Bike sharing, Bologna dice no: non ci sono più soldi

Il costo di 2000 euro annui ha scoraggiato l’amministrazione del capoluogo dell’Emilia Romagna

Niente bike sharing a Bologna, l’amministrazione del capoluogo dell’Emilia Romagna non ha abbastanza soldi per far partire il progetto. L’assessore alla Mobilità, Andrea Colombo spiega che il Comune resta aperto a “idee e alternative”, purché non contemplino un esborso di risorse pubbliche.

Il bike sharing costa troppo per un comune che, come tante altri, si ritrova le casse esangui dopo le spending review:

gestire una sola bici costa 2.000 euro all’anno; che con le tariffe non si copre che il 15% delle spese; e che i fondi europei non sono erogati ne’ per la gestione ne’ per la manutenzione di questi mezzi.

Insomma o entrano i privati (come in molte città dove le bici vengono pagate in cambio di spazi di affissione urbana) oppure il bike sharing non si farà. Come il trasporto pubblico anche il bike sharing è un servizio in perdita e necessita di un’integrazione tra sponsor, fondi pubblici e tariffe.

L’aspetto più beffardo della storia è che Bologna è, senza ombra di dubbio, una delle città che più hanno fatto negli ultimi dieci anni per implementare la rete ciclabile: dai 60 chilometri di dieci anni fa si è saliti ai 105 del 2013 e altri 11 si aggiungeranno fra il 2014 e il 2015. A questi 116 km ne vanno aggiunti altri 41 di percorsi naturalistici e di corsie preferenziali bus più bici. Le infrastrutture ci sono, ma niente bike sharing: i bolognesi che si muovono in città pedalando (il 10% del totale) dovranno continuare a farlo sulle loro biciclette.

bici

Via | Resto del Carlino

Foto © Getty Images

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