A Fukushima Daiichi, si teme la sindrome cinese: perdite di combustibile nucleare

fuso il carburante nucleare a fukushima daiichi

Sull'incidente nucleare di Fukushima Daiichi, dopo gli strombazzamenti caotici dei media nostrani, sembra essere calato il silenzio. Eppure l'incidente è tutt'ora in corso sebbene non siano ancora note del tutto dimensioni e conseguenze, che sembrano però andare ben oltre ogni immaginazione. Nisa, ossia la Nuclear and safety industry del Giappone ha prodotto un rapporto di oltre 700 pagine, inviato a Aiea, per cui a Fukushima Daiichi nei reattori nucleari n.1, n.2 e n.3 si sarebbe allo stadio oltre la fusione. Ne scrive lo Yomiuri Shimbun, che specifica:

Un "melt-through" si verifica quando c'è una perdita di combustibile nucleare nelle vasche di contenimento fuoriuscito dal nocciolo danneggiato. E' una condizione di gran lunga peggiore della fusione del nocciolo ed è la peggiore possibilità in un incidente nucleare.

Comunemente questo stadio viene definito sindrome cinese, ossia una perdita di materiale radioattivo che sarà complicatissimo raccogliere e stoccare e che nel frattempo rilascia senza controllo alcuno le radiazioni. Non sappiamo se questa ipotesi sia plausibile, ma una certezza c'è: Tepco solo qualche settimana fa ha ammesso della fusione dei noccioli dei reattori n.2 e n.3 peraltro avvenuta poche ore dopo il sisma e lo tsunami dello scorso 11 marzo. Dunque, in quanto a comunicazione sta messa molto male.

Scrive Quale energia:

Il danno è stato gravissimo fin dal primo giorno e le fonti ufficiali si sono guardate bene dall’informare l’opinione pubblica e forse anche lo stesso governo, presumiamo noi.

Via | Quale energia, Yomiuri Shinbun
Foto | Yomiuri Shinbun, Le Monde

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