Più volte su Ecoblog abbiamo parlato della tecnica di cattura e sequestro della CO2 (CCS, Carbon Capture and Storage) e sull’argomento sono stati numerosi i lettori che hanno espresso i loro (leciti) dubbi sulla tecnologia. Nel mondo infatti sono presenti ancora pochi impianti dotati di questo sistema (spesso soltanto in via sperimentale), tuttavia in ottica futura c’è qualcuno che vede questa possibilità come la vera via d’uscita per un utilizzo del carbone come fonte di energia a basso impatto ambientale.
In riferimento a ciò vorrei segnalarvi un progetto canadese per il quale il governo della provincia indipendente del Saskatchewan ha dato l’ok nei giorni scorsi. Tale progetto prevede un investimento di circa 840 milioni di euro per realizzare un impianto CCS da applicare ad una delle 6 unità a carbone della centrale di Boundary Dam, presso Esteven. L’unità interessata è in corso di ammodernamento ed rientrerà in servizio con una potenza di 110 MW. L’impianto di cattura e sequestro consentirà l’abbattimento di circa un milione di tonnellate di CO2 all’anno, equivalenti più o meno alle emissioni prodotte da 250.000 autoveicoli.
Si tratta del maggiore progetto di CCS applicato ad una centrale a carbone attualmente in fase di realizzazione al mondo. L’anidride carbonica catturata verrà stoccata in pozzi petroliferi in via di esaurimento. L’entrata in servizio dell’impianto è prevista per la fine del 2014. Assisteremo nei prossimi anni al proliferare di queste tecnologie?
Chissà, ciò che sembra certo è che, in nome dell’utilizzo del carbone, molti governi stanno spingendo verso questa possibilità; allo stato attuale delle cose però l’efficacia di un simile sistema e le ripercussioni benefiche sull’ambiente rimangono soltanto una chimera.
Via | Theglobaeandlail.com
Foto | Flickr
matteo vitiello
05 mag 2011 - 18:18 - #1Leggete questo articolo: http://buenobuonogood.wordpress.com/2011/05/03/pannelli-solari-addio/
meiyo77
05 mag 2011 - 19:02 - #2non sarebbe meglio la co2 farla digerire alle micro alghe? in fondo si nutrono proprio di quella
alfag
05 mag 2011 - 21:21 - #3ma le scorie poi sono sicure o tra 1000 anni si guastano ed esce tutto?
Tassinari Mauro
05 mag 2011 - 22:41 - #4@meiyo77
Le alghe trasformerebbero la CO2 in materiale organico dopodiché avremmo una gran quantità di alghe da far sparire.
In altre parole il carbonio è stato intrappolata nel carbone e nel petrolio sotto terra è lì dovrebbe tornare per non alterare l’ambiente.
Purtroppo non ci torna da sola ma assieme all’ossigeno che viene quindi rubato all’ambiente.
Tassinari Mauro
05 mag 2011 - 22:46 - #5Non ho capito una cosa (faccio finta…)
La CO2 sequestrata viene confrontata con quella emessa da automobili….
Cosa centrano?
Perché non mi dicono quale percentuale della CO2 prodotta verrebbe sequestrata?
(a pensar male si fa peccato, ma di sti tempi ci si azzecca sempre)
meiyo77
06 mag 2011 - 09:59 - #6@tassinari beh di micro alghe ce ne sono diverse in “cantiere”, le più interessanti assorbono 2,5 kg di co2 per 1 kg di ossigeno, lo scarto è un alimento ricco di omega 3 e 6, la parte oleosa si presta benissimo per biocarburante a doppio legame, addirittura jet fuel, fa un pò te se non sarebbe una bella idea. c’è una bella azienda italiana che sta sviluppando sta roba, mi sembra si chiami microlife
Tassinari Mauro
06 mag 2011 - 13:34 - #7meiyo77
CO2 -> Microalge -> Mangimi+ Biocombustibili -> CO2
Alla fine della filiera il CO2 è ancora nell’abiente.
Stessa ragione per cui una foresta “matura” non assorbe (ulteriore) CO2.
Una pianta assorbe CO2 mentre cresce ma quando muore puo decomporsi essere mangiata o bruciata, in ogni caso il CO2 torna libero.
meiyo77
06 mag 2011 - 19:24 - #8@TASSINARI si concordo pienamente, ma almeno eviteremmo di ripompare nel sottosuolo con chissà che metodi. ne stiamo vedendo di cotte e di crude, va a sapere che cavolo combinano hehehe
emanuska
07 mag 2011 - 08:45 - #9Lo stoccaggio della CO2 è una cosa assurda!!!
Ascoltate un esperto internazionale in questo video http://youtu.be/lofr6CoGXGM [dal minuto 11:20]