Cassazione: regolare il referendum sul nucleare. Si vota

un si per fermare il nucleare

La Cassazione lo ha appena deciso: il referendum sul nucleare è regolare e si vota il 12 e 13 giugno. A nulla è valso il decreto omnibus, poi ratificato in legge approvata la scorsa settimana dal presidente Napolitano, per provare a estrapolare il quesito sul ritorno delle centrali nucleari in Italia e far cadere una delle domande più importanti di questa tornata referendaria che include i quesito sulla privatizzazione dell'acqua e sul legittimo impedimento.

Tra le prime reazioni ricevute c'è quella di Alfonso Fimiani presidente dei Circoli per l'Ambiente e del gruppo degli astensionisti che nella sua nota alla stampa scrive:

Non esito a definire shockante la decisione della Cassazione: di fatto gli Italiani sono chiamati a pronunciarsi per abrogare una disciplina normativa che non esiste più perché consapevolmente cancellata da Camera e Senato. Proporrei, a questo punto, di votare l’anno prossimo per abrogare la pena di morte in Italia. È stata già abrogata? Melius adbundare quam deficere!

Naturalmente di parere diametralmente opposto le 80 associazioni che si riuniscono sotto il Comitato Fermiamo il nucleare che scrivono:

Oggi ha vinto lo spirito democratico e referendario, hanno vinto gli italiani, che potranno esprimersi e cacciare definitivamente lo spettro del nucleare dall’Italia. Domenica prossima tutti al voto contro il nucleare e per l’acqua pubblica.

L'obiettivo, oltre a abrogare le leggi attraverso il voto, è sopratutto raggiungere il quorum di votanti, il che rende, appunto, valida la votazione.

Foto | Fermiamo il nucleare

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