incentivi prima di presentare una soluzione alternativa.
Romani sei un incompetente. Ti credi tutto quello che ti dice confindustria, e ti hanno messo in un settore che non conosci. L’energia è una cosa seria, ti potrei insegnare tante di quelle cose quante non potresti mai impararne.
Tornatene da dove sei venuto, dilettante.